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Mozione di sfiducia, ci sono già 27 firme
di Raffaella Pessina

M5S, Fi e Lista Musumeci e Gruppo misto: “Maggioranza sconclusionata”. A fare la differenza potrebbero essere i 13 deputati renziani

Tags: Ars, M5s, Forza Italia, Lista Musumeci, Gruppo Misto, Marco Falcone, Rosario Crocetta



I gruppi del Movimento Cinquestelle e di Forza Italia all’Assemblea regionale siciliana hanno depositato presso la segreteria generale di Palazzo dei Normanni, la mozione di sfiducia al presidente della Regione Rosario Crocetta, così come preannunciato nel corso di una conferenza stampa questa settimana. Si tratta per i grillini della terza in tre anni. Per essere accettata la mozione, come da regolamento, richiedeva la sottoscrizione del documento da parte di almeno diciotto deputati.
 
Fino a ieri mattina il M5S, promotore dell’atto, aveva avuto difficoltà a reperire proprio la diciottesima firma, a causa delle resistenze del capogruppo di Lista Musumeci, Santi Formica, che alla fine non ha siglato la mozione, al contrario dei colleghi Gino Ioppolo e Nello Musumeci. Alla fine invece il numero è stato raggiunto e le firme sono diventate 27.
 
Oltre alle firme dei 14 parlamentari Cinquestelle in calce alla sfiducia ci sono anche le firme degli otto deputati di Forza Italia, di Nello Musumeci e Giovanni Ioppolo (Lista Musumeci) e Girolamo Fazio (Misto). I grillini stimano che il testo arrivi in aula dopo l’otto dicembre.  “Siamo consci che il Bostik è nettamente più forte di tutte le malefatte di Crocetta. Noi, però, non potevamo non provarci – hanno dichiarato i grillini -  Lo dovevamo ai siciliani. Quantomeno faremo uscire allo scoperto i veri nemici della Sicilia e chi qui dentro recita solo una parte”.

Il capogruppo di Forza Italia all’Ars Marco Falcone ha detto che “L’atto di sfiducia non solo è stato condiviso, ma anche arricchito con tre punti che evidenziano la persistente incapacità di esecutivo e maggioranza: incapacità di Palazzo d’Orleans di spendere i fondi comunitari, con la conseguente restituzione di circa 1 miliardo e 600 milioni di euro; il conto consuntivo, che vede diminuite le entrate, diminuiti i crediti, aumentati i debiti e diminuito il conto patrimoniale, cioè la ricchezza della Regione, sino a toccare livelli negativi pari a -819 milioni al 31 dicembre 2014. Infine, le inadempienze amministrative e di governo che hanno causato la paralisi dei pubblici appalti, concorrendo a lasciare sulla strada ben 80 mila lavoratori negli ultimi due anni e mezzo”.

Gianfranco Miccichè, commissario di Forza Italia in Sicilia, ha detto che “La mozione di sfiducia è una scelta obbligata alla quale ci richiamano la nostra dignità e i nostri elettori. Al fallimento del quarto tentativo di governo della Sicilia in tre anni da parte del presidente Crocetta e di una maggioranza sconclusionata e avida di potere, di fronte a risultati disastrosi, Forza Italia dà seguito a quanto preannunciato nel luglio scorso, presentando la mozione di sfiducia nei confronti del governatore, con l’obiettivo di chiudere definitivamente la porta alla peggiore gestione di sempre. Ormai Crocetta è un pupo nelle mani del Pd e dell’Udc, partiti che si stanno mangiando la Sicilia.”. Ma quale sarà l’esito della mozione in Aula, questo è tutto da vedere.
 
Mentre i grillini prevedono intorno all’8 dicembre il momento della discussione in Aula, in effetti la mozione potrebbe passare ad anno nuovo poiché dopo l’8 dicembre è prevista la sessione di bilancio, argomento che riveste carattere di priorità. Inoltre bisogna trovare i voti affinché l’Aula voti questa mozione: ne servono ben 46. Di sicuro non la voteranno il Megafono, la parte cuperliana del Pd, Udc e Nuovo Centrodestra. L’ago della bilancia potrebbe essere rappresentato dai renziani che sono 13 e da Sicilia Futura dell’ex Ministro Cardinale, prima dalla parte dei Crocetta, poi passato all’opposizione per non aver avuto condizioni soddisfacenti nel nuovo esecutivo. I giochi resteranno aperti e Crocetta avrà quindi ancora un po’ di tempo per recuperare alcuni rapporti e far venire meno il quorum in Aula.

Articolo pubblicato il 28 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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