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Messina - Emergenza idrica: possibili dispersioni lungo la condotta
di Lina Bruno

Il grande disservizio, che perdura da 18 giorni, ai piani alti dei palazzi, anche del centro, c’è da sempre. Tabella oraria dell’Amam sulla distribuzione provvisoria dell’acqua non rispettata

Tags: Messina, Acqua, Amam



MESSINA - Un’emergenza idrica  che sembra infinita. I messinesi stanno affrontando quasi stoicamente una situazione che sempre più assume aspetti surreali, specie per quelli che in questi 18 giorni l’acqua l’hanno vista solo per due ore, quando si pensava che una saldatura avrebbe potuto resistere all’attrito di una montagna in movimento.

Neanche il primo by-pass tra l’acquedotto di Fiumefreddo e quello dell’Alcantara ha tenuto e l’altro effettuato nel giro di 24 ore assicura solo 300 litri di acqua al secondo.
 
Al momento quindi la città è servita, oltre che dall’innesto con l’Alcantara, dall’acquedotto della Santissima e dai pozzi per una portata complessiva di circa 600l/s ma in molti quartieri l’acqua continua a non arrivare con un paradosso tutto legato al sistema di distribuzione per il quale c’è chi ha sempre avuto il prezioso liquido, e chi è ancora costretto, con contenitori di ogni genere, a rifornirsi dalle autobotti, adesso 34 dislocate nei quartieri più penalizzati. Per molti cittadini poi oltre il danno c’è stata la beffa di alzarsi all’alba attendendo inutilmente l’acqua che l’Amam aveva promesso secondo una tabella oraria divisa molto genericamente per zone.

Lo stesso presidente della Regione Rosario Crocetta in una delle dichiarazioni sulla vicenda aveva definito arcaica la gestione della rete idrica cittadina ma i vertici dell’Amam, il presidente Leonardo Termini e il direttore tecnico Luigi La Rosa, continuano a respingere ogni responsabilità dicendo che è tutta colpa della frana, che il sistema di distribuzione è vecchio ma non hanno mai spiegato l’ulteriore disservizio in piena emergenza. Per non parlare delle condutture cittadine che si vanno rompendo in queste ore e che isolano intere aree dall’erogazione. 

“In condizioni di normalità, dicono, l’acqua veniva assicurata 24 ore su 24”. Affermazione lontana dalla realtà perché nelle “zone critiche” e nei piani alti anche dei condomini del centro, c’è l’interruzione del servizio idrico, in inverno nelle ore pomeridiane e in estate nella tarda mattinata. Altro punto, rilevato anche dal commissario delegato per l’emergenza idrica, Calogero Foti, su cui si dovrà fare chiarezza riguarda la gestione di quei 900l/s che arrivano da Fiumefreddo in condizioni di piena funzionalità. Per il fabbisogno di una città di 242 mila abitanti, secondo stime internazionali, ne basterebbero 600l/s, che sono poi quelli assicurati, non equamente, in questo momento e allora che fine fa il resto?

“Cercheremo di capire anche questo - dice Foti – ci potrebbero essere dispersioni lungo la condotta o altro lo vedremo”.
Sull’intera vicenda e su eventuali responsabilità ci vuole vedere chiaro anche il segretario cittadino del Pdr, Salvo Versaci, che insieme ai consiglieri comunali del gruppo di riferimento ha chiesto alla presidenza del Consiglio comunale l’insediamento di una commissione d’inchiesta. Dopo la disattivazione dell’unità di crisi in Prefettura il quartier generale dell’emergenza si è spostata nella sede della Protezione Civile regionale dove intanto si è dato il via libera al progetto per il ripristino dell’erogazione dell’acqua, presentato dall’Amam, che si è avvalsa dell’impresa Benassi srl di Reggio Emilia.

Si prevede l’utilizzo di tre tubazioni flessibili lunghe circa 350 metri utili a realizzare un by-pass provvisorio della conduttura danneggiata. Una soluzione temporanea questa che può, assicurano, nel giro di un paio di giorni, migliorare il servizio di fornitura in attesa di stabilizzare la frana e procedere al ripristino definitivo dell’acquedotto. Secondo i numerosi esperti e tecnici del team che i responsabili nazionali e regionali della Protezione Civile hanno costituito, il progetto va comunque integrato per mitigare i rischi residui.

Dopo le attività di perimetrazione, monitoraggio, risagomatura del corpo di frana e una volta arrivato del materiale richiesto dalla Germania sarà dato il via all’intervento.
 

 
L’assessore Maurizio Croce: “La priorità è la sistemazione dell’acquedotto”
 
Come ha ricordato Maurizio Croce, assessore regionale al Territorio e ambiente, nel corso di una conferenza stampa, si sta valutando anche la possibilità di realizzare un bypass permanente di circa 700 metri, opera che però richiede qualche mese e che verrà attenzionata solo in una seconda fase. Per gli interventi che si dovranno intanto effettuare ci sono due milioni di euro in arrivo dal Governo nazionale, stanziati  con l’ordinanza di Protezione Civile e un milione di euro resi disponibili dalla Regione, trovati pare nelle economie di vecchi accordi di programma. A questi secondo Croce dovranno aggiungersi le risorse che dovrà mettere l’Amam, visto che la condotta idrica è nelle competenze gestionali della partecipata. E questo a maggior ragione dopo le dichiarazioni di Giuseppe Intelisano, sindaco di Calatabiano per il quale la frana è stata provocata dalla condotta e non il contrario. “La priorità - dice Croce - è la sistemazione dell’acquedotto, poi la messa in sicurezza della collina di Calatabiano anche se i problemi che crea questo versante franoso sull’abitato sono notevoli”. Linea diversa era quella che aveva suggerito l’ingegnare capo del Genio Civile Leonardo Santoro, quando era componente dell’unità di crisi, orientato alla stabilizzazione della frana con paratie di micropali, contestualmente ai lavori sulla condotta. Per Santoro bisogna proteggere subito la parte che sta franando con un sistema che faccia defluire l’acqua incanalandola altrimenti si continua a rischiare.

Articolo pubblicato il 10 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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