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Quotidiano di Sicilia

Commissioni Ars, nominati i presidenti
di Raffaella Pessina e Patrizia Penna

La lunga maratona è iniziata nel tardo pomeriggio di ieri. Salvatore Cascio (Affari istituzionali), Vincenzo Vinciullo (Bilancio)

Tags: Ars, Salvatore Cascio, Vincenzo Vinciullo, Raffaele Cantone, Antimafia, Marcello Greco, Giuseppe Laccoto



Nel tardo pomeriggio di ieri, è iniziata all'Ars la "maratona" finalizzata alla nomina dei presidenti delle commissioni parlamentari.
 
Salvatore Cascio è stato eletto presidente della prima commissione Affari istituzionali all'Ars. L'esponente di Sicilia Futura ha ottenuto 9 voti superando al ballottaggio Margherita La Rocca Ruvolo (Udc) che si è fermata a 5 preferenze. Il primo turno di votazione si era chiuso con Cascio e La Rocca Ruvolo a 5 voti, Giovanni Di Giacinto (Megafono-Pse) 4 voti. I due vicepresidenti e il segretario saranno eletti in un secondo momento.
 
Vincenzo Vinciullo (Ncd) è stato eletto presidente della seconda commissione Bilancio dell'Ars: ha ottenuto 9 voti, superando alla prima votazione Giovanni Di Giacinto (Megafono-Pse) che si è fermato a 4 voti.
 
Giuseppe Laccoto (Pd) è stato eletto presidente della terza commissione Attività produttive dell'Ars. Laccoto ha ottenuto 14 voti su 14 presenti. Mariella Maggio (Pd) è stata eletta presidente della quarta commissione Territorio e Ambiente dell'Ars. Maggio ha ottenuto 8 voti, superando alla prima votazione il presidente uscente Giampiero Trizzino (Movimento 5 Stelle), che si è fermato a 7 preferenze.

Marcello Greco (Sicilia Futura) è stato eletto presidente della quinta commissione Cultura Formazione e Lavoro all'Ars. Greco, presidente uscente, alla prima votazione ha ottenuto 8 voti superando Margherita La Rocca Ruvolo (Udc) che si è fermata a 7 preferenze.
 
Mariella Maggio guiderà la commissione Ambiente e Territorio.
 
Giuseppe Digiacomo è stato confermato alla guida della commissione Sanità.
 
A Concetta Raia va la presidenza della commissione UE

Ieri è stato anche il giorno della visita in Sicilia del presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, che è stato ascoltato in commissione regionale Antimafia dell’Ars.

È stata l’occasione per fare il punto della situazione sui vari temi tra cui quello dei beni confiscati alla mafia. “Un’occasione sprecata – l’ha definita Cantone - L’utilizzo dei beni confiscati deve essere una strategia antimafia intelligente; i beni vanno conservati se no i cittadini pensano che la mafia porta ricchezza, mente lo Stato no. Non bisogna dare l’impressione che laddove fanno affari la mafia e la camorra - ha concluso - anche pezzi dello Stato possano fare affari”.

Cantone ha parlato di “criticità” nel sistema dei rifiuti in Sicilia:  “non sempre vige il rispetto delle norme sugli appalti. Il sistema di proroga delle Ato sta finendo per creare qualche problema. Intendiamo pronunciarci su questo punto con un provvedimento che rivisiti l’intera situazione, che è così complessa che si fa fatica a capire da dove partire” ha concluso Cantone.

Il Presidente ha parlato anche delle perplessità sollevate dal fatto che “Le cooperative che hanno vinto molti degli appalti nelle Asp siciliane avevano dei riferimenti in uno dei gruppi coinvolti con Mafia capitale” e ha avvertito che sono state fatte segnalazioni all’autorità giudiziaria.

Sulle legge sugli appalti, impugnata dal Consiglio dei Ministri Cantone ha rilevato come “Gli interventi legislativi regionali in materia di appalti finiscono per produrre complicazioni. Si tratta di una materia di competenza esclusiva dello Stato centrale. Il sistema messo in campo dalla legge rischiava di avere un effetto non del tutto comprensivo e di essere in contrasto con le regole della Ue”.

Intanto, prosegue il blackout dei computer della Regione per l’interruzione del servizio da parte dei server deciso dall’ex socio privato della partecipata Sicilia e- servizi, per i mancati pagamenti. Inutile elencare i vari disservizi. “una situazione vergognosa – l’ha definita Antonino Ingroia, al vertice di Sicilia e servizi - qualcuno dovrà rispondere dell’enorme danno arrecato che ogni ora che passa aggrava sempre di più i disagi”. Dure critiche sono pervenute dal capogruppo di Forza Italia, Marco Falcone: “era noto a tutti che il contenzioso tra socio privato e Regione, in corso da anni, avrebbe causato prima o poi il blackout se non si fosse raggiunta una soluzione, “ma sia il presidente di Sicilia e-servizi Ingroia, che Crocetta, nulla hanno fatto per sciogliere il nodo in tempo utile, superando una situazione da molti mesi potenzialmente esplosiva. Se nei confronti del presidente della Regione abbiamo presentato formale mozione di sfiducia, chiediamo a Ingroia di assumersi le proprie responsabilità e di lasciare il vertice dell’agenzia”.

Articolo pubblicato il 02 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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