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Il Cas in difesa: "Rete sempre monitorata"
di Rosario Battiato

Dopo l'ultimo episodio sulla A18, l'intervista a Rosario Faraci, presidente del Consorzio autostrade siciliane. Un terzo delle somme ricavate dai pedaggi finiscono nella manutenzione delle arterie gestite

Tags: Rosario Faraci, Consorzio Autostrade Siciliane



MESSINA – Rosario Faraci è il presidente del Consorzio per le autostrade siciliane. Lo abbiamo intervistato in seguito alle recenti polemiche che hanno riguardato l’ente gestore della A18.

Ci può dare gli ultimi aggiornamenti sulla frana che ha coinvolto la Catania-Messina?
“In questo momento non si tratta di individuare le responsabilità, ma di operare nell’esclusivo interesse degli utenti garantendo la sicurezza della viabilità, eliminare il materiale caduto dal costone, attiguo al tracciato autostradale, nella carreggiata con la conseguente chiusura della tratta ed il trasferimento  della viabilità nella carreggiata opposta. Infine, stabilizzare il costone per evitare la riproposizione di altri crolli che potrebbero avere dimensioni più consistenti utilizzando il varco determinatosi in questi giorni”.

Avete effettuato un monitoraggio delle arterie che gestite oppure eventi di questo genere non possono essere prevenuti nemmeno con una meticolosa manutenzione?
“Entrambe le cose. Nel senso che la rete autostradale è costantemente monitorata. Nella verifica anche gallerie, viadotti e ponti.
Ovviamente ci sono eventi naturali che non si possono prevedere. Pertanto anche il Consorzio, come le altre istituzioni che operano nel territorio, si avvale della altissima professionalità della cabina di regia della Protezione civile nazionale e di quella della Regione Siciliana in grado di preavvertire sugli accadimenti di quella portata.
Le manutenzioni riescono a coprire gli eventuali segnali dei deterioramenti del tempo – anche il cemento armato ed il ferro hanno tempi di vita limitata – sotto forma di crepe o similari, ma certamente nulla si può fare in caso di calamità naturale che è l’evento imprevedibile per antonomasia”.

Ci può dare il quadro complessivo dei principali interventi sulle autostrade gestite dal Cas?
“Il Cas ha un piano triennale ed uno annuale dei lavori da eseguire. Nel primo caso è un tempo abbastanza sufficiente per avviare e concludere specifiche progettazioni anche con i visti ed i nulla osta da parte di altri uffici istituzionali che, secondo la vigente normativa, concorrono alla definizione dell’atto. Ovviamente il piano annuale, per sua caratteristica temporale, riguarda interventi più veloci ed in questo caso rientrano, in genere, lavori di manutenzione più misurati. Esempio: rattoppi d’asfalto, sostituzioni lampade e guardrail ecc. Tengo a precisare che in tutti i casi gli affidamenti alle imprese avvengono sempre secondo le norme di legge e le direttive della Autorità nazionale anticorruzione.
Sul sito istituzionale sono riportati i due Piani (triennale ed annuale), l’iter delle gare d’appalto e le assegnazioni, qualsiasi notizia riguardante le manutenzioni eseguite, i lavori in corso d’opera e gli stati di avanzamento”.

Quanti fondi avete e quante ce ne sono da spendere su prevenzione e manutenzione delle strade?
“Le uniche fonti d’entrata del Consorzio sono gli incassi da pedaggio. Con questi bisogna sostenere le spese di gestione, del personale e quelle riferite a lavori,  sia ordinari che straordinari.
Sulla base dell’atto di convenzione con il ministero Infrastrutture che disciplina la attività della rete autostradale assentita, circa un terzo delle somme incassate deve essere dedicato ai lavori di manutenzione. Per le costruzioni di nuove tratte o per specifici interventi (quali ad esempio i lavori del viadotto Ritiro, la riqualificazione delle gallerie Capo d’Orlando e Tindari, la costruzione dei Lotti 6-7-8 della Siracusa Gela) il Consorzio ha fatto ricorso a specifici finanziamenti Europei, Statali e Regionali. In sostanza, il Consorzio Autostradale spende annualmente svariate decine di milioni di euro ponendosi, in tal modo, come la più rilevante stazione appaltante della Sicilia,  per spesa e lavori, seconda solo alla stessa Regione. Una grande responsabilità, gestita dall’Amministrazione che presiedo e dalle Direzioni ed Uffici preposti alle attività operative, con estremo rigore e trasparenza perché le tre tratte autostradali (Me-Pa, Me-Ct e Sr-Gela) appartengono alla Sicilia ed ai siciliani che ne sono i principali fruitori”.

Articolo pubblicato il 13 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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