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Catania - Città inghiottita dal maltempo, danni a strade e numerosi disagi
di Melania Tanteri

Polemica contro l’amministrazione per aver emanato l’allerta meteo, ma la responsabilità è a monte. Info errate, per il sindaco Bianco occorre una rimodulazione degli stati di allerta

Tags: Catania, Maltempo, Alluvione, Nubifragio, Protezione Civile



CATANIA - La ricerca delle responsabilità è già partita. La conta dei danni pure, anche se per gli esperti meteorologi la straordinaria ondata di maltempo che ieri ha letteralmente messo in ginocchio Catania e la sua provincia, potrebbe continuare anche oggi. Gravi, comunque, i danni registrati: non solo sulla Messina – Catania, dove si è verificato uno smottamento che ha obbligato alla chiusura di un tratto di autostrada, e non solo allo scalo di Fontanarossa, dove numerosi voli in arrivo sono stati dirottati negli aeroporti di Comiso, Palermo e Lamezia Terme.

A Valverde, ad esempio, si è letteralmente aperta la strada principale, provocando una voragine che ha inghiottito un’automobile posteggiata non causando, fortunatamente, danni a persone, ma costringendo i Vigili urbani a transennare il corso principale e posizionare cartelli segnaletici per avvisare la popolazione.

Numerosi poi gli interventi dei Vigili del fuoco, decine e decine in ogni parte della provincia, chiamati per soccorrere cittadini intrappolati in automobile o in casa, o per svuotare cantine e garage. Registrati anche tamponamenti vari e code chilometriche, un po’ ovunque nelle arterie stradali, intasate dalle automobili. La mancata chiusura delle scuole ha, infatti, peggiorato la viabilità, già compromessa dal maltempo.

In attesa di conoscere a quanto ammontano i danni che, un po’ in tutti i Comuni colpiti, pare siano ingenti, è la Protezione civile regionale, dunque, il bersaglio degli amministratori locali. L’aver emanato un’allerta media per la giornata di ieri, quando in altre occasioni – ad esempio la settimana scorsa, quando di pioggia praticamente non ne è caduta - era stato emanato l’allarme rosso, ha scatenato sindaci e assessori. Quello comunale alla Protezione civile e Lavori pubblici, Luigi Bosco, sottolinea che, se l’allerta fosse stata diversa, diverse sarebbero state le decisioni prese da Palazzo degli Elefanti.

“Se avessimo avuto informazioni più puntuali – afferma Bosco – sono certo che l’amministrazione sarebbe corsa ai ripari, anche per evitare situazioni di pericolo per i cittadini”. Bosco torna a ribadire la necessità di realizzare, e al più presto, quel famoso canale di gronda che permetterebbe, una volta che i comuni etnei si saranno allacciati, di smaltire meglio le acque meteoriche che, attualmente, si accumulano nelle strade.

Riguardo il sistema di protezione e di allerta, è stato invece il sindaco Bianco a chiedere una rimodulazione degli stati di allerta da parte della Protezione civile. “Tutta l’Italia ormai –  spiega Bianco – si trova periodicamente sotto allerta meteo, ma alcune regioni prevedono tre tipi di allerta, altre quattro, altre addirittura cinque. Questo provoca confusione e uno scaricabarile, per paura di incorrere nell’abuso d’ufficio, che ricade sull’ultimo anello istituzionale ovvero i Comuni. La nostra richiesta – conclude il primo cittadino – è che si faccia presto, se possibile entro la fine di quest’anno o al massimo all’inizio del 2016”.

Articolo pubblicato il 22 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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