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Palermo - Rifiuti: tutti i numeri della Rap
di Gaspare Ingargiola

Il Bilancio 2014 dell’azienda che ha preso il posto dell’Amia si è chiusa con un utile di 202 mila euro. Le spese per il personale hanno inciso sui conti per 95 milioni di euro

Tags: Palermo, Rifiuti, Rap, Amia



PALERMO - Un bilancio 2014 in utile - pur trattandosi di una cifra non trascendentale, 202 mila euro - ma ancora tante difficoltà da affrontare. È stato un anno interlocutorio per la Rap, subentrata nel 2013 alla fallita Amia. Non è facile operare in una città dove le discariche abusive spuntano come funghi, la raccolta differenziata latita e i mezzi sono quelli che sono: vecchi e continuamente guasti, tanto che l’Amministrazione Orlando ha dovuto avviare una vasta opera di ammodernamento, con l’acquisto di compattatori, cassonetti, spazzatrici, autocarri e gru. Appena arrivati, dieci mezzi nuovi di zecca si sono dovuti fermare per essere sottoposti a taratura, portando al massimo la potenza dei bracci meccanici per sollevare i cassonetti, nei quali è stato trovato di tutto: dalle lavatrici ai frigoriferi, dagli sfabbricidi agli scooter e perfino una capra. “Un segnale – ha commentato con amarezza il presidente dell’azienda, Sergio Marino - di quanto sia necessario un cambiamento radicale nei comportamenti e nelle abitudini dei cittadini palermitani”.

I problemi, però, restano tutti sul tappeto: i lavoratori spesso e volentieri sono in stato di agitazione, le emergenze sono periodiche (dopo l’ultima, ad agosto, un dirigente è stato licenziato), Bellolampo soffre e i cittadini, che già pagano una Tari salata, non sono sempre soddisfatti. Una difficile opera di risalita che deve fare i conti con il bilancio e a volte anche con le incomprensioni con Palazzo delle Aquile su fatture ed espletamento dei servizi previsti dal contratto (basti pensare al tira e molla sulle manutenzioni stradali).

Il bilancio, come detto, presenta un utile di 202 mila euro, crediti per 36 milioni (33 dei quali avanzati presso il Comune), 5,5 milioni di liquidi arrivati grazie all’aumento di capitale del socio unico, un patrimonio netto di 8,7 milioni e un capitale sociale di 8,5. Anche i debiti sono consistenti: 37 milioni di euro, di cui 5,3 verso i fornitori e 19,3 in tributi. Le spese complessive ammontano a 125 milioni di euro, di cui ben 95 per il personale (salari e stipendi, oneri sociali, Tfr, quiescenza), 11 per i servizi, 7,7 per materie prime, 155 mila euro per il consiglio di amministrazione (84 mila) e il collegio dei sindaci (70 mila). La Rap, inoltre, possiede 2 mila azioni (per una valore di 20 mila euro) della Reset.

Nel 2014 sono state raccolte 310 mila tonnellate di immondizia, pari a circa 25.800 tonnellate al mese lungo 75 itinerari di raccolta con 60 autocompattatori grandi (22 metri cubici), 16 extragrandi (32 metri cubici), 4 semirimorchi compattanti, 14 minicompattatori, 12 autocarri. Tutti distribuiti su tre turni: dalle 5 alle 11; dalle 13,30 alle 19,30; dalle 22 alle 4 del mattino. I cassonetti sono 8.700 per una capacità complessiva di 12.800 metri cubici ma ce ne sono altri 2 mila in arrivo: dopo avere installato nei giorni scorsi i primi da 1.100 litri a Partanna Mondello, gli operai della Rap hanno proseguito con un’altra tranche nella Seconda Circoscrizione. Saranno un centinaio i contenitori da 1.700 litri che saranno posizionati a Settecannoli. “Nello specifico – ha precisato Marino - oltre via Antonino Laudicina, interverremo su via Messina Marina, via Massimiliano Kolbe, via Calogero Zucchetto e via Ammiraglio Cristodulo”. Inoltre, mentre il potenziamento della raccolta differenziata porta a porta (la cosiddetta “Palermo differenzia 2”) non ha ancora visto la luce, in questi giorni ha preso il via la campagna pubblicitaria contro l’abbandono in strada dei rifiuti ingombranti.

Chiudiamo con il budget 2015, che ammonta a 138,7 milioni di euro, di cui 106,6 per l’igiene ambientale, 14,8 per la manutenzione stradale, 8,4 per la sanificazione, 260mila euro per lo smaltimento degli Rsu, 2,5 milioni di ricavi dalla raccolta differenziata, 2,7 da altri ricavi indicati dal piano industriale, 3,3 per i servizi aggiuntivi. I costi di produzione includono 4,8 milioni per il carburante, 2,1 per il lavoro notturno, 300 mila euro per lo straordinario, 87 milioni per le retribuzioni.

Articolo pubblicato il 26 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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