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Messina - Ospedale Piemonte - Ircss Neurolesi: aspettando la fusione
di Lina Bruno

Il dg Michele Vullo con la Lr 2415, che sancisce l’accorpamento, ha abbandonato l’idea di depotenziare il nosocomio. Il prefetto Trotta: “A tutela dell’ospedale la possibilità di incarichi temporanei al personale”

Tags: Messina, Ospedale Piemonte



MESSINA - Una partita che si chiuderà solo quando si realizzerà il polo riabilitativo d’eccellenza attraverso la fusione Piemonte - Irccs Neurolesi, per il momento rimangono i problemi della gestione di un presidio che fino a qualche mese fa si voleva smantellare. Intanto il direttore generale dell’azienda Piemonte Papardo Michele Vullo chiede finanziamenti per potere garantire la funzionalità del pronto soccorso e dei reparti di medicina, chirurgia, ortopedia e cardiologia che, dopo varie sollecitazioni, ha dovuto ripristinare nel nosocomio di Viale Europa.

Il manager aveva infatti già proceduto all’accorpamento delle unità operative trasferendo le specialità al Papardo in ottemperanza, ha sempre dichiarato, a quelle indicazioni e vincoli presenti nella legge Balduzzi e nel decreto assessoriale 1380 del 5/8/15, contenente le linee guida per la rideterminazione delle dotazioni organiche delle aziende sanitarie fissandone i relativi criteri e tetti di spesa.

Il Tar ha inoltre accolto il ricorso del direttore generale contro l’ordinanza emessa dal sindaco Renato Accorinti l’otto ottobre, fissando per il 18 novembre l’udienza in Camera di consiglio. Il primo cittadino era intervenuto per bloccare la chiusura del pronto soccorso che Vullo aveva avviato con la delibera 602 del 16 settembre 2015, atto revocato con una nuova delibera, la 696 del 20 ottobre. L’emanazione della legge regionale 24 del 9/10/15, che sancisce l’accorpamento con l’Irccs Neurolesi ma anche il ripristino del Pronto soccorso, ha costretto Vullo a tornare sui suoi passi rispetto al disegno iniziale volto al depotenziamento del Piemonte con la motivazione di non avere risorse sufficienti per sostenere due strutture sanitarie con analoghe caratteristiche.

Adesso si attendono i decreti attuativi della legge  votata all’Ars, proposta dalla deputazione messinese,  che dovrebbero essere prodotti dai dipartimenti regionali entro gennaio. Ci si aspetta con i decreti lo stanziamento di preziose risorse. La riorganizzazione del Piemonte, disposta dalla nuova normativa, non potrà essere realizzata a costo zero secondo Michele Vullo che ha sempre evidenziato le carenze di risorse  in bilancio per garantire l’assunzione a tempo determinato del personale necessario a garantire l’assistenza, in attesa dell’accorpamento con il Centro Neurolesi.

La spesa si aggirerebbe intorno a tre milioni e mezzo di euro. Sui problemi legati al ripristino del Pronto soccorso del Piemonte è intervenuto anche il prefetto Stefano Trotta convocando il direttore generale per un aggiornamento della situazione.

“Rimangono ferme, si legge in un documento redatto a conclusione dell’incontro, le disposizioni cogenti di legge regionale che avevano determinato l’adozione della delibera n. 602 di accorpamento delle unità operative frammentate fra l’ospedale Piemonte ed il Papardo. La tutela, quindi, dell’ospedale Piemonte rimane ancorata alla completa applicazione delle norme contenute nella legge regionale n. 24 del 9 ottobre 2015 e, quindi, alla possibilità di procedere, attraverso specifico finanziamento aggiuntivo da parte della Regione, al conferimento di incarichi temporanei a medici ed infermieri per garantire gli standard minimi di personale sia al pronto soccorso del Piemonte sia a quello del Papardo nel rispetto dei parametri adottati dalla regione con il decreto assessoriale 1380”.

Lo stesso Governo regionale, così come confermato nel corso di una riunione tenutasi nei mesi scorsi in Prefettura dall’assessore alla Salute Baldo Gucciardi, si legge sempre nel documento della Prefettura, aveva assicurato che si sarebbero adottate tutte le possibili soluzioni per scongiurare la soppressione del pronto soccorso del Piemonte, nell’ambito della riorganizzazione complessiva dei presidi ospedalieri coinvolti dalla realizzazione del polo d’eccellenza riabilitativo”.

Articolo pubblicato il 14 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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