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Messina - Sicurezza nelle scuole, 42 su 110 non hanno i requisiti
di Lina Bruno

Entro il 31 dicembre tutti i plessi dovranno dotarsi del certificato di prevenzione incendi (legge 128/2013). Per gli adempimenti il Comune deve stanziare circa 32 milioni di euro

Tags: Messina, Scuola



MESSINA - Le scuole messinesi vanno messe in sicurezza ma fare un piano per la manutenzione, senza risorse e senza padronanza progettuale, è complicato. Le criticità, note da tempo, sono riemerse dopo l’allarme lanciato dalla Direzione territoriale del lavoro e dai dirigenti scolastici, alla notizia che entro il 31 dicembre, tutti i plessi dovevano dotarsi, pena la chiusura, del certificato di prevenzione incendi, così come prescritto dalla legge 128/2013.

Per dotarsi del documento ogni scuola deve rientrare in tutti quei parametri di sicurezza logistica e infrastrutturale che la norma prescrive. Per evitare conseguenze estreme, in attesa di una proroga o della conferma che basti compilare un questionario, i presidi delle scuole non in regola stanno rivedendo l’organizzazione dell’orario di svolgimento delle lezioni prevedendo anche doppi turni e “aggirare” così la legge che non richiede certificazioni in caso di frequenza di un numero di allievi inferiore a 100 unità. Le scuole di proprietà comunale, materne, elementari e medie, che non possiedono i requisiti sono 42 su un totale di 110, ricorda l’assessore ai Lavori pubblici e protezione civile Sergio De Cola, e per gli adeguamenti sono necessari circa 32 milioni di euro. Una cifra esorbitante per le finanze del Comune peloritano, come per qualsiasi altro Ente locale forse, se pensiamo che in Bilancio si è potuto mettere solo una somma che si aggira intorno ai 300 mila euro. Ci sono pronte solo 15 progettazioni, ricorda ancora De Cola,  per le altre ci vogliono  ulteriori  risorse da impegnare e in ogni caso sembra che molti interventi straordinari sui plessi scolastici siano inseriti nel Piano triennale delle opere pubbliche. Per l’Amministrazione comunale la sicurezza degli edifici scolastici è una priorità ma serve l’aiuto di Regione e Governo nazionale perché possano erogare le risorse necessarie da impiegare nel settore.
 
Anche i dirigenti scolastici dovrebbero fare la loro parte, secondo De Cola, visto che dispongono di opportunità di accesso a finanziamenti che non sempre utilizzano, preferendo rivolgersi al Comune anche se si fulmina una lampadina. Sulla questione del Certificato prevenzione incendi  De Cola evidenzia che quando la questione è stata posta, ha convocato con una lettera tutti i soggetti coinvolti, tra gli altri anche i vertici della direzione  territoriale del lavoro e del comando dei vigili del fuoco, per trovare procedure alternative, visto che non c’erano  né i soldi né il tempo per sanare i vari casi, ma il tavolo tecnico è andato deserto. Gaetano Sciacca, dirigente dell’Ispettorato, ha chiarito ai consiglieri comunali Libero Gioveni Udc e Claudio Cardile Pd, che nella loro attività ispettiva hanno seguito la questione, che in realtà sembra sia stato Francesco Ajello, funzionario del Dipartimento manutenzione immobili comunali a segnalare alla stessa Direzione territoriale del lavoro e all’Asp le precarie condizioni di sicurezza di gran parte delle scuole di proprietà comunale.
 
Dopo questa sorta di “autodenuncia”, fatta pare all’insaputa dell’assessore Sergio De Cola, e constatata la non fattibilità degli interventi, Sciacca avrebbe deciso di inviare a tutti i dirigenti scolastici un questionario che possa servire a fare uno “screening” di tutti i plessi e capire quali siano le maggiori criticità da affrontare, mettendo a disposizione anche dei tecnici per la compilazione.
Il termine ultimo della consegna del questionario è il 31 dicembre a prescindere da un’eventuale proroga del Governo sulla scadenza per la presentazione dei Cpi.

In questa fase basterebbe quindi la sola consegna del questionario per evitare sia i doppi turni che la chiusura dei plessi.
Ma il problema strutturale nelle scuole resta e De Cola sull’intera vicenda vuole fare chiarezza a partire dalla lettera di “autodenuncia” partita da Palazzo Zanca e soprattutto tentare ancora il confronto, anche con gli organi di controllo, per trovare soluzioni praticabili in tempi brevi.

Articolo pubblicato il 17 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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