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Quotidiano di Sicilia

Politiche attive del lavoro: parte la rivoluzione in Sicilia
di Michele Giuliano

Nuove disposizioni a livello nazionale, ora la Regione attende la convenzione con il Ministero. Prevista l’interconnessione tra i Centri per l’impiego, l’Anpa, l’Inps e l’Inail

Tags: Lavoro



PALERMO - Per essere operativo anche nel territorio siciliano si dovrà attendere la firma della convenzione tra la Regione e il ministero del Lavoro. Una semplice formalità comunque per dare vita a quella che si preannuncia come una vera rivoluzione nell’ambito delle politiche attive del lavoro, dove Centri per l’impiego, istituti previdenziali e assistenziali e le altre strutture collaterali al mondo del lavoro interagiranno attivamente fra loro.

È pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 221 del 23 settembre 2015 il decreto legislativo numero 150 del 14 settembre scorso, attuativo della legge delega del Jobs Act, recante “Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive”.

Un decreto che anzitutto prevede l’istituzione di una rete dei servizi per le politiche del lavoro costituita dai seguenti soggetti, pubblici o privati: l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, denominata “Anpal”; le strutture regionali per le politiche attive del lavoro; l’Inps, in relazione alle competenze in materia di incentivi e strumenti a sostegno del reddito; l’Inail, in relazione alle competenze in materia di reinserimento e di integrazione lavorativa delle persone con disabilità da lavoro; le Agenzie per il lavoro e gli altri soggetti autorizzati all’attività di intermediazione; i fondi interprofessionali per la formazione continua; i fondi bilaterali; l’Isfol e Italia Lavoro Spa; il sistema delle Camere di Commercio, le Università e gli Istituti di scuola secondaria di 2° grado.

Il ministero del Lavoro dovrà fissare linee di indirizzo ed obiettivi in materia di politiche attive, definire i livelli minimi che le prestazioni dovranno avere su tutto il territorio nazionale, controllare il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni su tutto il territorio nazionale e monitorare le politiche occupazionali.

Al fine di valorizzare le sinergie tra soggetti pubblici e privati e rafforzare le capacità di incontro tra domanda e offerta di lavoro. Il legislatore ha previsto inoltre l’istituzione di un Albo nazionale dei soggetti accreditati a svolgere funzioni in materia di politiche attive del lavoro, la realizzazione del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro e l’istituzione del portale unico per la registrazione alla rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro. Chiaramente è prevista anche l’interconnessione tra i Centri per l’impiego ed il sistema informativo unitario delle politiche del lavoro.

Assunzioni, si cambia: gestirà tutto l’Anpal
Costituiranno elementi del sistema informativo unitario dei servizi per il lavoro il sistema informativo dei percettori di ammortizzatori sociali, l’archivio informatizzato delle comunicazioni obbligatorie, i dati relativi alla gestione dei servizi per il lavoro e delle politiche attive del lavoro, compresa la scheda anagrafica e professionale dei lavoratori la quale verrà definita dall’Anpal e il sistema informativo della formazione professionale.
è, inoltre, prevista l’istituzione di un Albo nazionale degli enti accreditati a svolgere attività di formazione professionale e i Fondi interprofessionali e bilaterali faranno parte della Rete e saranno sottoposti a vigilanza dell’Anpal.
Il decreto prevede l’obbligo per i datori di lavoro di comunicare telematicamente all’Anpal assunzioni, trasformazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro: sarà poi l’Anpal che dovrà mettere a disposizione dei Centri per l’impiego, del ministero del Lavoro, dell’Inps, dell’Inail e dell’ispettorato nazionale del lavoro per le attività di rispettiva competenza, le varie comunicazioni.

Articolo pubblicato il 24 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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