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Quotidiano di Sicilia

Per il Crocetta quater maggioranza sul filo
di Raffaella Pessina

I gruppi senza rappresentanza potrebbero non approvare la finanziaria. Incerti i 16 voti di Sicilia democratica, Sicilia futura e Megafono

Tags: Ars, Rosario Crocetta



PALERMO - Quale connotazione avrà la maggioranza al Parlamento siciliano nei prossimi mesi, quando si dovranno approvare i documenti finanziari? Fin dall’inizio della legislatura la maggioranza di Crocetta è stata debole e anche questa volta, dopo la nomina del governo quater, il presidente della Regione si è trovato “costretto” ad andare in Aula a proporre un patto di lealtà per portare a termine la legislatura.

“Noi andiamo avanti in questa esperienza e vinceremo ancora le prossime elezioni, nonostante quello che sostiene il partito delle trazzere e le polemiche sterili del Movimento cinque stelle che pensa, con una stradina, di avere costruito un’autostrada e di avere cambiato tutto”, ha detto Crocetta nel suo lungo intervento a Sala D’Ercole. I grillini hanno subito replicato chiedendo ancora una volta le sue dimissioni: “Crocetta dipinge una Sicilia che non c’è, la Sicilia dei sogni che vedono solo lui e la sua inguardabile maggioranza variabile. A lui non possiamo che chiedere quello che praticamente chiediamo da un paio di anni a questa parte: si faccia da parte”. Il Movimento Cinquestelle ha elencato i “fallimenti durante la sua legislatura: dalle infrastrutture, ai fondi Psr, che rischiano di mettere in ginocchio tantissime imprese, a Garanzia giovani, alla crescente sudditanza col governo Renzi, al Pil peggiore d’Italia”. E hanno ribadito “La Regione resista davanti alla Corte costituzionale. La Sicilia non può continuare a chiedere il permesso a Roma. Chiediamo rispetto per lo Statuto, per l’Assemblea, per la legge e per i siciliani”.

Il Nuovo Centrodestra ha deciso di essere vicino alla maggioranza e il vicecapogruppo Ncd all’Ars Vincenzo Fontana ha detto: “Non facciamo parte della maggioranza, ma abbiamo stabilito un patto con il Pd e l’Udc che ci vedrà vicini non solo in questo scorcio di legislatura, ma speriamo anche nella prossima”.

Chi rimane contro è Forza Italia, che con Marco Falcone ribadisce come “Il governo crocetta Quater sia l’esecutivo dell’ipocrisia e dell’autoconservazione di una classe dirigente incapace e servile. La capacità di Crocetta è stata quella, in questi tre anni, di dire tutto e fare il contrario di tutto”. Una sorpresa, ma non tanto, è stata l’uscita dei parlamentari del Megafono e di Sicilia Futura dell’ex ministro Totò Cardinale, e di Sicilia democratica hanno abbandonato l’Aula appena il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta ha preso la parola per presentare all’Assemblea regionale la nuova giunta. Il problema è che questi gruppi non hanno avuto alcuna rappresentanza di governo.

Infine il capogruppo Mimmo Turano ribadisce la posizione dell’Udc come alleato di Crocetta a patto però che si dia impulso alle riforme. “Abbiamo bisogno di riforme serie e profonde - ha detto il deputato regionale dei centristi - in questo scorcio di legislatura dove la strada per governare si fa sempre più stretta e ripida”.

In termini di numeri, a Crocetta potrebbero venire a mancare ben 16 voti che sono quelli di Sicilia Democratica, Sicilia Futura e del Megafono a fronte di 7 voti di Ncd. Insomma il governatore potrà contare sui 24 voti del Pd e sui 13 dell’unione Udc-Ncd. Senza contare i franchi tiratori.

Articolo pubblicato il 13 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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