Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia è su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Catania - San Berillo fra crolli e transenne
di Melania Tanteri

I crolli delle scorse settimane hanno costretto il Comune a studiare un modo per correre ai ripari. Resta alta l’ansia che il quartiere venga pian piano interdetto per intero

Tags: Catania, San Berillo



CATANIA - Transenne e presidio dei volontari della Protezione civile per garantire la sicurezza di chi vive o anche solo transita per la via Pistone, la via Buda e la via delle Finanze, a San Berillo. Il crollo di lunedì mattina, che segue ad altri delle settimane precedenti, ha costretto l’amministrazione comunale a correre velocemente ai ripari, studiando il modo per mettere in sicurezza i palazzi storici e malandati del rione, garantendo in questo modo l’incolumità di passanti e abitanti.

Anche se, proprio questi ultimi sembrano preoccupati più per la cura identificata dal Comune di Catania che per il degrado del quartiere, con cui convivono da decenni. E non sono gli unici: anche le numerose associazioni che, da tempo, lavorano per la riqualificare l’intera zona temono che l’annunciata volontà di rendere gli edifici futuri possa portare a un nuovo “svuotamento” del quartiere, proprio come quello attuato alla fine degli anni Cinquanta, e che in questo modo possa perdersi parte del patrimonio storico della città, oltre che un’occasione. Per questo, il Comitato Cittadini Attivi di San Berillo, ha organizzato per domenica mattina un’assemblea pubblica in cui la città discuta delle sorti del quartiere e possa dare suggerimenti all’amministrazione comunale.

“Si tratta di un incontro – affermano gli organizzatori – con abitanti del quartiere, associazioni, giuristi e tecnici urbanisti per discutere sulle soluzioni da individuare nell’immediato sulla questione abitativa e sulla questione della messa in sicurezza degli immobili. Il Comitato sta monitorando la situazione  – proseguono – e ha chiesto di partecipare ai tavoli tecnici in Prefettura e a un incontro con la Soprintendenza dei Beni Culturali sollecitando quest’ultimo ad attivarsi visto il pregio storico architettonico degli edifici  messo gravemente a rischio”.

Ma la preoccupazione più forte è che lo stato di emergenza diventi permanente, “perché non sono stati presi provvedimenti di messa in sicurezza da parte dell’amministrazione comunale che dovrebbe immediatamente intimare i proprietari a mettere in sicurezza i propri immobili, e qualora non adempiessero agire in danno nei confronti degli stessi”.

Operazione che il Comune di Catania ha già effettuato. Questo afferma l’assessore ai Lavori pubblici e alla Protezione civile, Luigi Bosco. “Abbiamo individuato unn comparto e i relativi proprietari – conferma - e stiamo predisponendo un’ordinanza per obbligarli alla messa in sicurezza. In caso non ottemperassero, con il tavolo prefettizio, si procederà in danno o attraverso il ricorso agli articoli di legge”.

Ma l’ansia che San Berillo venga interdetto pian piano tutto rimane alta, così come l’attenzione di attivisti e abitanti.

Articolo pubblicato il 20 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus