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Quotidiano di Sicilia
Discariche, sempre problemi. Indagini sull'impatto ambientale
di Rosario Battiato

All’inizio del mese disposte ispezioni sul corretto smaltimento di percolato nei dodici siti isolani. Bellolampo, attesa per l’impianto che dovrà trattare i rifiuti prima del conferimento

Tags: Rifiuti, Discarica, Bellolampo, Vania Contrafatto



PALERMO – Un altro mese a tinte forti per i rifiuti siciliani. Dicembre è stato inaugurato dal decreto dell’assessore Vania Contrafatto che ha predisposto l’invio degli ispettori regionali nelle 12 discariche siciliane per monitorare la gestione del percolato. Entro un paio di settimane si attendono i risultati in un rapporto dettagliato che potrebbe portare alla luce ulteriori emergenze. Per metà gennaio, inoltre, è previsto l’avvio dell’impianto per il trattamento meccanico biologico dei rifiuti prima del loro conferimento in discarica a Bellolampo.

L’ultimo capitolo della vicenda percolato si era aperto lo scorso febbraio durante l’audizione dell’assessore regionale all’Energia e ai servizi di pubblica utilità davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. A una domanda precisa del presidente Alessandro Bratti, Vania Contrafatto aveva chiarito che per la discarica di Bellolampo, passata in gestione alla Rap dopo il fallimento dell’Amia, non era ancora stato realizzato un impianto di smaltimento del percolato. “Proprio per questo motivo, in questi giorni (eravamo alla fine di febbraio ndr) – riportava l’assessore –, abbiamo fatto partire le prime lettere con cui chiediamo a che punto essi siano e perché ancora non sia stato realizzato alcun impianto di trattamento del percolato”.

A distanza di nove mesi, come aveva giustamente fatto notare il M5S in una diffida presentata al dipartimento rifiuti e alla Rap, però non c’era stata alcuna novità in materia. “Da allora la situazione non si era sbloccata – ha scritto in una nota Claudia Mannino, deputata palermitana alla Camera –, fino all’invio della nostra diffida all’assessorato e alla Rap dello scorso 2 dicembre, con la quale intimavamo di risolvere la vicenda relativa all’impianto immediatamente, altrimenti avremmo depositato esposto in Procura per rifiuti di atti d’ufficio indifferibili per la loro importanza ambientale e sanitaria. Senza quell’impianto, infatti, Bellolampo non sarebbe conforme all’autorizzazione integrata ambientale e sarebbe costretta a chiudere. Per non parlare del danno erariale e del rischio ambientale e sanitario connesso al trasporto e alla gestione del percolato”. Due temi, questi ultimi, affrontati in commissione anche da Alessandro Bratti, particolarmente interessato alla questione del trasferimento del percolato isolano verso la Calabria “anche perché i contratti che si facevano per il trasporto erano contratti significativi e su alcuni di questi trasportatori sono state svolte delle indagini di cui avevamo le segnalazioni”.

In attesa che si concluda l’indagine degli ispettori, c’è già un nuovo allarme. Sempre a febbraio l’assessore Contrafatto aveva spiegato che a Bellolampo era “quasi concluso l’impianto per il trattamento meccanico-biologico dei rifiuti”. Un’operazione da 22 milioni di euro per un impianto collaudato lo scorso novembre e necessario per adeguare la discarica del capoluogo alla normativa vigente in tema di pretrattamento dei rifiuti, abbattendo l’impatto ambientale di quanto depositato in discarica.

“Ci è stato detto – ha spiegato Mannino – che entro metà gennaio partirà la linea compost e successivamente quella della biostabilizzazione. Noi monitoreremo ogni passaggio e a fine gennaio saremo di nuovo in impianto e ci aspettiamo che tutto sia disponibile alla nostra prossima ispezione. Se questo non dovesse verificarsi ci rivolgeremo alla Procura per l’accertamento delle responsabilità di questi ritardi, in quanto si tratta di atti indifferibili in virtù del loro impatto ambientale e sanitario”.

Articolo pubblicato il 10 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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