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La Regione ignora i mecenati d'arte
di Isabella Di Bartolo

Teatri di pietra, Castello svevo ad Augusta, Torre di Scopello e altri gioielli perdono pezzi nell’indifferenza delle Istituzioni. Art bonus: Soprintendenze in attesa di direttive. Purpura: “Dal 2016 la svolta”

Tags: Art Bonus, Beni Culuturali



L’intento è colmare la vacatio che connota la gestione del patrimonio pubblico e ottemperare alle normative e alle direttive del governo nazionale con il suo Art bonus. Tutto ciò per avviare la strada delle sinergia che deve vedere insieme pubblico e privato per la corretta tutela e fruizione dei beni culturali. Una sorta di rivoluzione che la Regione siciliana ha messo in moto per migliorare servizi e gestione dei beni culturali dell’Isola superando gli errori del passato e coinvolgendo i privati. Ma che – per ora – resta sulla carta.
Le linee guida regionali fanno capo a leggi finora non applicate a partire dalla legge 35 del 2012 e dal decreto legge 83 del 2014 (convertito nella L. 106/14) sulle agevolazioni per il coinvolgimento di sponsor privati nella gestione del patrimonio, al decreto regionale 20 del 2000 che impone autonomia ai Parchi archeologici in cui è suddivisa – sulla carta – la regione.

Articolo pubblicato il 20 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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