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Corte dei Conti: 8 per mille non trasparente
di Pierangelo Bonanno

La deliberazione 8/2015/G della Sezione centrale di controllo sulla gestione delle Amministrazioni dello Stato. Scarsa pubblicità dell'ammontare delle risorse erogate e assenza di controlli sulla gestione dei fondi

Tags: Palermo, Corte Dei Conti, 8 Per Mille



PALERMO - La Corte dei conti ha analizzato i meccanismi di assegnazione e di utilizzo delle risorse economiche legate all’8 per mille da cui emerge un quadro spesso contraddittorio e poco trasparente.

In particolare, la Corte dei conti ha approvato la deliberazione n. 8/2015/G del 28 ottobre con oggetto la “Destinazione e gestione dell’8 per mille: le misure consequenziali finalizzate alla rimozione delle disfunzioni rilevate”.

Appare opportuno precisare che il contributo dell’8 per mille è obbligatorio per tutti, a prescindere dall’intenzione manifestata; tuttavia, l’allocazione di questa quota del gettito Irpef è determinata da una sola parte dei contribuenti, gli optanti.
Infatti, il meccanismo neutralizza la non scelta.

In tal modo, ognuno è coinvolto, indipendentemente dalla propria volontà, nel finanziamento delle confessioni, con evidente vantaggio per le stesse, dal momento che i soli optanti decidono per tutti; con l’ulteriore conseguenza che il peso effettivo di una singola scelta è inversamente proporzionale al numero di quanti si esprimono.

Il riparto anche delle scelte non espresse avvantaggia, soprattutto, i maggiori beneficiari; l’effetto moltiplicatore ha portato, in alcuni anni, quasi a far triplicare le risorse a disposizione delle confessioni.

Il sistema, pertanto, risulta non del tutto rispettoso dei principi di proporzionalità, di volontarietà e di uguaglianza.
Scarsa è l’informazione posta in essere dalle amministrazioni su tale peculiare modalità di attribuzione.
 Infatti, i contribuenti - anche dotati di diligenza media - possono essere ragionevolmente indotti a ritenere che solo con una scelta esplicita i fondi vengano assegnati.

In un periodo di generalizzata riduzione delle spese sociali a causa della congiuntura economica, le contribuzioni a favore delle confessioni continuano, in controtendenza, ad incrementarsi, avendo, da tempo, superato ampiamente il miliardo di euro annui, senza che lo Stato abbia provveduto ad attivare le procedure di revisione di un sistema che diviene sempre più gravoso per l’erario, tanto più che, negli ultimi anni, si è assistito al sovrapporsi delle assegnazioni previste dal diritto pattizio con quelle - che raggiungono cifre, in taluni casi, ancora più consistenti - di diritto comune.

Il progressivo accrescersi di queste ultime fa, in parte, venir meno le ragioni che giustificano il cospicuo intervento finanziario dello Stato disegnato dall’8 per mille.

Per anni, non vi è stata trasparenza sulle erogazioni da parte delle amministrazioni statali, benché i contribuenti siano direttamente coinvolti nelle scelte: sul sito web della Presidenza del Consiglio dei ministri, infatti, nella sezione dedicata, non sono state riportate le attribuzioni annuali alle varie confessioni, né la destinazione che queste, nella loro discrezionalità, danno ai contributi ricevuti.
Al contrario, la rilevanza degli importi avrebbe imposto un’ampia pubblicità e la messa a disposizione dell’archivio completo delle contribuzioni versate negli anni, al fine di favorire forme diffuse di controllo. Infatti, secondo i giudici della Corte dei Conti solo un’adeguata conoscenza della ripartizione dei fondi tra i beneficiari e tra gli scopi predeterminati dalla legge rende possibili scelte consapevoli e ragionate.

I contribuenti che vogliano conoscere la destinazione delle risorse sono stati, invece, costretti, in assenza di una riaggregazione dei dati sulla distribuzione complessiva del gettito fornita dall’amministrazione, a consultare i siti web delle confessioni.
Infine occorre evidenziare che i controlli esercitati dal Ministero dell’interno non sono di tipo contabile, ma esclusivamente finalizzati a verificare che l’utilizzazione di tali fondi siano in linea con le finalità - previste in ciascuna legge di intesa - a cui tali somme devono essere destinate.
 

 
La Presidenza del Consiglio ha comunicato alla Corte che sta implementando lo spazio dedicato nel sito web
 
La Presidenza del Consiglio ha comunicato alla Corte dei Conti, che è in fase di implementazione l’area comune dedicata all’8 per mille sul sito del Governo finalizzata a rendere facilmente reperibili, sul sito istituzionale, tutte le informazioni e i dati relativi all’8 per mille, con accesso diretto dall’homepage del sito istituzionale nell’area ‘amministrazione trasparente’ per una maggiore consapevolezza del contribuente sulle diverse tipologie di scelta. Il report della Corte sottolinea come non esistano verifiche di natura amministrativa sull’utilizzo dei fondi erogati alle confessioni e sulla ancora non soddisfacente quantità di risorse destinate agli interventi caritativi.

Articolo pubblicato il 07 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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