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Laura Boldrini: "Il Mezzogiorno torni al centro dell'agenda"
di Raffaella Pessina

Mentre si continua a parlare di rimpasto nella Giunta regionale. Così la presidente della Camera, Laura Boldrini, al Governo

Tags: Ars, Laura Boldrini



PALERMO - Il Governo regionale sta cercando di far quadrare i conti e questa volta non sarà un’operazione semplice, poiché i provvedimenti dell’esecutivo Crocetta sono sempre sotto la lente di ingrandimento degli organi romani. Il Consiglio dei Ministri, che in pratica ha preso il posto del Commissario dello Stato che una volta impugnava le leggi in Sicilia, si è dimostrato assai più severo e già diverse leggi approvate all’Ars sono cadute sotto la scure romana. E non è certamente un caso, visto che l’ultimo Commissario dello Stato Aronica  aveva messo in guardia la Regione sui conti, sostenendo che bisognava intervenire sulla struttura della spesa, perché la Regione spendeva più di quanto incassava con le entrate e lo faceva con artifici contabili. E così si è passati da una impugnativa all’altra, fino ad arrivare ad oggi.

Restano due mesi e mezzo per approvare il prossimo bilancio, e la Regione si trova ancora a dover organizzare manovre di assestamento per il bilancio 2015, che praticamente è già trascorso. Le opposizioni incalzano il Pd e Crocetta e in più, adesso anche il Megafono, il movimento fondato da Rosario Crocetta, si rivolta contro il suo padre politico. Le motivazioni sono legate per lo più alla poca considerazione che il governatore ha per il suo movimento in termini di poltrone dell’esecutivo. “Il problema ha radici profonde che toccano le corde di una rivoluzione mai compiuta: Crocetta definisce il Megafono ‘un movimento liquido’, ma dentro nessuno riesce a capire come si deve andare avanti. Non crediamo più in questo progetto”, viene dichiarato dai componenti del Megafono.
 
Marco Forzese e Antonio Malafarina hanno voluto manifestare tutto il loro disagio e chiedono di “ricominciare a far politica seriamente, contrastando la confusione e l’immobilità amministrativa della Regione”. Per Forzese occorre “un percorso serio: non si può discutere di un rimpasto che deve avvenire da mesi. “Da due anni abbiamo un patto di lealtà con il presidente Crocetta - afferma Malafarina - inghiottendo a volte anche qualche rospo. L’assessore all’Economia Baccei ha comunicato che mancano 500 milioni di euro dopo aver approvato la manovra finanziaria. Ed è chiaro che la situazione necessiti di chiarezza, perché dietro la politica ci deve essere un progetto amministrativo, e non si può andare avanti a commissariamenti”. Secondo i deputati regionali, la svolta deve partire da una serie di riforme: “Urge rimettere in moto diversi servizi, come quello del turismo e dell’energia. Di problemi ce ne sono a tonnellate, ma all’Ars non c’è dibattito: ci sono solo confusione e delegittimazione”.
 
E forse proprio per rispondere al Megafono-Pse , Crocetta nella conferenza stampa di ieri pomeriggio non ha ravvisato la necessità di un cambio ai vertici. “Se i miei alleati hanno l’esigenza di rivedere la loro squadra non ci vedo niente di male. Però mi chiedo se sia giusto cambiare, per esempio, l’assessore al Territorio proprio in questo momento in cui c’è una emergenza di dissesto idrogeologico?”. Poi è intervenuto proprio sul problema delle impugnative delle leggi siciliane da parte di Roma (province, appalti e acqua pubblica) : “Le impugnative riguardano profili e competenze di diversi organismi – ha detto Crocetta -  le leggi non vengono fatte solo dal governo, ma in concorso con il parlamento siciliano”. “Il sistema - ha proseguito - è creare un dialogo permanente con governo nazionale e parlamento regionale, senza cedere su due punti fondamentali: l’autonomia e lo Statuto”.

L’attenzione dei rappresentanti del governo nazionale comunque non si evidenzia solo sui conti, per fortuna, ma anche su altre problematiche siciliane piuttosto urgenti, come quello delle infrastrutture e della viabilità. Proprio ieri, la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha detto che “il Mezzogiorno deve tornare al centro dell’agenda del governo” ed ha sottolineato come la regione, “come gran parte del Sud, non riesce a ripartire. C’è stato un aumento della disoccupazione più alto che al centro-nord” ha aggiunto, “c’è bisogno di approfondire il tema, ma anche di arrivare a degli impegni concreti” con un “intervento innovativo dello Stato”. “Ci vuole - ha proseguito - una presa d’atto, ma anche un impegno formale del governo”. In Sicilia, in particolare, ha detto la presidente della Camera, “c’è un vero disastro infrastrutturale”. Boldrini parla anche della questione migranti, e dice dopo la ‘relocation’ serve “un’Europa 2.0 che riesca a risolvere i problemi che nessuno Stato da solo può gestire”.

Articolo pubblicato il 10 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Laura Boldrini
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