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Ars, mozione sfiducia. Slitta la seduta
di Raffaella Pessina

Micciché (Fi), intanto, prova a ricompattare il centro-destra siciliano. Rinvio dovuto ad impegni istituzionali di Crocetta

Tags: Ars, Rosario Crocetta, Gianfranco Miccichè, Marco Falcone



Slitta la seduta dell'Assemblea regionale, in programma oggi, con all'ordine del giorno la mozione di sfiducia al presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. Il rinvio è dovuto agli impegni istituzionali del governatore che sarà a Roma, assieme ai presidenti delle altre Regioni, per l'incontro col Capo dello Stato, Sergio Mattarella. La mozione, la terza in tre anni di legislatura con le prime due andate a vuoto, porta la firma dei deputati del M5s, di Forza Italia e della Lista Musumeci. Sarà la conferenza dei capigruppo, convocata per domani, a stabilire la nuova data per la discussione della mozione. Nella maggioranza c'è chi ipotizza un rinvio a dopodomani, ma il capogruppo di Fi, Marco Falcone, è contrario. "Quanti deputati sarebbero in aula venerdì? - dice - Meglio rinviare la mozione a martedì prossimo, questa è la proposta che farò domani in conferenza dei capigruppo". Oggi l’Assemblea regionale siciliana avrebbe dovuto finalmente riaprire i battenti dell’Aula parlamentare, ma non per approvare leggi.

Si tratta della terza mozione in ordine di tempo presentata dai Grillini in questa legislatura. Le prime due non sono andate a buon fine e c’è chi sa già che anche questa farà la stessa fine.

Il Presidente tira dritto per la sua strada e in questi giorni è a Roma per chiudere l’accordo con il governo nazionale che dovrebbe portare nelle casse regionali 1 miliardo e 400 milioni secondo quanto richiesto dal Governo per chiudere il bilancio di previsione per il 2016.

Dal 2017 questo stanziamento dovrebbe salire a 1 miliardo e mezzo di euro e rimanere stabile anno per anno, così da consentire la sopravvivenza della Sicilia. Ma Roma chiede certamente qualcosa in cambio: innanzitutto la revisione dello Statuto Speciale da apportare con legge Costituzionale. Tale revisione porterà fuori di dubbio alla cancellazione di alcune parti della autonomia finanziaria della Regione, peraltro mai attuata completamente. Diverse sono state le reazioni da parte di maggioranza ed opposizione. Negativi, ovviamente i giudizi degli autonomisti e degli indipendentisti, che si chiedono inoltre da dove verranno presi i soldi da dare alla Sicilia.
L’emendamento Salva Sicilia (così ormai viene soprannominato) si troverebbe all’interno della bozza della Legge di Stabilità, che prevede il trasferimento di funzioni per un ammontare di circa 800 milioni di euro. Roma restituirà le trattenute sulle buste paga degli statali che lavorano nell’Isola.

Intanto, sul fronte politico si registrano aspre polemiche all’interno di Forza Italia di Francantonio Genovese, l’ex segretario del Pd siciliano. Genovese, era finito sotto inchiesta dalla Procura di Messina per truffa e peculato in merito a finanziamenti che riguardavano il settore della formazione professionale in Sicilia. Il politico, che faceva parte del Pd, era stato sospeso e adesso ha deciso di traghettare in Forza Italia, seguendo il coordinatore Gianfranco Miccichè, che sembra aver dimenticato Grande Sud e si è riavvicinato al “vecchio” partito di appartenenza, Forza Italia, appunto. L’arrivo di Genovese in FI ha scatenato polemiche soprattutto negli ambienti romani e lo stesso Berlusconi pare non ne sapesse nulla. Prossimamente, nel corso di una riunione dell’ufficio di presidenza del partito la questione sarà affrontata per sedare gli animi e i malumori scatenati dalla mossa a sorpresa di Miccichè. Critica la Lega di Salvini sulla scelta, che viene ritenuta non condivisibile.

A proposito del partito della Lega si registra una dichiarazione dell’esponente siciliano Angelo Attaguile che mostra soddisfazione per la crescita dei consensi nei confronti del movimento Noi con Salvini. Ma avverte che non vi saranno eccezioni per gli ingressi e le adesioni: “Il nostro movimento è aperto a quanti sentano la missione di spendersi per il proprio territorio –ha detto  Attaguile- ma ribadisco che nel valutare le adesioni ci atterremo rigidamente alle regole che ci siamo dati sin dall'inizio: non più di due mandati da deputato alle spalle e nessuna condanna o procedimento penale a carico per le ipotesi di reato inserite nel Codice adottato dalla Commissione nazionale Antimafia. Abbiamo già detto no a diversi deputati che non possedevano questi requisiti”.

E lancia un messaggio non troppo velato: “Auspico – conclude Attaguile, che della Commissione nazionale Antimafia è il segretario - una condivisione di queste regole da parte di tutta la nostra coalizione al fine di non deludere le aspettative di rinnovamento dei siciliani".

Articolo pubblicato il 10 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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