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Le promesse di Crocetta: subito nuovo Governo
di Raffaella Pessina

Probabile spartizione: 6 PD, 3 Area popolare, 1 ciascuno per Megafono, SF e SD. Ma fino a ieri sera nemmeno la notizia del ritiro delle deleghe

Tags: Rosario Crocetta, Ars



PALERMO - Ore decisive queste del fine settimana per la formazione del nuovo esecutivo della Regione Siciliana. Il governatore della Sicilia ribadisce di voler chiudere la partita sul governo quater in fretta. “Entro il fine settimana bisogna definire l’accordo politico e il nuovo assetto di governo - ha detto Crocetta -  In una coalizione non si vive come separati in casa, ma si lavora tutti insieme per il bene della Sicilia”.
 
E avverte i colleghi di partito e gli alleati. “Nessuno scarichi a nessuno la responsabilità delle riforme - continua il presidente - alcune sono in parlamento da due anni, altre da diversi mesi. Occorre che i partiti sensibilizzino i propri componenti delle commissioni parlamentari per fare velocemente”. Crocetta torna a battere sulle sue priorità: “Oggi - ha aggiunto il presidente della Regione - la priorità è certificare la spesa e avviare la nuova programmazione europea di 5 miliardi e mezzo, per creare lavoro e sviluppo. Senza un governo stabile non possiamo pensare di raggiungere questi obiettivi”.
 
Nelle sue parole c’è anche una velata richiesta di collaborazione per la parte del Pd che gli è stata fino ad oggi avversa, quella che fa capo al rappresentante nazionale Davide Faraone e si fa forte dell’appoggio da parte del segretario regionale del suo partito. “Faccio appello a tutti e al senso di responsabilità generale  - dice Crocetta - ed è con questo spirito che, insieme al segretario Raciti, incontro tutte le formazioni politiche poiché sono convinto di trovare da parte di tutti quella responsabilità che il momento richiede e con essa la rinuncia a quegli atteggiamenti al limite dell’avventurismo che producono danno ai partiti, alla coalizione, e alla Sicilia. Unità vera patto di lealtà e non coabitazione da separati in casa”.

Una partita difficile quella che si sta giocando in casa Pd perchè i rappresentanti di quella parte non disposta a fare accordi con partiti di centrodestra (Ncd) hanno da molto tempo chiesto le dimissioni dell’attuale presidente della Regione e il ricorso al voto. Il quarto governo Crocetta dovrà avere una connotazione fortemente politica, caratteristica questa, che nelle scorse settimane ha messo in fibrillazione tutti i partiti della maggioranza, anche i più piccoli, nella speranza di ottenere una poltrona assessoriale in questa seconda parte di legislatura. Ma Crocetta non si è fatto cogliere impreparato: “Chiedo a quanti sostengono che occorra dare priorità al popolo siciliano - ha concluso Crocetta - di non presentarsi col bilancino degli assessorati da ottenere, perché questo non facilita né la soluzione politica né gli interessi della Sicilia”.

La suddivisione dovrebbe essere, secondo voci di corridoio: 6 poltrone per il Partito Democratico (3 per ciascuna delle due anime), tre per Area popolare (due Udc e un tecnico di area Ncd) e uno a testa per Megafono (il movimento politico creato da Crocetta), Sicilia futura di Totò Cardinale e Sicilia democratica. Una volta creato il quarto governo, il governatore ha fato ad intendere di non voler più cambiare poiché vi sono problemi importanti da affrontare: bisogna “creare nuovi presupposti  per il rilancio di un progetto che dia alla Sicilia certezza dei conti attraverso l’accordo definitivo con Roma, poichè il bilancio non può essere una variabile annuale che dipende ogni anno dalla finanziaria nazionale, per agire con autonomia e con un corretto rapporto con lo Stato. Le parole pronunciate  da Lorenzo Guerini rilanciano questa ipotesi”.

Articolo pubblicato il 24 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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