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Formazione, pubblicato il decreto ma corsi al via solo in primavera
di Michele Giuliano

Sulla Gazzetta ufficiale della Regione arriva l’ok all’attesa ripartenza: contestualmente revoca l’Avviso 1. È la tranche più sostanziosa relativa all’Avviso 3 con 167 milioni in dotazione

Tags: Avviso 1, Formazione, Avviso 3



PALERMO - Si mette in moto la macchina organizzativa dei nuovi corsi di formazione professionale in Sicilia. Seppur nel mese di novembre inoltrato, è arrivata la pubblicazione in gazzetta ufficiale dell’Avviso 3 che contiene la fetta più grossa dei corsi in Sicilia per il 2015-2016.

Si parla in totale di 167 milioni di euro previsti nell’ambito della misura “operazioni formative per il rafforzamento dell’occupabilità della popolazione siciliana in età lavorativa-Investimenti in favore della crescita e dell’occupazione” finanziati dal Programma operativo della Sicilia del Fondo sociale europeo 2014-2020.

Un via libera che è arrivato dopo la pubblicazione del regolamento per l’accreditamento degli enti di formazione, situazione che ha tenuto in stallo il settore per mesi. Con la contestuale pubblicazione dell’Avviso 3 la Regione ha invece ritirato l’Avviso 1, rimasto bloccato proprio per via dell’attesa proprio delle nuove regole dell’accreditamento.

“È stato ritenuto rispondente ai canoni di efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa - sottolinea il dirigente generale del Dipartimento Formazione, Gianni Silvia - non procedere ad ulteriore rettifiche dell’Avviso n.1/2015, bensì di provvedere alla revoca dello stesso, pubblicando contestualmente un nuovo Avviso modificato ed in linea con il Regolamento accreditamento 2015”.

A disposizione degli enti, che ora dovranno presentare la progettazione dei corsi in base ai parametri stabiliti dalla Regione, ci sono un milione e 202 mila ore di formazione che saranno destinati a disoccupati, donne e soggetti adulti che intendono migliorare la propria qualificazione professionale. I percorsi saranno svolti dagli enti di formazione professionale accreditati secondo il nuovo regolamento appena firmato dal Presidente della Regione. Una premialità, in termini di punteggio aggiuntivo, avranno quelli che vertono su green economy e blue economy e, elemento innovativo e di grande importanza, la presenza di accordi con il sistema delle imprese, attraverso protocolli e convenzioni che dimostrino la partecipazione delle aziende ai percorsi formativi.

Lo sblocco comunque del sistema di accreditamento è stato possibile grazie al via libera della Corte dei conti che ha messo il suo “visto” sulle nuove norme dettate dalla Regione. In questo modo si potrà dare avvio alle attività legate non solo all’Avviso 3 ma anche all’Avviso 2 da 45 milioni, che invece riguarda le lezioni indirizzate ai ragazzi delle scuole ed è finalizzato al contrasto alla dispersione scolastica, e infine all’Avviso 6 da 35 milioni, destinato a quei lavoratori che erano dipendenti degli oramai soppressi “sportelli multifunzionali”.

Secondo gli addetti ai lavori ci vorranno comunque dei mesi per l’adempimento di tutto l’iter e per vedere ripartire i corsi tra tempi tecnici e normativi da rispettare: nella migliore delle ipotesi c’è chi parla di avvio dell’annualità per la prossima primavera. In questo modo molti disoccupati sono rimasti alla finestra.
 

 
Il motivo del congelamento degli accreditamenti
 
Il sistema degli accreditamenti è stato azzerato dalla Regione per un bel pò di tempo in attesa di fare chiarezza e passare nuovamente ai raggi X tutto il settore per verificare chi merita e chi no di godere dei finanziamenti dell’Unione Europea. Intanto si parla di un tavolo tecnico interassessoriale che elaborerà in tempi rapidi la stesura di un articolato piano industriale di riordino dell’intero settore della formazione in Sicilia, che verrà proposto al tavolo di crisi, la cui richiesta di apertura è stata già avviata presso il competente ministero del Lavoro. è stato necessario rimettere mano al sistema degli accreditamenti in seguito a quanto enunciato dal Tar Palermo che annullò il decreto dell’assessorato regionale della Formazione professionale del 27 luglio 2013, con il quale venivano dettate le nuove disposizioni per l’accreditamento degli organismi operanti sul territorio della Regione Sicilia. Il principale motivo dello stop era legato al fatto che la Regione prevedeva la revoca dell’accreditamento in caso di liti pendenti e contenziosi tra gli enti e l’amministrazione, ponendosi in contrasto con “l’esercizio del fondamentale diritto di difesa sancito dall’articolo 24 della Costituzione”.

Articolo pubblicato il 14 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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