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Quotidiano di Sicilia

Da Caltanissetta una scossa per la Sicilia
di Nicola Digiugno

Forum collegiale a Caltanissetta con Giovanni Ruvolo (sindaco), Carmelo Iacono (Asp), Angelo Lomaglio (Cefpas) e Giuseppe D’Antona (Pro loco). Centralità del territorio e collaborazione istituzionale per ricominciare a crescere

Tags: Giuseppe D'antona, Angelo Lomaglio, Carmelo Iacono, Caltanissetta, Giovanni Ruvolo, Turismo



Nuova tappa per la Campagna etica Risorgimento Sicilia del QdS, avviata nel dicembre 2013 con l’obiettivo di scuotere la Classe dirigente per il rilancio dell’Isola, favorendo una concreta ripresa economica e un’efficace lotta agli sprechi.

Circa un anno dopo l’ultimo appuntamento nisseno (27 giugno 2014), i riflettori si sono ancora una volta concentrati su Caltanissetta, dove il vice direttore Raffaella Tregua ha coordinato un Forum collegiale con il sindaco Giovanni Ruvolo, il direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale, Carmelo Iacono, il direttore del Cefpas (Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario), Angelo Lomaglio e il presidente della Pro loco, Giuseppe D’Antona. Attenzioni puntate sui punti di forza del territorio, da valorizzare attraverso valide sinergie istituzionali.

“Il primo punto di forza – ha affermato Iacono - sta nella centralità della provincia nissena nel contesto siciliano, che gli attribuisce anche un ruolo di bacino interprovinciale. Nel campo sanitario, la mission è quella di servire, per patologie ad alto bacino d’utenza, anche le province limitrofe. Mi riferisco soprattutto a Neurochirurgia e Chirurgia vascolare. È necessario supportare queste strutture con presidi di diagnostica strumentale e di laboratorio che siano adeguati”.

“L’altro punto di forza – ha aggiunto - è rappresentato dalla varietà di discipline attive sull’intero territorio, che ci consentono di dare una risposta adeguata alle esigenze”.

Nel corso dell’analisi del massimo responsabile dell’Asp nissena, sono finite in primo piano anche le criticità del settore: “Una su tutte? L’Azienda sanitaria nissena proviene dalla fusione di tre aziende: Sant’Elia, territoriale e di Gela. A distanza di dieci anni questa fusione non è completamente avvenuta. Inoltre, l’antagonismo fra Caltanissetta e Gela, per motivi storici, rappresenta un ulteriore elemento critico. Le due realtà non riescono a integrarsi e ciò si può osservare quotidianamente. Nell’ambito degli elementi di criticità rientrano anche i piccoli ospedali. Si lavora da tempo anche sul fronte del potenziamento delle attività”.

Il dg dell’Asp ha poi fatto riferimento alla necessità di una pianta organica adeguata. “L’azienda – ha spiegato - ha ricevuto un finanziamento di 138 milioni di euro, assolutamente insufficienti per attivare le unità operative avute in dotazione con il decreto del gennaio del 2015. È insufficiente anche per dare risposte alla categoria dei lavoratori precari. Con questa pianta organica non si è nelle condizioni di sopperire a quelle che sono le esigenze dei cittadini. Abbiamo avuto un’apertura di disponibilità da parte della Regione per incrementare questo fondo e siamo in attesa che ci diano una risposta. Una dotazione adeguata si può avere con altri dieci milioni di euro, quindi 148 anziché 138”.

Iacono ha poi parlato della sistemazione della viabilità interna dell’ospedale Sant’Elia, ritenuto un “fattore importante in termini d’immagine” e ricordato come a Gela “sarà aperto prossimamente un intero piano, con il recupero di diversi posti letto”. Sempre a Gela, inoltre, “si va verso l’attivazione dell’Utin” ed è in corso una ristrutturazione del Pronto soccorso che si spera possa essere avviata anche sul capoluogo.

Angelo Lomaglio, alla guida del Cefpas, si è soffermato sulla “dimensione regionale dell’Ente e sugli sforzi per rapportarsi in maniera diversa con la realtà locale”, con ampio riferimento all’attivazione di “reti, relazioni e rapporti” con Comune, Asp, scuole e altri enti. Citato, per esempio, il “Salus festival, un’opportunità nazionale frutto di collaborazione” che per diversi giorni ha fatto diventare Caltanissetta “la capitale della salute, grazie anche a molti volontari e semplici cittadini”.

Evidenziata l’importanza del percorso avviato con il Consorzio universitario di Caltanissetta, per nuove prospettive in campo medico e biomedico. “A breve – ha annunciato Lomaglio - apriremo il Centro di simulazione di medicina più grande d’Italia, grazie anche ai rapporti con la Regione Calabria e un massiccio numero di società scientifiche. Una struttura all’avanguardia, con un livello qualitativo d’eccellenza. C’è molto da fare sul tema della formazione, anche nell’ambito della prevenzione, per evitare i ricoveri e per promuovere corretti stili di vita”.

Fra le criticità del momento, Lomaglio ha voluto sottolineare quelle legate alla logistica e alla viabilità regionale: “Sono numerosi – ha affermato - i problemi nei collegamenti con la parte occidentale della Sicilia. Siamo tuttora costretti a fare corsi altrove, fuori dalla cittadella del Cefpas, perché non possiamo interrompere le attività formative. Bisogna sfruttare la centralità con un efficace sistema di vie di comunicazione. Pensate, per esempio, ai tempi lunghissimi di un viaggio da Trapani a Caltanissetta oggi”.

La sistemazione dei collegamenti diventa un aspetto fondamentale anche per quel che riguarda la valorizzazione del territorio, su cui si è concentrato il presidente della Pro loco nissena, Giuseppe D’Antona. “Occorre – ha detto - un intervento consistente sulle infrastrutture. Caltanissetta veniva definita come una città monotona, ma oggi nel nisseno ci sono grandi potenzialità. In questo territorio c’è molto da vedere: dal Museo diocesano a quello mineralogico, con reperti di altissimo livello. Manca però una sinergia efficiente, in quanto per ottenere risultati importanti tutti devono fare la propria parte fino in fondo”.

“Le presenze turistiche – ha aggiunto - sono in netto aumento, così come è in crescita anche il numero dei cosiddetti Bed and breakfast, ma per continuare su questa strada non si può non lavorare in rete. Deve diventare prassi collaborare, senza voler essere ciascuno il primo della classe. È indispensabile uscire dall’isolamento”.

A tirare le somme è stato sindaco Giovanni Ruvolo, che ha fatto riferimento anche al precedente appuntamento di Caltanissetta con la Campagna etica del QdS. “Nell’incontro dell’anno scorso – ha ricordato il primo cittadino - avevo detto che non si poteva parlare di sviluppo, in qualunque ambito, senza un sistema che lo sostenesse. A distanza di un anno, ho trovato partner seri e convinti per iniziare questo percorso”.

“Bisogna però rompere – ha precisato - determinati schemi mentali che ci fanno considerare l’elemento attesa un valore: noi siciliani aspettiamo, e aspettiamo che qualcuno faccia succedere qualcosa. Il mio essere sindaco oggi ha come modo di operare quello di rendersi conto dei deficit che ci sono, che non si possono nascondere, ma non aspettare più. Nella campagna elettorale mi sono dato degli obiettivi chiari, che definissero il ruolo di Caltanissetta nello scenario mondiale”.

“Per favorire lo sviluppo del territorio – ha suggerito il sindaco – è necessario investire su pilastri quali l’agroalimentare, la produzione e la filiera del settore. Sulla sanità e l’Università associata alla sanità. Sulla cultura e la valorizzazione dei beni e delle tradizioni. Su questi tre punti abbiamo costruito relazioni, incontrando Asp e Cefpas. È nata una collaborazione positiva e molto proficua, ma è chiaro che c’è ancora tanto da fare”.

“Bisogna partire dalle positività di oggi – ha concluso Ruvolo - per costruire il futuro”.

Articolo pubblicato il 10 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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