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Così la Regione uccide il termalismo
di Chiara Borzì

Da 5 anni in attesa di privatizzazione, Acireale e Sciacca, indebitate per 20 mln €, regalano 3 mln di turisti alla Toscana. Restano attivi 9 stabilimenti per 440.000 presenze contro 1,7 mln di Montecatini

Tags: Terme, Sicilia, Turismo



È un danno inquantificabile quello che la Regione sta infliggendo al proprio patrimonio termale. Due tra i più importanti centri presenti nel nostro territorio, Acireale (Ct) e Sciacca (Ag), continuano a vivere in un limbo determinato dall’assenza dei tanto attesi bandi di assegnazione, che il governo regionale ha in mente di pubblicare da oltre 5 anni, senza però aver mostrato - ad oggi - una volontà concreta verso la cessione delle proprietà.
La Sicilia poteva contare sulla presenza di undici complessi termali, oggi depotenziati dalle assenza di Sciacca e Acireale, e questa realtà non ci mette più da tempo in condizione di confrontarci con le grandi città del termalismo come è ad esempio Montecatini, che sebbene colpita anch’essa dalla crisi, riesce ancora a far registrare oltre un milione di presenze nelle proprie strutture contro le circa 400mila dell’intera Sicilia.
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Articolo pubblicato il 01 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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