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Vaccini e disinformazione
di Liliana Rosano

Mauro Stronati, presidente SIN: “Recrudescenza di malattie che si credevano eliminate”. Web e social network riportano spesso notizie del tutto infondate

Tags: Vaccinazione, Vaccino, Mauro Stronati



PALERMO - Vaccino si, Vaccino no? Un dubbio quasi amletico che sta affligendo le famiglie italiane che sono chiamate a scegliere, responsabilmente, se vaccinare o meno i propri figli.  In Italia, sembra essere scattata la psicosi del vaccino. A lanciare l’allarme, nei giorni scorsi, sono stati l’Istituto superiore di Sanità (Iss) e la Società italiana di pediatria (Sip). La copertura vaccinale nel nostro Paese, hanno avvisato, è al limite della soglia di sicurezza; per questo è necessario approvare al più presto un nuovo Piano nazionale in materia.

Le vaccinazioni sono considerate fra le scoperte scientifiche più importanti per il genere umano, ma continuano in qualche misura a far paura. I dati del ministero si riferiscono alle coperture vaccinali a 24 mesi d'età relative al 2013 e riguardano la maggior parte delle immunizzazioni offerte gratuitamente: poliomielite, tetano, difterite, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae b, morbillo, parotite e rosolia. Le prime quattro dell'elenco sono considerate 'obbligatorie' eppure registrano un tasso di immunizzazioni inferiore al 95%; tasso che cala ulteriormente e drasticamente all'86% per le vaccinazioni - consigliate o raccomandate - contro il morbillo, la parotite e la rosolia. I dati sono ancora contenuti, ma è il trend degli ultimi due anni che preoccupa le autorità sanitarie in prospettiva: l'andamento "in netta diminuzione delle coperture a 24 mesi", rileva l'Iss, "rende indispensabile interventi urgenti.

In Sicilia, la percentuale di copertura più bassa è  quella relativa al meningococco C (60,17 per cento) la varicella (70% di copertura) e il morbillo (80%).

Anche le altre vaccinazioni, secondo gli ultimi dati 2013 elaborati dal Ministero della Salute , in Sicilia scendono al di sotto della media nazionale, anche se di poco.
Come ad esempio il vaccino contro la polio, difterite e tetano, che nell’Isola arriva ad una copertura del 93,48% contro il 94,66 della media nazionale.

Sono sempre più numerosi i genitori che decidono di ritardare la vaccinazione dei loro figli, oppure optano per una vaccinazione selettiva (scelgono arbitrariamente di vaccinare i loro figli contro alcuni patogeni ma non contro altri) o addirittura scelgono consapevolmente di non vaccinare i loro bambini.

Tutto ciò sta causando una recrudescenza di malattie che si credevano eliminate, quali il morbillo endemico e la rosolia congenita, malattie potenzialmente invalidanti o fatali in alcuni casi, ha detto al Qds il Dott. Mauro Stronati, Presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN).

Ugualmente dicasi per altre gravi malattie infettive che ci eravamo abituati a non vedere più quali la difterite, la pertosse, la poliomielite.

Alcuni casi di meningite da Haemophilus influenza di tipo b (Hib), anche questa malattia gravissima che colpisce bimbi molto piccoli, inclusi neonati e lattanti e prevenibile con un vaccino, sono stati segnalati recentemente.

Perché i geniori hanno paura a vaccinare i propri figli?
“La resistenza da parte di alcuni genitori a vaccinare i propri figli è causata dall’ansia riguardo a possibili eventi avversi legati ai vaccini. In passato i genitori, conoscendo ed avendo davanti agli occhi le tragiche conseguenze di contrarre malattie infettive quali la poliomielite o la difterite, non avevano dubbi sul sottoporre a vaccinazione i loro bambini”.

Quando cominciarono a cambiare le cose?
“Nel 1998 fu pubblicato un articolo, successivamente rimosso poichè giudicato fraudolento, che riportava una correlazione tra il vaccino morbillo-parotite-rosolia e l’autismo. Tale studio è stato smentito a più riprese da vari studi successivi condotti in svariati centri nel mondo. Tuttavia le conseguenze di quel primo fraudolento articolo rimangono vive anche a causa di una campagna di amplificazione che opera principalmente attraverso il web ed il passaparola nei social network”.

Quali sono le paure più comuni?
“I genitori esprimono un ampio spettro di perplessità, ed invocano il diritto di crescere i loro figli secondo i loro principi etici e religiosi.  Mentre pochi sono i genitori che si oppongono fermamente alla vaccinazione, molti genitori hanno perplessità proprio per questa campagna che è stata effettuata negli scorsi anni.  E’ una questione ampia che vede legge, etica e medicina a confronto. Ad esempio vi è chi invoca il diritto ad esprimere il consenso informato per la vaccinazione. Ma tale diritto non deve prevalere sul diritto dei più a vivere in una comunità protetta dal rischio di malattie infettive prevenibili”.

Cosa comporta non vaccinare i propri figli?
“È chiaro che non vaccinare il proprio bambino lo metterà al riparo da alcune note reazioni avverse ai vaccini, quali le reazioni allergiche, possibili peraltro con qualunque farmaco. Inoltre un bambino non vaccinato che vive in una popolazione di bambini vaccinati sarà protetto dal cosiddetto effetto gregge (la malattia non comparirà nella popolazione perché la maggior parte dei bambini è vaccinata). Tuttavia se un numero consistente di genitori opterà per non vaccinare il proprio bambino, verrà meno proprio l’effetto gregge.  Inoltre siamo a conoscenza di lattanti che hanno contratto la meningite da Haemophilus influenzae di tipo b (Hib), malattia prevenibile con  la vaccinazione, e che ora portano con sé le sequele neurologiche incluso un ritardo mentale, come effetto della scelta dei loro genitori; o di adolescenti non vaccinati che hanno contratto la poliomielite e vivono ora le conseguenze della paralisi neurologica.Oggi non si può e non si deve mettere in discussione l’importanza e la necessità delle vaccinazioni per il bene del singolo e della comunità".

Articolo pubblicato il 13 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Mauro Stronati, presidente SIN
Mauro Stronati, presidente SIN


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