Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Assemblea AnciSicilia in difesa dei cittadini
di Redazione

Leoluca Orlando: “I Comuni sono al collasso a causa dello stato di calamità istituzionale della Regione”

Tags: Anci Sicilia, Leoluca Orlando



Comuni alla distruzione a causa dei tagli regionali e nazionali, con inevitabili e conseguenti mortificazioni per i cittadini. Questo il grido d'allarme dei sindaci siciliani riuniti il 19 ottobre scorso all'Hotel delle Palme di Palermo, dove si è svolto un incontro dell'Ufficio di Presidenza dell'Anci Sicilia alla presenza dei rappresentanti di un centinaio di Comuni.

“Non possiamo permettere - ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di AnciSicilia - che lo stato di calamità istituzionale della Regione Siciliana diventi lo stato di calamità istituzionale anche per i Comuni. Siamo alla fine del 2015 e la Regione Siciliana non ha ritenuto di sentire i Comuni sulla programmazione 2014-2020 in una regione dove il tasso della povertà è fra i più alti d'Italia. Nel resto d'Italia siamo fuori dalla crisi finanziaria e sociale, ma in Sicilia restiamo in uno stato di vera e propria calamità istituzionale e finanziaria, con un conseguente forte disagio che lede la dignità di una amministrazione pubblica, quale è il Comune”.

“Nella proposta del 5 maggio 2014 – ha aggiunto - avevamo già formulato alcune richieste forti che riguardano la nostra attività di amministratori e per garantire i servizi ai nostri cittadini intervenendo con proposte concrete ma a oggi, malgrado numerose richieste al Governo regionale e alcuni incontri con i rappresentanti nazionali non abbiamo nessun riscontro”.

“È la prima volta nella storia – ha sottolineato Orlando - che il Piano di riparto dei fondi per le autonomie per il 2015 non viene approvato dall'Anci Sicilia. Non possiamo consentire che a oggi non sia ancora arrivato un euro per il 2015 che sta finendo ai Comuni siciliani invocando spese varie e patto di stabilità. Rivendichiamo il nostro ruolo istituzionale, perché siamo esposti a una responsabilità enorme in un quadro di assoluta mancanza di interlocuzione. La dignità istituzionale si difende con la legalità delle leggi. Dobbiamo avere rispetto per la nostra dignità istituzionale che deve essere riconosciuta dalla politica”.

Dal 2009 al 2015 – ha spiegato Mario Emanuele Alvano, segretario generale di AnciSicilia - i Comuni siciliani hanno avuto il 50 per cento di trasferimenti regionali in meno e in tre anni si è avuto ancora un maggior taglio dei trasferimenti nazionali. Accanto al taglio delle risorse abbiamo subito tagli indiretti alla spesa sanitaria attraverso l'inserimento della compartecipazione sull'assistenza ai disabili e ai tossico-dipendenti e i tagli sui trasporti che hanno aggravato enormemente la situazione economica dei comuni, L'armonizzazione contabile sta facendo riaprire con più forza la questione meridionale e sta pesando sui comuni siciliani molto di più a causa dei livelli di riscossione e della scarsa capacità fiscale ".

“Il Disagio per i cittadini – ha aggiunto Alvano - nasce anche dal mancato sblocco dei cantieri di servizio sui quali i sindaci hanno messo la faccia e hanno avuto l'amara sorpresa di accorgersi che non erano stati finanziati. Dobbiamo poi fare un ragionamento sull'associazionismo comunale e sulla legge sui Liberi consorzi e sui nodi irrisolti come lo smaltimento dei rifiuti o l'erogazione dei servizi idrici nelle città, criticità che evidenziamo da anni e che si sentono in particolare modo in Sicilia”.

“Abbiamo sempre ricercato il confronto sulla predisposizione delle norme e della regole – ha dichiarato Luca Cannata, vice presidente di AnciSicilia – ma la Regione non ha ascoltato la nostre esperienza sul territorio. Occorre iniziare un percorso che ci permetta di amministrare e non ci trasformi in commissari, meri esecutori di regole fatte da altri che non conoscono le necessità dei nostri cittadini”.

Siamo a un punto di non ritorno - ha dichiarato Paolo Amenta, vice presidente di AnciSicilia - il sistema finanziario, il sistema delle riforme e il sistema di programmazione dei fondi comunitari che non partono in un sistema produttivo distrutto. La situazione finanziaria è al collasso. I Comuni, dopo aver contribuito in linea diretta per evitare il default della Regione si ritrovano in maniera silenziosa a dover dichiarare il proprio default. Un sistema che si sta attorcigliando attorno agli Enti locali strangolandoli e facendoli fallire”.

“Il sindaco – ha aggiunto - dopo essere stato scelto direttamente dai suoi cittadini è costretto a far massacrare la sua città. Se tutto ciò viene proiettato nei prossimi tre anni con obbligo di armonizzare i propri bilanci con il 118 nazionale è ancora più grave perché grazie alla legge sui Liberi consorzi i presidenti si trasformeranno in commissari fallimentari”.

“È un momento di trapasso per aprire una nuova stagione – ha concluso Amenta - ma dobbiamo affrontare tutti i temi punto per punto per avviare una riflessione sul nostro ruolo e sulle incredibili scelte dei nostri governi nazionale regionale”.

“All'Assemblea di Torino – ha affermato Salvo Lo Biundo, vice presidente di AnciSicilia - dovremo dire la nostra prendendo una posizione forte nei confronti dell'Anci nazionale. L'Anci non è un soggetto politico ma deve essere un riferimento istituzionale dal quale non si può prescindere per creare le condizioni per una rinascita alla nostra Sicilia”.

“Bisogna arrivare ai cittadini – ha detto Giulio Tantillo, vice presidente dell'AnciSicilia - attraverso manifestazioni eclatanti che diano contezza della situazione e spieghino ai cittadini la difficile situazione che i Comuni stanno vivendo”.
“Gli amministratori – ha concluso - tornino a dialogare con i cittadini spiegando loro le ragioni che impongono alcune scelte incomprensibili”.

Articolo pubblicato il 28 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐