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Quotidiano di Sicilia

Crocetta quater, maggioranza sempre più debole
di Raffaella Pessina

Le opposizioni, intanto, si preparano alla mozione di sfiducia. I renziani vogliono staccare la spina: “Governo inaffidabile”

Tags: Ars, Rosario Crocetta



La prossima settimana si preannuncia bufera a Palazzo dei Normanni con il clima sempre più ostile nei confronti del Presidente della Regione siciliana,  Rosario Crocetta.

Le opposizioni preparano la mozione di sfiducia e Nello Musumeci rilancia l’idea delle dimissioni in massa dall’Ars per tornare alle urne. Sicilia Futura, scontenta per non aver ricevuto la considerazione desiderata, è andata ad ingrossare le file dell’opposizione.
Il problema più grosso per Crocetta è rappresentato dalle critiche in casa propria, soprattutto da parte dei renziani. Sembra che la volontà di Davide Faraone potrebbe vincere sulla opportunità di portare a compimento naturale questa legislatura. Si tornerà a trattare in sede nazionale per verificare se il voto anticipato è una strada percorribile.

I quattro assessori legati all’area del Premier restano sulla soglia di Palazzo d’Orleans, in attesa evidentemente di una indicazione dai vertici della loro corrente. Al punto che hanno dichiarato di partecipare alla riunione di Giunta della settimana appena passata nella speranza di un ricongiungimento tra le fazioni interne al Pd.

Il Governo Crocetta fin dall’inizio ha mostrato debolezza a causa dei continui dissidi tra i partiti che lo hanno sostenuto e all’interno degli stessi. L’unico collante che ha obbligato i componenti dell’esecutivo ad andare avanti è stata la necessità di affrontare e cercare di risolvere le continue emergenze dovute alla cronica mancanza di denaro nelle casse della Regione. Disagi politici che si sono stati avvertiti anche a Roma, dove è stato rinviato il vertice di Palazzo Chigi sui conti in rosso della Regione.

Giuseppe Bruno, presidente dell’Assemblea del Pd siciliano, renziano ha detto che “C’è una sensazione di inaffidabilità riguardo al governo regionale”, “e questo probabilmente ha prodotto ancora una volta un irrigidimento da parte del governo nazionale. Ci si domanda il perchè si debbano trasferire risorse destinate esclusivamente a tappare i buchi di bilancio senza una programmazione di politiche di sviluppo e di crescita”. Subito la replica di Crocetta: “Sarebbe gravissimo – ha risposto il Presidente della Regione - se si confondesse il piano politico con quello istituzionale”.
 
Il coordinatore di Sicilia Futura Nicola D’Agostino incalza: “Siamo convinti anche noi che senza un raccordo forte con il governo nazionale, oggi non garantito, questa esperienza politica rischia di concludersi anticipatamente”. Di staccare la spina parla il coordinatore regionale di LabDem: “La schizofrenia politica in Sicilia ha ormai raggiunto livelli mai visti. Mentre si perdono 3 miliardi di euro dei fondi comunitari FSE, FESR e PAC, la classe dirigente siciliana è ancora impegnata, dopo quasi 4 mesi, nella limatura degli assetti del quarto governo Crocetta, che comunque non è ancora decollato – scrive in una nota Barbalace - L’Ars è un palcoscenico dove recitano guitti improvvisati”.
 
E prosegue: “Il Pd nazionale faccia staccare la spina a questo ulteriore inutile governo e avviare le procedure per commissariale la Regione. Contestualmente, si commissari il Partito Democratico in Sicilia, vittima delle incapacità di un gruppo dirigente privo di ogni forma di sensibilità politica e preda delle scorribande irresponsabili di alcuni propri rappresentanti regionali”. Dall’opposizione Forza Italia sollecita una decisa presa di posizione da parte dell’Area dissidente interna alla maggioranza e che “faccia finalmente ciò che è giusto fare, che è esattamente ciò che i siciliani si aspettano. Rosario Crocetta va mandato a casa. E’ giunto il momento della verità. Forza Italia non ha dubbi, chi la pensa allo stesso modo agisca di conseguenza". Come già riferito ieri, il Movimento 5 stelle e gli autonomisti del Mpa hanno annunciato una mozione di sfiducia”. Martedì prossimo a Sala D’Ercole la prossima seduta alle 16.

Articolo pubblicato il 21 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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