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Alluvioni, la Sicilia è in ginocchio e aumentano i rischi per la salute
di Adriano Agatino Zuccaro

Condizioni meteorologiche avverse nelle ultime settimane hanno mostrato una Sicilia impreparata. Tra i consigli dopo un evento: disinfettare tutte le superfici della casa e biancheria

Tags: Alluvione



PALERMO - Le condizioni meteorologiche avverse nelle ultime settimane hanno messo in ginocchio un’Isola sempre più impreparata, per ragioni naturali e ritardi strutturali, alle piogge copiose divenute ormai routine dei mesi autunnali. In rapida serie si sono, infatti, susseguiti alluvioni e frane che hanno provocato ingenti danni alla viabilità e non solo.

Ai primi di ottobre una frana ha interrotto l’autostrada A18 Messina-Catania, all’altezza di Letojanni, pochi giorni fa nelle campagne tra Catania ed Enna il torrente Vardasino è esondato costringendo alla chiusura la Strada Statale 288 di Aidone. Anche il primo novembre il maltempo non ha concesso tregua all’Isola: a Catania il sindaco ha dovuto disporre la chiusura del cimitero e della “fiera dei morti”. Scuole chiuse, di ogni ordine e grado, lunedì scorso sempre a Catania per il persistere dell’allerta meteo con circolazione vietata ai mezzi a due ruote. Intanto proseguono le indagini geognostiche presso la collina interessata dalla frana che ha danneggiato la condotta dell’acquedotto di Fiumefreddo lasciando all’asciutto da giorni diverse aree del messinese. Piange anche la Calabria nell’area della Locride in cui il torrente Ferruzzano ha esondato spazzando via la statale 106 Ionica e la linea ferrata che in un tratto è rimasta sospesa nel vuoto.

Una situazione d’emergenza continua che, naturalmente, coinvolge il Paese da Nord a Sud e che ha spinto il ministero della Salute a pubblicare pochi giorni fa sul proprio sito un vademecum dal titolo: “Alluvioni, come ridurre i rischi per la salute”.

Nella pubblicazione si premette: “Le alluvioni rappresentano il disastro naturale più comune a livello mondiale, e la loro frequenza è destinata ad aumentare a causa dei cambiamenti climatici. In Italia i comuni a rischio idrogeologico sono 6.000, oltre il 70% del totale. In caso di alluvioni possono verificarsi frane, smottamenti e allagamenti”. Quali sono i principali rischi per la salute? Primo tra tutti l’annegamento ma si può incorrere in traumatismi e lesioni, malattie gastrointestinali, avvelenamenti da sostanze tossiche o da acque contaminate, stress post-traumatico.

A rischiare di più sono, naturalmente, bambini, anziani e persone con problemi di salute pre-esistenti. Tra queste persone rischiano maggiormente coloro che hanno la residenza in aree ad elevato rischio, vivono in condizioni di degrado dell’abitazione, hanno limitate risorse o sono senza fissa dimora. Bastano 15 centimetri d’acqua in rapido movimento per far cadere un adulto e 30 centimetri d’acqua in movimento possono far slittare una macchina. Premesso ciò è consigliabile non transitare in zone allagate perché sott’acqua potrebbero esserci pericoli nascosti come voragini e tombini aperti. Da evitare assolutamente garage, cantini e seminterrati, sconsigliata la sosta in sottopassi e ponti.
 
Sia dopo che durante l’alluvione l’acqua del rubinetto potrebbe diventare non potabile; è opportuno, dunque, consultare gli avvisi comunali e far bollire l’acqua per l’uso domestico. Durante l’alluvione bisogna staccare la corrente e dopo è opportuno contattare un tecnico prima di utilizzare impianti a gas o elettrici. Dopo un’alluvione vanno disinfettate tutte le superfici della casa, mobili, oggetti e biancheria per eliminare germi e batteri; muffe o macchie di umidità creano problemi allergici o respiratori e vanno rimosse, ricorda il ministero.

Si tratta di piccoli gesti, in larga parte suggeriti semplicemente dal buon senso ma che è bene tenere a mente soprattutto in condizioni di emergenza, stress o ansia.

Articolo pubblicato il 07 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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