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Messina - Messinambiente e Ato3 ad Amam: passaggio concluso entro dicembre
di Lina Bruno

La trasformazione, primo step per la costituzione di Multiservizi, sarebbe dovuta avvenire entro luglio. Dubbioso Foti, segretario Filctem Cgil: “Chieste delucidazioni su sostenibilità economica”

Tags: Messina, Messinambiente, Amam



MESSINA - Entro il 31 dicembre, con il passaggio di funzioni e personale di Messinambiente ed Ato 3 ad Amam, si dovrebbe concludere il primo step per la costituzione della Multiservizi. Due delibere di Giunta dello scorso marzo hanno dato il via al percorso verso un’unica entità giuridica che dovrebbe gestire con l’affidamento in “house providing” rifiuti, servizio idrico e in un secondo tempo anche trasporto pubblico.

La prima fase si doveva completare entro luglio ma problemi non risolti sulla forma giuridica, statuto, business plan e passaggio del personale hanno bloccato tutto per non parlare delle varie emergenze dallo smaltimento dei rifiuti alla crisi idrica.
Ma se l’assessore all’ambiente Daniele Ialacqua è sicuro che stavolta i tempi saranno rispettati dall’altra c’è da essere scettici sul fatto che in poche settimane la Giunta possa produrre una delibera che passi agevolmente in  Commissione e in Consiglio.
“Abbiamo chiesto delucidazioni sulla sostenibilità economica di questa operazione – sottolinea Pino Foti, segretario della Filctem Cgil - perché non crediamo che l’Amam possa gestire nuove competenze e il passaggio dei 516 lavoratori di Messinambiente oltre i 51 dell’Ato.”

Per questi ultimi in realtà il 30 luglio era stata firmata dal sindaco Renato Accorinti un’ordinanza che ne sanciva il trasferimento all’Amam ma i revisori dei conti avevano sottolineato che “era necessaria l’approvazione di un Piano industriale complessivo che tenesse conto, oltreché della compatibilità con la situazione economico-patrimoniale della società, anche delle previsioni di distribuzione di utili  indicate nel Piano di Riequilibrio in fase di valutazione”.

“Questo passaggio è stato avviato ma mai completato ricorda - Francesca Fusco segretaria provinciale dell’ Or.Sa servizi - malgrado ci sia una delibera di Giunta che sancisca il trasferimento dei servizi dell’Ato all’Azienda meridionale acque”.

Tutto quindi è ancora nebuloso se si considera la situazione dell’Amam e le resistenze che si stanno registrando tra i suoi vertici. Una partecipata ricorda Foti che all’interno non ha più figure operative, ad esempio dispone di un solo elettricista e che quindi è costretta a dare in appalto tutte le manutenzioni con cottimi fiduciari da quattro milioni e mezzo l’anno.

Con il passaggio dei lavoratori di Messinambiente e Ato il problema non sarebbe superato se non con una rivoluzione nella distribuzione delle mansioni che scatenerebbe altri contenziosi. A questo si devono aggiungere i costi dell’emergenza idrica, con i 550mila di euro che Amam deve sborsare e tutte le spese per rivedere l’intero sistema di distribuzione. Il fatto che l’acqua sia tornata in città con un impianto provvisorio non fa scordare ai messinesi che c’è un problema strutturale che va affrontato in modo rapido e definitivo.

Non meno problematica la situazione all’interno di Messinambiente, travolta da un inchiesta giudiziaria, su cui incombe un pignoramento di quasi 30 milioni di euro e un liquidatore, Giovanni Calabrò, costretto a fare l’amministratore per garantire i servizi essenziali.

Gli uffici della partecipata stanno lavorando alla transizione ma qui si devono fare i conti con i centinaia di contenziosi avviati dai dipendenti per i passaggi di livelli, con i mezzi insufficienti e periodicamente danneggiati, con gli affidamenti esterni malgrado l’abbondanza di dipendenti, con l’ impianto di Pace bloccato dalle denunce e quello di selezione che l’Ato non vuole cedere. C’è poi il caso del reintegro di Natale Cucè, direttore tecnico licenziato dall’ex amministratore Alessio Ciacci, che doveva essere distaccato all’Amam, ricorda Calabrò secondo precisi accordi, proprio per seguire le procedure del passaggio del personale tra partecipate, ma che ancora è a Messinambiente.

Articolo pubblicato il 03 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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