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Giovanni Ardizzone sui forestali: "Basta pasticci"
di Raffaella Pessina

Il diktat del presidente dell’Ars: “No a violazioni della Costituzione”. Emendamento Cipe bocciato dalla commissione Bilancio

Tags: Ars, Forestali, Giovanni Ardizzone



PALERMO - A Palazzo dei Normanni un’altra settimana sta passando senza far lavorare Sala d’Ercole.
Tra l’azzeramento della Giunta e il problema della  mancanza dei soldi per i forestali, resta tutto congelato in una situazione di stallo.
I lavori parlamentari di ieri pomeriggio, cominciati alle 16, sono stati subito sospesi per permettere alla commissione Bilancio di lavorare in merito alla soluzione dei contratti dei forestali, attraverso un emendamento presentato dal vice presidente Mariella Lo Bello.

L’Aula era presieduta da Giovanni Ardizzone, che ha voluto sottolineare la necessità di “evitare di agitare inutilmente animi e piazze, perchè il Parlamento, avendo avuto cognizione di un emendamento sulla vicenda dei forestali solo il giorno precedente, sta accelerando più di altri l’iter burocratico e sta  cercando di trovare la giusta soluzione solo, e ha tenuto a ribadirlo, se c’è la copertura finanziaria necessaria. Altrimenti – ha proseguito Ardizzone – rischiamo di andare in contrasto con l’art. n. 81 della nostra Costituzione e quindi con il governo nazionale”.

Il diktat di Ardizzone è stato: “evitiamo di fare pasticci” ed ha proseguito dicendo che la commissione Bilancio può trovare una soluzione tecnica “solo se compatibile con la attuale situazione e con le necessarie firme di tutti ad iniziare con quella del ragioniere generale, altrimenti nessuna norma troverà ingresso in quest’Aula”.

Da più parti ieri è giunta la richiesta ad Ardizzone di approvare a tempo di record la norma-tampone del governo Crocetta che assegna 11 milioni e mezzo ai forestali.

“Non si tenti di scaricare sul Parlamento la responsabilità di atti non formalmente corretti”, ha tuonato Ardizzone, respingendo al mittente le richieste di fare presto.

La vicepresidente Lo Bello aveva insistito assicurando che “La copertura finanziaria alla norma sui forestali non manca, che si tratta di una emergenza sociale a cui non possiamo derogare”.

La prima riunione in commissione di merito si era svolta nella mattinata di ieri, ma il presidente Vincenzo Vinciullo aveva spiegato che l’emendamento era stato bocciato all’unanimità ed era stato suggerito un percorso alternativo, “che prevede di prendere in prestito 23 milioni di euro dal fondo di riserva della Regione per anticipare una parte degli 88 milioni di euro che arriveranno dal Cipe a fine novembre. Questi soldi una volta arrivati saranno rimessi in cassa”. Ipotesi quest’ultima che nel pomeriggio è stata abbandonata.

Critica l’opposizione che dice come i forestali costino ogni giorno 1 milione e 420 mila euro, mentre i lavoratori dell’antincendio costano 380 mila euro al giorno. Per coprire la spesa giornaliera del comparto ci vogliono 1 milione e 800 mila euro al giorno.  Forza Italia e Lista Musumeci hanno presentato quindi una manovra alternativa da 12 milioni di euro “presi tra le pieghe del bilancio, tra i fondi non spesi, e che non penalizza settori trainanti dell’economia, che salva le soprintendenze, i musei, le pinacoteche, le borse di studio agli specializzandi, che vengono invece massacrati dalla norma del governo”.

“Non possiamo togliere i soldi alla marineria e massacrare gli allevatori e gli agricoltori che hanno subito danni”, ha detto Marco Falcone capogruppo di Forza Italia, che ha aggiunto che il “Cipe ha rinviato al 17 novembre la riunione fissata per giorno 3 per l’ok alla delibera da 650 milioni destinati alla Sicilia, e quei fondi non arriveranno prima della fine di novembre”. Mentre scriviamo la seduta non è ancora ripresa.

Articolo pubblicato il 29 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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