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Continua il duello sulla rotaia siciliana
di Rosario Battiato

Il Comitato pendolari contesta il contratto di servizio prossimo alla firma e denuncia i ritardi dei convogli sul nuovo orario. Piccata la risposta di Trenitalia: “I dati di un solo giorno sono stati viziati da un evento straordinario”

Tags: Rfi, Ferrovie, Infrastrutture, Trasporti, Sicilia, Trenitalia



PALERMO – È ancora uno scontro di cifre tra pendolari siciliani e Trenitalia dopo l’entrata in vigore dei nuovi orari ferroviari nei giorni scorsi. Il monitoraggio delle tratte, operato dal comitato dei viaggiatori, non ha fornito risultati nel nome dell’efficienza e della puntualità. Numeri che sono stati contestati da una nota di ieri dell’azienda che ha considerato “viziate” le rilevazioni perché dipendenti da cause non prevedibili. Sullo sfondo, intanto, si intravede l’ormai imminente firma del contratto di servizio tra Regione e Trenitalia che è attesa dal 2009 e che dovrebbe avvenire entro la fine dell’anno.

Il riepilogo delle tratte del primo giorno del nuovo corso ferroviario nell’Isola, diffuso dal comitato dei pendolari siciliani, non rincuora un assiduo frequentatore del trasporto su rotaia: 154 treni in anticipo, 44 in perfetto orario, 170 in ritardo, 11 soppressi, 370 i treno-chilometri cancellati, 1.804 minuti di ritardo accumulati pari a 30 ore. Il monitoraggio ha riguardato 297 convogli per diverse tratte: Palermo-Messina, Palermo-Agrigento, Trapani-Piraineto, Caltanissetta-Agrigento, Catania-Caltanissetta, Catania-Palermo, Messina-Catania-Siracusa e la Siracusa-Ragusa-Gela-Canicattì-Caltanissetta.

La risposta di Trenitalia è giunta nel pomeriggio di ieri. “I dati diffusi da un comitato pendolari siciliano – si legge nel documento –, sull’andamento dei treni regionali, sono viziati da un evento straordinario che rende poco significativo il rilievo statistico”. In particolare si fa riferimento al “rinvenimento di un cadavere sui binari a Palermo, poco dopo le 23 di domenica 13 dicembre”, che “ha generato ritardi per complessivi 939 minuti e ha provocato la cancellazione di 13 corse”. In attesa del nulla osta dell’Autorità giudiziaria, avvenuto soltanto il lunedì 14 alle 6.45, ha avuto come diretta conseguenza uno “stravolgimento del normale programma di circolazione”. Infine ultimo rilievo: “Assumere quindi i dati di quella sola giornata come elemento per valutazioni sul nuovo orario o sulle performance di Trenitalia ne inficia il valore”.

Non sembrano esserci comunque i margini per ricucire un rapporto che sembra ormai logoro tra utenza e servizio. Due giorni fa, in occasione della diffusione delle corse, il comitato aveva scritto una durissima nota in cui accusava la gestione del servizio ferroviario in mano alla Regione siciliana, che si è messa in cabina di comando dall’inizio di quest’anno in seguito all’accordo di programma firmato nel novembre dello scorso anno con i ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia. “Avevamo più volte rappresentato alla Regione – scrivono dal comitato –, di tenere presente due aspetti importanti: di fare molta attenzione perché Trenitalia avrebbe fatto valere tutto il suo peso di monopolista nella redazione del contratto di servizio per il trasporto ferroviario siciliano; e di stare molto attenti – conclude la nota – a non fare, con il nuovo contratto, il ‘Treno della Politica’”.

A commentare duramente i dati del comitato anche il M5S che ha inoltre contestato anche l’imminente firma sul contratto di servizio. Sia per il contratto ponte, cioè per il biennio che ci condurrà fino al 2016, che per il successivo contratto decennale, la pattuglia stellata rimarca alcuni punti critici tra cui la mancata programmazione e l’assenza di investimenti adeguati in nuovi treni.

Articolo pubblicato il 16 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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