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È allarme per le vaccinazioni. Sicilia sotto la media nazionale
di Adriano Agatino Zuccaro

I dati pubblicati dal ministero della Salute riportano un crollo dell’86% per le malattie più comuni. Il presidente dell’Istituto superiore di sanità Ricciardi: “Al limite della sicurezza”

Tags: Vaccinazione, Vaccino



ROMA - “La copertura vaccinale nel nostro Paese è al limite della soglia di sicurezza”. Con queste parole il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Walter Ricciardi, lancia un allarme chiaro e deciso. I dati dell’Istituto pubblicati dal ministero della Salute indicano, infatti, un tasso di vaccinazioni al di sotto degli obiettivi minimi previsti dal precedente piano.
 
Scendono, infatti, al di sotto del 95% le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B e la percentuale scende ulteriormente per le vaccinazioni contro il morbillo, la parotite e la rosolia che raggiunge una copertura del 86%, diminuendo di oltre 4 punti percentuali.

“Questa situazione, che tende progressivamente a peggiorare, rischia di avere gravi conseguenze sia sul piano individuale che collettivo poiché scendere sotto le soglie minime significa perdere via via la protezione della popolazione nel suo complesso e aumentare contemporaneamente il rischio che bambini non vaccinati si ammalino, che si verifichino epidemie importanti, che malattie per anni cancellate dalla protezione dei vaccini non siano riconosciute e trattate in tempo” dichiara Ricciardi.

I dati a livello regionale che evidenziano la percentuale di bambini vaccinati fanno tremare l’Isola. I piccoli vaccinati contro poliomielite, tetano, difterite ed epatite B in Sicilia sono, infatti, il 93,5% del totale. Percentuali peggiori solo in Trentino Alto Adige (90,6%), Valle d’Aosta (90,8%), Veneto (91,8%), Friuli Venezia Giulia (92,6%) e Campania (93,20%) mentre in Basilicata la percentuale sfiora il 98,8%. I bambini vaccinati contro la parotite, la rosolia e il morbillo nell’Isola sono l’83,9%; anche stavolta il dato è sotto la media nazionale (86%).

È necessario che, a fronte dei dubbi dei cittadini, gli operatori siano in grado di far comprendere che la mancata vaccinazione crea un rischio enormemente più alto rispetto a quello temuto di eventuali effetti collaterali, si legge nel comunicato dell’Istituto superiore di sanità. “É inammissibile che un operatore sanitario pubblico, in scienza e coscienza, possa avanzare dubbi sull’efficacia e sull’opportunità dei vaccini, di un atto che ha anche un valore etico per la tutela della salute pubblica. In questo senso è necessaria una nuova alleanza tra medici, operatori sanitari, ricercatori e industria per evitare che il patrimonio di salute pubblica conquistato in anni di campagne vaccinali vada disperso” dichiara Ricciardi.

Il call center nazionale vaccini e vaccinazioni del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) del ministero della Salute e dall’Università degli Studi di Foggia ha messo a disposizione il numero verde 800 56 18 56 (attivo il lunedì dalle 10 alle 18) per fornire informazione e fugare eventuali dubbi.

Articolo pubblicato il 10 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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