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Gestione rifiuti, siamo alla resa dei conti
di Rosario Battiato

L’allarme del presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, sulla corruzione nel settore e l’interesse della nuova mafia. Sono da rivedere anche tutte le procedure di passaggio degli 11mila lavoratori da Ato a Srr

Tags: Rifiuti, Sanità, Raffaele Cantone, Anac



PALERMO – Un assalto che prosegue da mesi e punta dritto alla guida della gestione. La carrozza dei rifiuti siciliani, appesantita da anni di spreco e illegalità, è ormai stretta dagli attacchi molteplici, coordinati da Roma e più di recente anche da Palermo, e potrebbe presto essere costretta ad accostare per mancanza di fiato. Corruzione, sostenibilità economica, carenza nella raccolta, starebbero in cima alla lista dei pesanti fardelli che potrebbero condurla all'immobilità.

Nei giorni scorsi è stato Raffaele Cantone, sentito a Palazzo dei Normanni dalla Commissione regionale Antimafia dell'Ars, a sottolineare le criticità legate alla corruzione siciliane. Il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione ha fatto, infatti, riferimento ai “molti fronti che riguardano la Sicilia”. In accordo con la Commissione antimafia isolana ha ribadito che “il livello di trasparenza degli enti pubblici non è alla pari con altre realtà italiane, io credo che su questo punto bisogna provare a far capire l'importanza della trasparenza perché non solo è un fatto di negligenza ma anche di sottovalutazione culturale”.

In cima alle preoccupazioni proprio sanità e rifiuti, considerati come terreni franchi in cui la corruzione ha potuto agire indisturbata. “Abbiamo verificato – si legge nelle dichiarazioni riportate da Askanews –  che non sempre c'è il rispetto delle norme sugli appalti, c'è il sistema della proroga degli Ato che sta finendo per creare qualche problema. Ma noi su questo punto intendiamo pronunciarci con un provvedimento che ha fatto un esame approfondito dell'intera situazione, che è di una complessità tale, che si fa fatica a capire da dove partire”. Un concetto ribadito da Nello Musumeci, presidente della Commissione, che ha dichiarato come la corruzione sia ormai nell'ambito di interesse del “potere della nuova mafia”.

Anche la cronaca, ancora una volta, ha confermato l'elevato stato di criticità presente nel sistema dei rifiuti. Il caso più recente è quello della discarica di Mazzarà Sant'Andrea nel messinese che era finita al centro della denuncia del sindaco di Furnari per la grave situazione ambientale. Un caso che ha riguardato da vicino anche gli interessi del clan dei Mazzarroti e di imprenditori e politici a loro legati. Proprio per il processo scaturito dall'operazione “Vivaio”, la corte di Cassazione, verso la metà di novembre, ha confermato le condanne decise in appello e alcune prescrizioni. Il processo, considerato il primo per ecomafie in Sicilia dopo l'approvazione della legge dello scorso maggio, ha sostanzialmente confermato la sentenza d'appello del marzo dello scorso anno. Sotto la lente di ingrandimento dei magistrati il business della discarica, gli appalti sui lavori e lo smaltimento del “pastazzo”.

Altra immensa grana da risolvere è quella del personale. Il tema è stato ripreso alla fine di novembre da Vania Contrafatto, assessore regionale ai Rifiuti, che in una dichiarazione al Gds ha ribadito che “le dotazioni organiche devono indicare precisamente funzioni, mansioni, fabbisogno e sostenibilità economica. Non è più il tempo delle furbate”. Tutto da rifare, o quasi, per la procedura che prevede il transito di circa 11mila dipendenti da Ato a Srr (anche se al momento solo 4 su 18 di queste ultime risultano in regola con tutte le procedure).
 
Il messaggio è chiaro: nessun passaggio diretto del vecchio personale, ma un piano preciso che metta assieme costi e la loro copertura. Ieri hanno parlato anche i sindacati che all'Adnkronos hanno dichiarato l'imminenza di un altro incontro con l'assessore e con i commissari straordinari per “definire le dotazioni organiche delle Ato rifiuti”. Per Agostino Falanga, commissario straordinario della UilTrasporti Sicilia, devono tornare “in servizio tutti i lavoratori del settore Igiene ambientale che sono stati ingiustamente licenziati”.

Articolo pubblicato il 03 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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