Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Palermo - Stop al Regolamento sulla movida
di Gaspare Ingargiola

Opposizione e associazioni di categoria hanno chiesto di sospendere la discussione in aula. Tutto in bilico anche a causa dell’assenza del Piano di zonizzazione acustica

Tags: Palermo, Leoluca Orlando, Movida



PALERMO - Movida, abbiamo scherzato. Dopo due anni e mezzo di dibattiti, polemiche, proteste dei commercianti, esposti in Procura dei residenti, continue riscritture del Regolamento, ecco che finalmente giovedì scorso il Consiglio comunale aveva prelevato la delibera e aperto la discussione generale. Peccato, però, che improvvisamente le associazioni di categoria e una bella fetta dell’opposizione abbiano fatto dietrofront e abbiano chiesto ai partiti di sospendere tutto.

Motivo? Manca il Piano di zonizzazione acustica. Una legge del 1995, infatti, dispone che tutti i Comuni suddividano il proprio territorio in classi acustiche (dalla prima alla sesta, in base ai livelli massimi di rumore ammessi) sulla base non soltanto dello stato di fatto ma anche di future scelte urbanistiche, insediative e commerciali. Un piano di cui, per la verità, si parlava già due anni fa, quando l’assessore alle Attività produttive era Marco Di Marco, e di cui hanno più volte parlato anche le associazioni di categoria.

Il risultato è che adesso la movida è diventata un vero guazzabuglio amministrativo. Da una parte c’è il sindaco Leoluca Orlando, che in questi mesi è andato avanti di ordinanza in ordinanza (una più severa dell’altra) per salvaguardare il riposo dei residenti e che, forte del sostegno del Comitato provinciale Ordine e Sicurezza pubblica, ha adombrato la possibilità di scavalcare le prerogative dell’aula con interventi “extra ordinem”. Dall’altra parte c’è Sala delle Lapidi, che ha lavorato per mesi a una proposta alternativa ma che adesso rimette tutto in discussione perché senza il Piano di zonizzazione acustica il Regolamento rischia di subire ricorsi e impugnative. Il terzo attore della vicenda è il Tar, che ha comunicato a Palazzo delle Aquile che senza un Regolamento il sindaco non potrà continuare ad agire in deroga con un’ordinanza dietro l’altra. Per questo il sindaco ha forzato un po’ la mano indispettendo i consiglieri.

“Sala delle Lapidi ha prelevato il regolamento sulla movida e aperto la discussione generale, ma la strada è tutta in salita”, è la sintesi del consigliere del Gruppo Misto Filippo Occhipinti. “Da un lato – ha aggiunto – c’è chi vuole dormire, dall’altro chi vuole divertirsi di notte, in mezzo attività economiche e posti di lavoro. Comunque vada il Regolamento scontenterà tutti e paga un vizio originale: la mancanza del Piano di zonizzazione, senza cui non è possibile approvare alcun regolamento, pena l’impugnativa. A conferma, come se ce ne fosse bisogno, che in tre anni la Giunta ha navigato a vista, senza alcuna programmazione ma andando avanti a colpi di ordinanze. La normativa nazionale di per sé sarebbe sufficiente, ma mancano i controlli e la colpa è del Comune”.

L’assessore alle Attività produttive, Giovanna Marano, sta tentando di mediare tra le parti: “Il diritto alla quiete di intere aree urbane – ha affermato - attraverso l’adozione di questo strumento potrà entrare in sintonia con le molteplici attività economiche di ristoro e intrattenimento che animano la città. Prevenire chiasso, bivacco, musica assordante, abbandono di bottiglie e lattine  varrà a riportare l’intrattenimento e l’animazione serale dentro il valore della sostenibilità per  proseguire il percorso già avviato dall’anno scorso con le ordinanze sindacali”.

Non è così per Rosario Filoramo, capogruppo del Pd: “Quest’atto – ha detto - si caratterizza per le irrisolte contraddizioni che questa Amministrazione non riesce a risolvere: prevedendo nuove regole e vincoli senza occuparsi di chi debba farle osservare. È nostra intenzione non offrire alibi all’amministrazione, il sindaco vuole il regolamento e che regolamento sia. Ma non possiamo non denunciare che nessun regolamento da solo potrà risolvere i problemi di chi non vive serenamente e in sicurezza le notti palermitane”.

Per Filoramo “il Regolamento della movida non potrà da solo e per magia risolvere i problemi. È necessario che esso sia sostenuto da una campagna di sicurezza che consenta di mettere in strada in orario notturno un numero maggiore di uomini delle forze dell’ordine”.

Articolo pubblicato il 24 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐