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Alternanza scuola lavoro: intesa Miur-Confindustria
di Dorotea Di Grazia

Studenti di licei e istituti tecnici saranno coinvolti nelle aziende associate. Nel 2013-14 sono stati 211 mila i ragazzi inseriti

Tags: Miur, Confindustria, Scuola, Lavoro



CATANIA - La formazione scolastica sta cambiando: la pratica ormai va di pari passo alla teoria.
Molti istituti scolastici infatti hanno già cominciato a sviluppare percorsi di studio che danno la possibilità a ogni studente di inserirsi all’interno delle dinamiche lavorative aziendali.

È un nuovo modo di intendere l’istruzione che rende l’alternanza scuola-lavoro una pratica consolidata. Un ulteriore passo in avanti è stato fatto anche grazie al protocollo d’intesa firmato dal Miur e da Confindustria, durante il “JOB&Orienta 2015”, che permetterà agli studenti di licei e istituti tecnici di acquisire le abilità professionali utili per il mercato del lavoro. L’alternanza scuola-lavoro era già stata resa obbligatoria dalla legge di riforma del sistema di istruzione per gli studenti degli ultimi tre anni della scuola secondaria di secondo grado, e ora grazie al sostegno formale di Confindustria saranno coinvolte le aziende associate.

Il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha espresso tutta la sua soddisfazione per questa nuova alleanza con il settore industriale e ha affermato: “L’alternanza è uno strumento eccezionale per innovare l’impianto formativo della nostra scuola. Introduciamo per tutti i ragazzi la didattica “del fare e del progettare” e apriamo la scuola al territorio e all’innovazione. Si tratta di una tappa decisiva verso una maggiore e migliore occupabilità dei giovani. È un grande salto verso un orientamento che mostra subito ai ragazzi la strada per individuare e potenziare i loro talenti”.

Nel 2013-2014 gli studenti inseriti nelle aziende erano intorno ai 211 mila, mentre durante lo scorso anno il numero è cresciuto notevolmente visto che si è giunti a 270.555 ragazzi coinvolti nell’alternanza scuola-lavoro. Altri dati importanti riguardano i percorsi di studi “on the job” che nel 2014-2015 sono stati 11.585, facendo registrare un incremento del 12,79% rispetto all’anno precedente. Il Miur assicura che certamente in futuro saranno coinvolti molti più studenti, visto che da quest’anno l’alternanza diventa obbligatoria e visto che il finanziamento per questo importantissimo strumento didattico è salito sino a 100 milioni di euro.

Anche per le aziende e le imprese questo Protocollo è un passo in avanti, come sostiene Marco Gay, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria; l’alternanza infatti contribuirà ad accrescere lo sviluppo interno attraverso nuove competenze. Al contempo, però, le aziende chiedono maggiori garanzie al governo: sgravi fiscali, incentivi e non dover sostenere il peso di eventuali oneri.

Articolo pubblicato il 16 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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