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Quotidiano di Sicilia

I consorzi Asi sprecano acqua potabile
di Cettina Mannino

Un’indagine ricognitiva della Regione sancisce l’uso inopportuno di un bene primario a fini industriali e non civili. L’assessore all’Industria Venturi conferma e individua la soluzione nel piano idrogeografico

Tags: Marco Venturi, Consorsi Asi, Acqua



PALERMO - Non ci sono mezze misure. La stessa acqua potabile che scorre nei rubinetti di casa viene utilizzata dalla maggior parte dei consorzi dell’Area Sviluppo Industriale per scopi industriali. A confermarlo sono anche i dati forniti dall’assessorato all’Industria della Regione Siciliana, guidato da Marco Venturi.

Secondo un’indagine che l’assessorato sta effettuando risulta inoltre che i consumi di acqua negli anni sono aumentanti. Lo studio di ricognizione rientra nell’ambito del nuovo piano idrogeografico che tutti gli assessorati della Regione, ognuno per le proprie competenze, stanno portando avanti. “In pratica si tratta - spiegano dagli uffici dell’assessorato regionale Territorio ed Ambiente - di uno piano che dovrebbe curare la gestione delle acque della Sicilia ad esempio delle dighe, dei torrenti, delle acque potabili. Stiamo facendo - affermano - uno studio sulla qualità e sulla quantità”.
Il piano sarà pronto a fine novembre. Sul problema dell’utilizzo delle acque potabili per scopi industriali da parte dei consorzi Asi l’assessore all’Industria, Marco Venturi, è pronto a prendere una posizione ben determinata.

“è vero - afferma Venturi - che nei consorzi Asi non sempre vi è disponibilità di utilizzazione di acque per uso industriale. E diverse imprese, fra l’altro, sono costrette a reperire l’acqua autonomamente attraverso la realizzazione di pozzi. In alcuni consorzi, ad esempio Siracusa, Catania ed Enna, è possibile assicurare approvvigionamenti idrici specifici. Sarebbe comunque auspicabile - sostiene - la possibilità di utilizzazione di acque depurate, proveniente da impianti di trattamento già esistenti nei Consorzi. è in corso la raccolta dei dati idrici presso i consorzi Asi utili per la redazione di un piano di gestione specifico. Le autorità competenza, per questa materia specifica, sono la presidenza della Regione e l’Arta Sicilia”. Adesso il problema c’è e va risolto. “La mia opinione- dice l’assessore - è che non possiamo continuare a sprecare inutilmente risorse. Ognuno di noi ha l’obbligo, oltre che il dovere, di contribuire ad evitarli. Il piano del Distretto idrogeografico è dunque il primo passo e servirà ad avere idee più chiare in particolare per quanto riguarda l’uso razionale delle acque.

Quanto prima - anticipa Venturi- verranno affrontati i temi riguardanti l’utilizzazione delle acque minerali e di quelle termali e quindi di fatto sarà fatta una rivisitazione di alcune situazioni che riguardano la valorizzazione e lo sfruttamento delle risorse”.  In cantiere l’assessore all’Industria ha anche un altro progetto; quello di aggiornare la norma che regola il rapporto delle Asi con quello dell’assessorato “La norma principale che regola attualmente i Consorzi è del 1984. Nel tempo - dichiara Venturi - ha perso la sua attualità. è fondamentale la presenza di un Ente territoriale che si occupi di ciò che si ritiene imprescindibile per lo sviluppo industriale dell’Isola.
In questo senso credo che i consorzi vadano riformati e se il caso anche trasformati anche con compiti di promozione industriale, che guardino al mercato, alla competitività e non solo ad interventi sostenuti con finanziamenti pubblici”.
 

 
Al via la costruzione dei depuratori consortili per il filtraggio idrico
 
PALERMO - In Sicilia dove il problema della siccità è una questione di convivenza l’acqua rappresenta un bene prezioso. Alcuni consorzi della Sicilia, ad esempio Palermo ed Agrigento, ad ogni modo si sono già attivati per la costruzione di un depuratore consortile che filtri le acque e i riutilizzi per scopi industriali. L’assessorato all’Industria della Regione Siciliana si occuperà dunque, di fare da monito al problema. “L’assessorato all’Industria ha compiti di vigilanza nei confronti dei Consorzi Asi, così come prevede la legge regionale 1/84. Sarebbe necessario un coordinamento programmatico, fermo restando l’autonomia gestionale propria degli Enti consortili. I consorzi comunque comunicano anche dati in ragione delle risorse assegnate. Ad esempio il rapporto Rae (rapporto di attuazione sugli interventi con fondi comunitari) che viene inoltrato tramite il dipartimento Programmazione. Dal mio punto di vista un coordinamento presso l’assessorato Industria migliorerebbe le azioni non solo per favorire gli insediamenti ma anche per una diversificazione territoriale degli interventi”. A riflettere sulla situazione dei consorzi Asi della Sicilia è l’assessore all’Industria della Regione Sicilia, Marco Venturi.

Articolo pubblicato il 11 novembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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