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Le riunioni di Riscossione Sicilia da adesso viaggiano sul web
di Redazione

Il Consiglio annuncia la trasmissione streaming delle sedute di gare d’appalto e aste dei beni pignorati. Il presidente Antonio Fiumefreddo: “Essere trasparenti significa agire in concreto”

Tags: Antonio Fiumefreddo, Riscossione Sicilia, Appalti, Trasparenza, Web, Internet



PALERMO - La riunione del Consiglio d’amministrazione viaggia sul web: è questa la nuova frontiera della trasparenza voluta da Riscossione Sicilia, la società che riscuote i tributi nell’Isola, che annuncia la trasmissione in streaming anche delle sedute delle gare d’appalto e delle aste dei beni pignorati.

“Visto l’interesse dei cittadini per l’attività di riscossione dei tributi - afferma il presidente Antonio Fiumefreddo - le sedute del Consiglio d’Amministrazione di Riscossione Sicilia saranno videoregistrate per essere trasmesse in streaming sul sito aziendale con possibilità di accesso a tutti i cittadini. Renderemo pubbliche anche le aste dei beni sottoposti a pignoramento e delle sedute per l’affidamento degli appalti a società esterne per dare conto ai cittadini di come vengano spesi i soldi da parte di amministratori pagati con denaro pubblico. Si tratta di un servizio reso ai cittadini e di un impegno di coerenza anche verso i dipendenti e le organizzazioni sindacali: ciascuno di noi, nel rispetto del proprio ruolo, deve operare come se fosse in una pubblica piazza”. 

Nella disposizione di servizio a firma del Presidente è scritto: “Da questo momento tutte le procedure di evidenza pubblica, per l’acquisizione di beni e servizi, dovranno celebrarsi con l’ausilio della videoripresa per essere trasmesse in streaming sul sito aziendale; la stessa disposizione varrà per le aste relative alla vendita dei beni mobili (autovetture e navigli) sottoposti a sequestro in esito alle procedure esecutive”.

“Si tratta, sarà bene precisarlo” – aggiunge Fiumefreddo - “di una misura che possiamo assumere grazie all’elevata professionalità del nostro personale, e proprio perché si può assolutamente confidare nella trasparenza della condotta dei dipendenti, senza cui non sarebbe stato possibile procedere a questo salto di qualità; è un premio che riceviamo dalla loro correttezza. Essere trasparenti, senza riempirsene la bocca, significa agire in concreto, e significa operare come se i nostri uffici si trovassero in piazza, sotto lo sguardo di tutti e soprattutto sotto l’osservazione dei cittadini, che così potranno conoscere come operano i loro rappresentanti e le aziende che gestiscono il denaro pubblico, appunto il denaro di tutti. Auspico anzi che possiamo rappresentare nel Paese un avamposto, traducendo nell’agire quotidiano quei valori di buona amministrazione e terzietà che devono caratterizzare le istituzioni”.

Articolo pubblicato il 19 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Antonio Fiumefreddo
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