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Catania - Sostare, ancora in alto mare il contratto per gestire gli stalli
di Desirée Miranda

I revisori dei conti hanno fatto presente che non tutti i documenti richiesti gli sono stati consegnati. Tra l’altro, non si capisce se al canone di concessione dev’essere applicata l’Iva

Tags: Catania, Sostare



CATANIA - Passo avanti nella vicenda della società partecipata Sostare, anche se non si è ancora vicini alla fine della storia. Da una parte ci sono problemi con il contratto, dall’altro con i lavoratori.

Dopo tanti mesi di attesa e dopo anche l’accusa più o meno velata ai revisori dei conti additati per il ritardo nell’esprimere un parere sulla bozza del nuovo contratto, lo scorso martedì si sono espressi favorevolmente. Non proprio un via libera alla votazione in Consiglio comunale però, perché il parere dei revisori è stato dato senza che tutti i documenti richiesti per il parere venissero loro consegnati, quindi insieme al sì di Natale Strano e Fabio Sciuto (assente giustificato Carlo Cittadino) si sottolinea la necessità di una serie di provvedimenti e integrazioni che devono essere apportate e scritte sul contratto per la gestione della convenzione per l’affidamento in concessione, in house providing, degli stalli di sosta a tempo e a pagamento della manutenzione della segnaletica stradale verticale, degli impianti semaforici, del controllo della mobilità in aree pubbliche e servizi diversi nella città di Catania.

Ciò di cui i revisori sottolineano la mancanza nell’atto contrattuale è il parere legale reso dalla direzione Affari legali con la nota n.193835 dell’8 giugno 2015. Nella premessa della bozza di convenzione, invece, “non si trova alcun riscontro allegato degli ottomila stalli citati”.

Altri problemi si riscontrano in alcuni degli articoli della bozza e in particolare all’articolo 2 e all’articolo 26. Nel primo caso si riscontra una incongruenza nella data di fine convenzione, poiché nell’articolo 2 si fa riferimento al 2020 mentre all’articolo 26 vengono previsti canoni progressivi a favore dell’ente fino al 2019.

In riferimento allo stesso articolo, inoltre, si chiedono chiarimenti in merito alla definizione di canone e/o corrispettivo onnicomprensivo e se il definito “canone di concessione e corrispettivi dei servizi” previsto a favore dell’Ente “deve essere inteso solo ed esclusivamente quale canone ovvero corrispettivo a cui deve essere applicata l’Iva”, si legge sul documento dei revisori.

In ultimo, con riferimento all’articolo 27 della bozza di convenzione si pensa alla soddisfazione della gente che utilizza il servizio, quindi si invita l’Ente e prevedere contrattualmente apposite clausole volte a rilevare azione periodiche del grado di soddisfazione dell’utenza secondo metodologie scientificamente riconosciute.

Perché la firma di tale contratto non aggravi la situazione dei conti comunali, inoltre, i revisori invitano l’amministrazione ad “adottare i conseguenti provvedimenti sule richiamate azioni del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale al fine di non pregiudicare il processo di risanamento finanziario, ovvero provvedere a una nuova rimodulazione del Piano steso ai sensi di quanto previsto dal DL 243-bis e smi del Tuel”, si legge ancora sul documento.

Intanto per i lavoratori ancora incertezze perché, a causa dell’assenza per impegni istituzionali dell’assessore al bilancio Giuseppe Girlando, è stato rinviato l’incontro tra la commissione consiliare Partecipate ed i sindacati che avrebbe dovuto chiarire i piani amministrativi per il futuro dell’azienda.

Articolo pubblicato il 28 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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