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Evasione segnalata, accertati 300 mln di euro
di Redazione

I risultati dalla sinergia tra Comuni, Anci, Ifel, Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate. In Sicilia è regolata dalla L.r. 5/2014. Nell’Isola scoperto caso del valore di 300 mila euro. Metà delle cifre totali riconosciute dai contribuenti

Tags: Evasione, Fisco, Agenzia Delle Entrate, Anci



TORINO - Aveva 41 appartamenti affittati “in nero” agli studenti e grazie alla segnalazione del Comune, la Guardia di Finanza ha recuperato 21 milioni di euro di tributi evasi. è questo uno dei risultati della sinergia tra Comuni, Anci,Ifel, Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate nel campo dell’accertamento dei tributi, nata da un protocollo d’intesa, i cui risultati sono stati illustrati al Lingotto durante l’assemblea dell’Anci.

Risultati che sono di primo piano, ha spiegato il responsabile per la Finanza locale dell’Ifel, Andrea Ferri. Più di 78.000 segnalazioni dei Comuni di fenomeni d’evasione di tributi erariali. Trecento milioni di maggiore imposta accertata, di cui il 50% già riconosciuto da parte dei contribuenti. E 22 milioni di euro distribuiti tra 600 Comuni, come frutto del lavoro svolto per l’accertamento dei tributi erariali.
L’incontro è stato anche occasione per presentare i risultati dei Comuni che, più di altri, si sono distinti nell’impegno, previsto dal protocollo, di segnalare a Gdf e Agenzia i casi `sospetti’ per favorire l’emersione di fenomeni di evasione ed elusione nelle città.
 
A fronte di questo impegno, ai Comuni stessi viene riconosciuta una parte delle somme recuperate: a guidare la classifica delle regioni che incassano di più è la Lombardia (8,66 milioni pari al 39,5% sul totale), seguita dall’Emilia Romagna (5,9 milioni, 27%), dalla Liguria e dal Piemonte (entrambe al 6.7%), dalla Toscana, dal Veneto, dalle Marche e dal Lazio. Se però si rapporta il tutto alla popolazione residente la questione cambia, ed è in testa l’Emilia Romagna (1,3 euro per abitante) seguita dai 93 centesimi per abitante della Liguria e dagli 87 della Lombardia. Se poi l’analisi si sposta sui singoli Comuni i numeri si fanno ancora più interessanti, specie per quelli meno grandi. Per ciascuno dei suoi 4.204 residenti, Palau riscuote più di 77 euro. Undici euro per ogni cittadino sono spettati invece a Desenzano del Garda.
 
Ad ogni cittadino di Milano, dove l’anagrafe conta più di 1 milione e 300 mila soggetti, corrispondono invece 1 euro e mezzo circa di maggiori introiti riscossi dal Comune grazie alla collaborazione con Gdf e Agenzia delle Entrate.Anche le segnalazioni si fanno di più in alcuni territori e meno in altri: i numeri percentuali del 2015, in linea l’anno precedente, dicono che il 30% circa delle segnalazioni le fanno i Comuni in Emilia Romagna, il 19% in Lombardia, il 10,5 in Piemonte e il 10% in Toscana.

E se ci chiedessimo quali sono le segnalazioni più “efficaci”, le più “produttive”? In Sicilia una segnalazione ha generato, nel 2014, 11.266 euro di imposta accertata, in Lombardia quasi 7.500, mentre in Emilia Romagna circa 1.900. In termini di somme riscosse, la maggiore produttività, nel 2014, ce l’hanno, in media, le segnalazioni in Lombardia (circa 798 euro), segue il Friuli Venezia Giulia con 497 euro.
 
Risultati che, secondo il direttore di Ifel Pier Ciro Galeone, "rappresentano per noi un grande stimlo a proseguire su questa strada, promuovendo la collaborazione tra i diversi livelli di governo e superando la frammentazione, tradizionale debolezza del Paese. Abbiamo davanti percorso impegnativo - aggiunge Galeone - e in questi senso stiamo continuando a lavorare: quest’anno abbiamo realizzato un piano rivolto in modo particolare ai Comuni del Mezzogiorno, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza delle amministrazioni e migliorare le forme tecniche di cooperazione tra Comuni, Guardia di Finanza e Agenzia delle Entrate. A partire dalle possibilità di riuso di software che hanno già avuto successo quando utilizzati da altre amministrazioni. E proseguiamo - conclude Galeone - anche con le iniziative di formazione, on line e on site, fino al Repository del progetto Semplifisco, che da oggi agevola i Comuni a riusare i migliori applicativi necessari per gestire le proprie banche dati in rapporto a quelle delle amministrazioni centrali. Perché tutto parte da lì, dai dati, incrociando i quali i Comuni individuano le posizioni sospette, che poi segnalano”.

Alcuni esempi pratici dei risultati raggiunti vengono forniti ancora da Fabio Contini, Generale della Guardia di Finanza: `’Pochi mesi fa, grazie ad una segnalazione del Comune, abbiamo fatto `emergere’ 41 appartamenti riconducibili ad un unico soggetto, affittati a studenti ma mai dichiarati al fisco: abbiamo recuperato solo in quel caso 21 milioni di tributi evasi”.

Antonino Gentile, direttore della direzione Sicilia dell’Agenzia delle Entrate, racconta invece che `’dopo aver formato i Comuni su semplici procedure investigative di incrocio dei dati, abbiamo ad esempio recuperato un’evasione di 300 mila euro, incrociando i dati tra le tumulazioni autorizzate e quelle effettivamente dichiarate da parte di un’agenzia di pompe funebri”.

Insomma, conclude il vicedirettore dell’Agenzia delle Entrate Eduardo Ursilli, “questa proficua collaborazione va estesa e diffusa ancora su tutto il territorio nazionale: non sono sufficienti i protocolli, né la disponibilità di dati: è necessario assicurare un uso sapiente delle informazioni, la capacità di affinare le metodologie di controllo, ma soprattutto intensificare il dialogo a livello locale tra Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza ed enti locali”.

Articolo pubblicato il 30 ottobre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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