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Maxi conguagli per bollette luce e gas: incubo per i consumatori
di Michele Giuliano

Associazioni di categoria preoccupate: ancora è diffuso il giochetto delle bollette “stimate”. Si parla adesso di una moratoria, ma l'Unc non ci crede: “Rivolgersi agli sportelli”

Tags: Enel, Bolletta, Conguaglio



PALERMO - I gestori furbetti delle compagnie elettriche e del gas continuano a vessare i consumatori. Un problema che non riesce a trovare un argine e intanto cadono gli utenti ignari sotto i colpi delle più o meno grandi compagnie a suon di migliaia di euro. Stiamo parlando degli oramai famosi conguagli in bolletta che continua ad essere una pratica molto in vigore.

L’utente ci casca sempre anche perchè non è che le bollette siano poi così facilmente leggibili. Magari sfugge di leggere che la bolletta appena arrivata è “stimata” e non con consumo effettivo. E così passano i mesi e poi ci si ritrova con maxi conguagli da rabbrividire. Ora dal governo nazionale si comincia a discutere di una moratoria sui maxi conguagli in bolletta: recentemente la Camera ha approvato un atto che impegna il governo nazionale per l’appunto a convocare entro la prima metà di novembre un tavolo di confronto con gli operatori di energia elettrica e gas e con l’Autorità del settore per valutare le soluzioni da prendere.
“Non credete alle favole di chi promette una moratoria – dichiara Massimiliano Dona, segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori –Rivolgetevi prima che sia troppo tardi al nostro sportello”.

Secondo Dona l’impegno del governo è una buona iniziativa, ma che per ora di concreto ha ben poco. “Quotidianamente ci confrontiamo con consumatori alle prese con la richiesta da parte delle società che forniscono elettricità e gas di maxi conguagli di migliaia di euro – spiega Marco Vignola, responsabile dello sportello Energia dell’Unc –. Si può immaginare cosa può rappresentare una spesa del genere per famiglie che già hanno difficoltà a far quadrare i bilanci; eppure nella maggior parte dei casi riusciamo a risolvere il problema: per prima cosa è necessario verificare la correttezza dell’importo richiesto. è vero infatti che, in alcuni casi, gli importi sono dovuti nonostante per anni i distributori non abbiano comunicato la lettura del contatore alle società di vendita per cui dopo arriva la stangata, ma accade anche, e paradossalmente è successo anche ad una bolletta arrivata agli uffici della nostra associazione, che si mandino conguagli stimati completamente sballati”.

Ecco, ci mancavano anche le bollette pazze. Certamente il consumatore dovrebbe anche stare un po’ più attento, anche per evitare di cadere nei tranelli. Va sempre controllato il periodo di fatturazione del conguaglio perché se sono passati più di cinque anni va in prescrizione; se dopo le opportune verifiche si accerta la legittimità dell’importo, è possibile richiedere la rateizzazione, che avrà modalità diverse a seconda se si è clienti del ‘Servizio di Tutela’ o del ‘Mercato Libero’. In quest’ultimo caso, purtroppo, le modalità proposte potrebbero essere molto meno convenienti. “La prima difficoltà naturalmente i consumatori ce l’hanno nel leggere la bolletta e capire quanto devono pagare” conclude Vignola. Tra la giungla dei numeri e la furbizia delle compagnie per il consumatore sono guai.
 

 
Codici: conguagli stratosferici. Non abolire la tutela
 
Con conguagli medi che arrivano a 500 euro a famiglia per l’elettricità e a 1.200 euro per il gas, Codici non ha dubbi: bisogna bloccare la riforma del mercato dell’energia ed evitare di abolire il mercato di maggior tutela. Così l’associazione torna sui dati diffusi dall’Autorità energia a conclusione dell’indagine sulla fatturazione delle forniture di elettricità e gas, che ha messo in evidenza l’esistenza di una percentuale ancora elevata di stime sui consumi in bolletta. “Quando arrivano le famiglie cadono in disperazione - sottolinea l’associazione dei consumatori -: il conguaglio, frutto delle mancate letture, è approssimativamente quello di 500 euro per l’energia e 1.200 euro per il gas e nella situazione di crisi attuale genera un vero e proprio collasso del bilancio familiare. I consumi presunti sono diventati l’incubo dei molti utenti che spesso si trovano costretti a pagare cifre stratosferiche alle autorità competenti”. “Chiediamo al Parlamento di fermare l’abolizione della tutela con il ddl liberalizzazione. Oggi avete anche i dati per poter riflettere”, commenta Luigi Gabriele, responsabile Affari Istituzionali di Codici.

Articolo pubblicato il 05 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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