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Nove anni e sei milioni di euro per un progetto mai decollato
di Francesco Sanfilippo

Risale al 2006 un bando dell’ex dipartimento Foreste demaniali per incrementare il turismo ambientale. Obiettivo era la creazione di 4 cooperative e 240 figure professionali specifiche

Tags: Turismo, Foreste Demaniali



PALERMO - Nel 2006, il dipartimento regionale Foreste Demaniali (Drafd), oggi Dipartimento Regionale dello Sviluppo Rurale e Territoriale, commissionò un bando di concorso per incrementare il turismo culturale e ambientale nell’Isola. Le 4 cooperative create avrebbero operato in maniera coordinata e in rete, al fine di assicurare la gestione, a livello regionale, dei servizi, delle attività collaterali, di fruizione e la messa a reddito delle 32 riserve naturali siciliane.

Assieme alla formazione, il progetto prevedeva anche la realizzazione d’idonee opere di strutturazione ed infrastrutturazione. Tale bando aveva affidato la formazione delle 240 figure professionali necessarie all’attuale Sicilia Lavoro S.p.A. secondo la Gurs n.10 del 25/08/2006.

Per sostenere questo progetto, furono stanziati 8 milioni e 779 mila euro, di cui 4 milioni finora spesi in formazione, mentre altri 2 milioni sono serviti per spese dei responsabili dello stesso progetto. I finanziamenti provenivano dai fondi del Piano Triennale di Tutela Ambientale 1994/1996 denominato P.T.T.A N.85.

In totale, furono programmate 5 fasi, di cui la prima prevedeva una spesa di circa euro 2.100.000 per la ristrutturazione e l’infrastrutturazione di un fabbricato. Quest’ultimo si trovava presso la Riserva Naturale di Ficuzza, dove avrebbe dovuto servire come nucleo di coordinamento delle cooperative. Nella seconda fase, le figure da formare erano 12 esperti e 24 addetti per ciascuno delle funzionalità previste. Queste riguardavano il marketing territoriale, quello agro-alimentare, quello turistico nelle problematiche ecologiche, nella certificazione Emas e nella gestione dei servizi fruibili all’interno dell’area protetta, oltre a 60 esercenti attività commerciali non alimentari.

Nella terza fase, era previsto lo stage, mentre nella quarta la costituzione delle cooperative. Nella quinta ed ultima si sarebbe dovuto pervenire alla definizione di marchi per prodotti e servizi, definendo i  rapporti convenzionali tra il Drafd ed le cooperative come futuri gestori dei servizi collaterali ed il relativo affidamento degli stessi.

Tutte le fasi sono state realizzate eccetto la ristrutturazione della casa colonica di Ficuzza, eccetto parte della Fase 4 dove era prevista l’incubazione di impresa, e non è stata compiuta gran parte della quinta fase che riguarda i marchi, le convenzioni ed i rapporti con l’ente gestore Drafd.

Dopo ripetute richieste per completare il progetto, le cooperative hanno inoltrato una diffida agli Enti coinvolti nel progetto nel 2013 che è rimasta senza risposta. Poi, le stesse cooperative hanno presentato un ricorso al Tar di Palermo avverso al silenzio di dette amministrazioni alla diffida stessa nel 2014. Per 10 mesi non c’è stata alcuna pronuncia dal Tar, poi, il tribunale ha obbligato l’amministrazione regionale a dare risposta ai postulanti con la sentenza n. 1253/2015, pur non entrando nel merito della vicenda, per cui l’amministrazione ha ribadito ai richiedenti la sua posizione.
 
Inoltre, è stato presentato un esposto alla Corte dei Conti, finalizzato all’accertamento di eventuali forme di responsabilità amministrativa e contabile nei confronti degli Amministratori, dei Dirigenti, dei Funzionari. Di là dalle vicende giudiziarie in corso, restano insoluti i motivi per cui è stato mandato avanti un progetto poi non realizzato e a che siano serviti i 6 milioni di Euro spesi per esso senza risultato.

Articolo pubblicato il 10 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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