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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Ecco il piano dell'Amministrazione per il rilancio del settore culturale
di Gaspare Ingargiola

Servizi riuniti sotto la direzione di un unico ufficio e riorganizzazione in quattro distinti settori. Nel 2015 costi di gestione pari a 3,7 mln di € e incassi inferiori ai 100 mila €

Tags: Palermo, Cultura, Leoluca Orlando



PALERMO – In città i luoghi della cultura sono sfruttati poco e male. E così la Giunta comunale ha approvato un atto di indirizzo con le nuove linee guida per gestirli, sotto la direzione di un unico ufficio e riorganizzarli in quattro settori: spazi espositivi, teatrali-performativi, bibliotecari-archivistici ed etnoantropologici. Previsti diversi bandi di gara per incrementare efficienza e produttività di sale, teatri e palazzi storici.

Proprio questo punto, infatti, è stato una delle note dolenti della relazione dei Revisori dei conti sul Bilancio di previsione 2015. Quest’anno i Musei e gli spazi espositivi comunali hanno fruttato appena 96 mila euro di incassi a fronte di un esborso di 3,75 milioni per mantenerli: è stato coperto soltanto il 2,56% delle spese contro il 2,76% del 2014. Più in generale, i servizi a domanda individuale come asili nido, impianti sportivi o mercati generali non riescono ad essere autosufficienti mentre come sottolineato dai contabili “in altre realtà del nostro Paese, e ancor di più all’estero, spazi di qualità affidati a soggetti dotati di doti organizzative e imprenditoriali danno risultati assai diversi”.

Serve un’inversione di tendenza, dunque e si può spiegare anche così l’atto di indirizzo di Palazzo delle Aquile, che il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore alla Cultura, Andrea Cusumano, hanno definito “una vera e propria riforma del sistema cultura dell’Amministrazione”.

“In un periodo – hanno aggiunto - in cui sono scarse le risorse attribuite alla cultura a livello nazionale e regionale, muoversi sul sistema di gestione diventa un modo per sostenere questo importantissimo elemento della vita cittadina e la sua funzione per lo sviluppo della comunità”.

Il polo teatrale cittadino avrà sede nel quartiere Ballarò presso i giardini e gli uffici dell’ex Chiesa dei santi Crispino e Crispiniano, dove sorgerà anche un Teatro municipale di figura. Ci saranno un bando per la gestione e uno per la caffetteria, mentre la Reset si occuperà dei giardini. Il Teatro Garibaldi alla Kalsa diventerà Teatro municipale europeo del Mediterraneo e sarà affidato tramite un bando con una programmazione minima di sei mesi di spettacoli e l’adesione firmata degli artisti coinvolti, anche se l’amministrazione riserverà per sé alcune giornate.
 
Rimane l’archivio Franco Scaldati, mentre il Teatro Montevergini diventerà Teatro municipale delle culture e ospiterà la scuola del Teatro Biondo. Anche qui c’è il bando. Il complesso dei santi Euno e Giuliano sarà invece un Teatro municipale di sperimentazione e performance e farà parte di un percorso culturale alla Kalsa, che coinvolgerà lo stesso Garibaldi e lo Spasimo, con la possibilità di ospitare il Centro Palermo Manifesta 12. Sempre mediante bandi pubblici la Sala Perriera ai Cantieri culturali alla Zisa diventerà Teatro municipale di sperimentazione sonora, mentre la Sala De Seta, sempre ai Cantieri, sarà il Cinema municipale De Seta e Casa del cinema, con eventuale servizio di ristorazione o caffetteria. Lo Spasimo sarà infine definito come Casa delle musiche.

Passiamo al polo espositivo. Il direttore della Galleria di arte moderna gestirà anche “Gam Giovani”, uno spazio mostre temporanee aperto ai giovani artisti sul modello del Pac di Milano, con la possibilità di reperire fondi privati in cambio di pubblicità, di una mostra e di una sfilata in occasione della settimana della moda nel capoluogo lombardo. Entrano nel polo anche la gipsoteca di Palazzo Ziino (con l’ipotesi di trasferire la collezione presso l’Accademia di belle arti usando gli spazi liberati come sala espositiva di mostre temporanee), la Zac (quale Galleria municipale di arte contemporanea, sempre sul modello del Pac), l’Ecomuseo del Mare, le Botteghe e il Padiglione 18/A dei Cantieri (che sarà messo in sicurezza da Coime e Reset) come Galleria municipale di sperimentazione.

Il polo archivistico includerà la Biblioteca centrale, le biblioteche decentrate, l’Archivio storico, la Biblioteca delle arti ai Cantieri e una parte dell’ex collegio San Francesco ancora da completare per farne la nuova sede dell’archivio.

Il polo etnoantropologico ingloberà infine il Museo Pitrè (che potrebbe ospitare la collezione del Museo Pasqualino), il Palazzo Tarallo (per istituire uno sportello del Suap per il quartiere Ballarò) e un’altra porzione dell’ex collegio San Francesco.

Articolo pubblicato il 03 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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