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Catania - Dehors, troppe restrizioni. Arriva il no secco degli esercenti
di Desirée Miranda

La Commissione comunale per il commercio ha chiesto una riunione urgente con il sindaco. Il presidente Balsamo: “Hanno complicato tutto, che lo ritirino subito”

Tags: Catania, Dehors



CATANIA - Ritiro immediato del regolamento comunale per i dehors e una riunione urgente con il sindaco perché si possa discutere insieme un nuovo regolamento. Sono queste le richieste che all'unanimità la Commissione comunale per il commercio ha deciso pochi giorni fa.

Dopo circa un anno di attesa, dopo il parere della sovrintendenza e dopo tanti rinvii, non si placano le polemiche per il nuovo regolamento che stabilisce come e quando i privati possono richiedere l'utilizzo del suolo pubblico. A chiedere il suo blocco sono soprattutto i commercianti riuniti nella Fipet, Federazione italiana pubblici esercizi e turismo che più volte hanno lamentato l'impossibilità di lavorare come dovrebbero, perché con il nuovo regolamento si prevedono una serie di restrizioni e obblighi che impedirebbero un buon svolgimento del servizio al pubblico.

“Dopo un anno ci aspettavamo qualcosa di diverso, ci aspettavamo che l'assessore Angela Mazzola (ndr. assessore al commercio) avesse lavorato con la Soprintendenza per migliorare le cose, non peggiorarle”, afferma il presidente della Commissione comunale commercio, Ludovico Balsamo. “Questa bozza non offre nuovi dehors, ma limita gli esistenti e di molto - aggiunge - Pensiamo a via Etnea o a piazza Mazzini in cui non sarà possibile mettere nulla, neanche le tende retraibili. Non è possibile farci dire dalla Soprintendenza cosa fare – lamenta ancora Ludovico Balsamo – in altre città con molti più monumenti di Catania come Milano e Roma, non è la Soprintendenza a dettare legge, perché permettiamo che ciò accada a Catania senza minimamente pensare alle esigenze dei commercianti, dei cittadini e dei turisti? Se questa è la strada scelta, noi non la sosteniamo”, dichiara.

Il nuovo regolamento prevede una tipologia di impianti differenti a seconda della zona in cui si intende fare attività commerciale all'aperto. Quattro le tipologie: A, B, C e D. La prima non prevede pedane né partizioni verticali e la copertura di ombrelloni o tende in aderenza all'edificio solo nel caso in cui queste non si sovrappongano agli elementi stilistici e decorativi di questi.

La seconda prevede la possibilità di una partizione verticale totalmente trasparente con copertura di ombrelloni o tende aderenti all'edificio solo nel caso in cui queste non si sovrappongono agli elementi stilistici e decorativi degli edifici.

La terza tipologia, invece, prevede la possibilità di pedane a partizione verticale totalmente trasparente aperta su tutti i lati, cioè non collegata alla copertura di ombrelloni o tende aderenti all'edificio, anche in questo caso, solo se queste non si sovrappongono agli elementi stilistici e decorativi degli edifici.

L'ultima tipologia, la D, prevede la possibilità di porre pedane e/o partizioni verticali totalmente trasparente chiusa su più lati, lasciando comunque il lato maggiore aperto e copertura stabile retraibile.

Secondo il regolamento solo le prime due tipologie possono essere posizionate nella zona del centro storico, mentre le tipologie C e D dovranno essere oggetto di apposita conferenza dei servizi e di autorizzazione da parte della Soprintendenza. “Hanno complicato tutto, che lo ritirino subito”, conclude Balsamo.

Articolo pubblicato il 24 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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