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Catania - Piano Fin.Co.Ge.Ro. in sospeso, la società si rivolge al Tar
di Melania Tanteri

Il progetto per la realizzazione di 176 appartamenti a Nesima è stato respinto dal Consiglio comunale. Arcidiacono: a Catania c’è fame di alloggi, ma meglio rigenerare quelli esistenti

Tags: Catania



CATANIA - Ancora in sospeso il piano costruttivo per la realizzazione di 176 alloggi in edilizia convenzionata. Quanto presentato da Fin.Co.Ge.Ro., per realizzare gli appartamenti a Nesima, e inizialmente respinto dal Consiglio comunale su proposta della Giunta comunale, è infatti tornato in aula la scorsa settimana.

Un passaggio veloce prima del ritiro della delibera, in seguito a quanto stabilito dal Tar, che ha accolto il ricorso presentato dalla società per via dell’assenza di alcuni documenti che, nonostante siano stati inviati nel 2014 alla Direzione Patrimonio del Comune di Catania, non sono stati trasmessi al Genio civile che, di conseguenza, non ha potuto inviare la pratica alla Regione. Si tratta, si legge nella delibera del Tribunale amministrativo, di alcune tavole che invece erano fondamentali per la trattazione dell’atto.

In particolare, a mancare sono carte relative alla procedura Vas e al parere di fattibilità da parte del Genio civile. Queste integrazioni, secondo i legali della Fin.Co.Ge.Ro., sarebbero stati prodotti già nel luglio 2014, per la Direzione patrimonio sarebbero invece ancora da produrre, tanto che la dirigente chiede gli atti con nota del primo dicembre 2015. Una mancanza che non avrebbe consentito agli uffici di via Lago di Nicito di inviare la documentazione all’assessorato regionale.

Una situazione delicata per due ordini di motivi: da una parte, infatti, nel caso in cui l’amministrazione non producesse i documenti e l’atto non tornasse in aula per essere nuovamente trattato, la Regione potrebbe nominare un commissario ad acta. Dall’altro, come ha evidenziato mesi fa l’esponente dell’opposizione, Manlio Messina, quanto stabilito dal Tar (la delibera è la 2124/15) ha comportato per il Comune il pagamento del 50 per cento delle spese, oltre al fatto che la delibera dovrà nuovamente essere discussa, per cui si sarebbe prodotto un “danno erariale certificato, quando bastava portare in aula l’atto completo”.

“Era pacifico – sottolinea l’esponente del gruppo Misto - che quelle tavole dovevano essere inserite e che il progetto andava valutato nella sua completezza”.

In ogni caso, l’amministrazione ha preferito ritirare l’atto, che avrebbe dovuto essere discusso lo scorso 10 dicembre, per completarlo in ogni sua parte. Forse pressata dai legali della Fin.Co.Ge.Ro. che in una delle note che costituiscono il corposo carteggio con gli uffici comunali parlano di  “grave violazione istruttoria”, nel caso in cui la proposta arrivasse nuovamente in Consiglio non corredata dai documenti mancanti.

Una volta nuovamente in Consiglio, in ogni caso, la proposta della Fin.Co.Ge.Ro potrebbe essere nuovamente respinta dall’aula. Alla base della bocciatura del Piano da parte dell’amministrazione, ci sarebbe infatti l’idea, sposata da buona parte dei Consiglieri, di evitare nuove costruzioni. Come aveva affermato Sebastiano Arcidiacono, vicepresidente del Consiglio, in occasione del primo voto.
“Quello che propongono i privati è cemento in più – aveva spiegato. È vero che a Catania c’è fame di alloggi, ma non bisogna costruirne di nuovi, piuttosto rigenerare l’esistente”.

Articolo pubblicato il 17 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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