Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Aula vuota, si riempie solo per la finanziaria
di Raffaella Pessina

Ancora si attende il via libera alla commissione speciale d’inchiesta sui rifiuti. Più volte il presidente Ardizzone ha lamentato l’assenza del Governo

Tags: Ars, Giovanni Ardizzone



PALERMO - Si trascinano stancamente le sedute parlamentari a Palazzo dei Normanni. Anche per questa settimana i lavori sono terminati in antipico e la prossima seduta è stata rinviata a martedì 20 ottobre con praticamente lo stesso ordine del giorno della seduta precedente. Sono stati inseriti altri due disegni di legge, sulle comunità montane e sulle cooperative giovanili. Resta iscritta nei lavori dell’Aula la mozione che impegna l’Ars ad istituire una commissione di inchiesta sui rifiuti. Più e più volte il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha lamentato l’assenza del Governo dai banchi dell’Aula e spesso ha sollecitato l’invio dei disegni di legge dagli uffici di Palazzo D’Orleans a quelli dell’Ars per velocizzarne l’iter. Invano.

Da quando i lavori sono ripresi nel mese di settembre (ad agosto ci sono state tre sedute), i battenti di Sala D’Ercole si sono spalancati una media di due volte a settimana il mese scorso e cinque volte in tutto fino ad oggi, riguardo al mese di ottobre. Quale che sia la causa di questo immobilismo, sta di fatto che in Aula si discute molto, ma spesso alla presenza di pochi deputati e di altrettanto pochi rappresentanti del Governo. Tutti assenti per motivi improrogabili e ormai l’Aula di Palazzo dei Normanni sembra riempirsi solo in caso di discussione di documenti finanziari. Purtroppo quasi tutte le leggi che escono dal Parlamento regionale vengono impugnate dal Consiglio dei Ministri, che in pratica è andato a sostituire il Commissario dello Stato, che a sua volta aveva cominciato ad impugnare tutte le leggi.
 
Secondo voci di corridoio a breve verrà impugnata anche la legge sull’acqua pubblica. La decisione sarebbe stata presa a seguito di un incontro con il sottosegretario agli Affari regionali Gianclaudio Bressa cui hanno partecipato il vicepresidente della Regione Mariella Lo Bello, l’assessore all’Energia Vania Contrafatto e i dirigenti regionali Romeo Palma e Domenico Armenio. Alcune parti sarebbero ritenute incostituzionali. Anche in caso di impugnativa l’Ars potrebbe comunque modificare le parti impugnate soddisfacendo le richieste del Governo nazionale che a sua volta  potrebbe successivamente rinunciare al ricorso davanti alla Consulta, così come dovrebbe avvenire per la riforma dei liberi consorzi.

Le bocciature romane però sono costanti sulla produzione legislativa siciliana: l’ultima in ordine di tempo ha riguardato il piano della rete ospedaliera e prima ancora era toccato alla legge sugli appalti

Intanto numerosi sono stati  gli attestati di solidarietà nei confronti dell’assessore all’Economia Alessandro Baccei, che ha ricevuto una lettera anonima recapitata in assessorato e sulla quale vi sono scritte minacce di morte: Vincenzo Vinciullo ha invitato tutti ad abbassare i toni perché nessuno è oggi nelle condizioni, da solo, di risolvere i problemi della regione che sono stati ereditati da anni ed anni di malgoverno”.

Più duro il commento di Antonello Cracolici, presidente del gruppo parlamentare Pd all’Ars, “Nessuno confonda i problemi di ordine finanziario con il tentativo di intimidire e rendere l’aria irrespirabile in Sicilia”. Sulla stessa linea la solidarietà di tutti i politici dell’Assemblea.

Articolo pubblicato il 16 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus