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Consumo di petrolio nel mondo 4,7 barili in media per abitante
di Redazione

Statistiche pubblicate nel World Oil & Gas Review di Eni. Marcate disparità per area geografica. Il Nord America è l’area con la domanda più elevata: 3 volte l’Europa

Tags: Petrolio, Eni



Nel 2013, ciascun abitante del pianeta ha consumato in media 4,7 barili di petrolio.
Come ogni media statistica, anche quella del “consumo medio” nasconde forti disparità nella distribuzione tra Paesi. Infatti, mentre nei paesi industrializzati (area OCSE) ogni persona arriva a consumare in media 13,3 barili l’anno, nei Paesi non OCSE riesce a consumarne in media 2,8, ovvero circa 5 volte meno dei primi.
A livello di singoli Paesi o aree geografiche, poi, la disparità è ancora più marcata.

Infatti, nell’anno 2013, i consumi totali di petrolio dell’area del Nord America (30,6 mb/g) sono dello stesso ordine di grandezza di quelli dell’area asiatico pacifica, in cui sono incluse Cina e India (29,8 mb/g). Questi dati, però, ci dicono poco sul disequilibrio dei consumi se non si considera il numero di persone che abitano questi paesi e se non si osservano i dati relativi al consumo pro capite. Questo indicatore rivela l’esistenza di grandi disparità tra aree geografiche.
Il Nord America è l’area in cui il consumo di petrolio pro capite è maggiore (nel 2013, in media, nordamericano ha consumato 22,3 barili all’anno).

In sostanza, mediamente ogni cittadino nordamericano consuma quasi il triplo di un cittadino europeo (8,1 barili all’anno), più di 8 volte il consumo di un cinese (2,7 barili all’anno), più di venti volte il consumo di un cittadino indiano (1 barile all’anno) e più di 106 volte quello di un abitante dell’Etiopia (0,2 barili all’anno). Da questi pochi dati emerge chiaramente che nel Nord America ogni persona consuma tanto petrolio, forse troppo, e sarebbe opportuno utilizzare tecnologie più efficienti e risparmiare energia. Gli Stati Uniti ne sono consapevoli e, proprio in questi ultimi anni, hanno deciso di darsi obiettivi di riduzione dei consumi per chilometro delle loro macchine, le più assetate a livello mondiale. Pensate che, solo per muoversi con le auto e trasportare merci con furgoni e autocarri, gli Stati Uniti utilizzano circa un decimo dei consumi mondiali annuali di petrolio.  

Ma torniamo all’analisi dei consumi di greggio per persona. Negli ultimi 10 anni il consumo medio mondiale pro capite è diminuito, seppur di poco, passando da 4,8 barili del 2005 a circa 4,7 barili del 2013. Nei paesi OCSE questo indicatore è risultato sostanzialmente stabile fino al 2007, poi ha iniziato a decrescere, anche a causa della crisi economica. In Cina, i consumi per persona sono aumentati in dieci anni, anche se rimangono a livelli molto bassi. Considerando che stiamo parlando di un Paese con una popolazione di circa 1,4 miliardi di abitanti, possiamo dire che è stata una crescita poderosa e di grande impatto a livello mondiale (e lo abbiamo visto quando, in precedenza, abbiamo analizzato l’andamento dei consumi totali nel periodo 2004-2013). Nei Paesi dell’Africa e dell’area asiatico pacifica, invece, i consumi per persona sono cresciuti molto poco e rimangono, quindi, estremamente bassi, rispettivamente pari a 1,4 e 2,8 barili all’anno per persona. è un chiaro segnale della povertà e delle condizioni di vita estremamente disagiate che continuano ad affliggere queste  popolazioni.

Quello che finora abbiamo visto sono solo alcuni dei numerosi dati disponibili per singolo Paese. Chi volesse approfondire questi argomenti può trovare utili e dettagliate statistiche nel World Oil & Gas Review di eni.

Ci rimane da soddisfare un’ultima curiosità: come è andata in Italia la domanda di petrolio in questi ultimi anni?
Osservando l’andamento dei consumi nel periodo di riferimento 2004-2013, si può notare che a partire il trend è in costante diminuzione.
La decrescita della domanda di petrolio in Italia è principalmente dovuta alle scelte energetiche del Paese. Infatti  il gas naturale - anche per i vantaggi ambientali che lo caratterizzano – ha gradualmente preso il posto del petrolio come fonte fossile nella produzione di energia nel settore della generazione elettrica, nel settore dell’industria e anche nel riscaldamento degli edifici.

Nel 2008 e 2009, inoltre, anche l’Italia, come gli altri Paesi industrializzati, è stata investita a partire dalla crisi economico-finanziaria. Nel 2010, però, la tendenza alla diminuzione è rimasta confermata e non si sono osservati “rimbalzi” dei consumi, come in altri Paesi. Anche nel nostro Paese, quindi, possiamo dire che forse abbiamo raggiunto il picco dei consumi di petrolio (nei primi anni 2000) e che per gli anni a venire ci si attende, con elevata probabilità, una ulteriore diminuzione, o una sostanziale stabilità della domanda di petrolio.

Articolo pubblicato il 27 novembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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