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In Sicilia 26 milioni di euro dalla voluntary disclosure
di Redazione

Il gettito stimato per l’Erario su 477 mln di imponibile equivalenti allo 0,80% dell’importo nazionale. I dati sono stati resi noti dall’Agenzia delle Entrate

Tags: Voluntary Disclosure, Agenzia Delle Entrate



PALERMO - Oltre 26 milioni di euro di gettito stimato per l’Erario su un imponibile emerso di 477 milioni di euro di attività estere dichiarate e poco più di 1.000 istanze presentate all’Agenzia delle Entrate. Questi i numeri in Sicilia della voluntary disclosure, la procedura di collaborazione volontaria che consente ai contribuenti che detengono illecitamente patrimoni all’estero di regolarizzare la propria posizione fiscale, denunciando spontaneamente all’Amministrazione finanziaria la violazione degli obblighi di monitoraggio.

I dati sono stati resi noti dall’Agenzia delle Entrate: nel dettaglio, sono state presentate 1.022 istanze di regolarizzazione da contribuenti residenti in Sicilia, pari allo 0,79% del totale nazionale che conta circa 130 mila richieste pervenute all’Agenzia delle Entrate entro il termine del 30 novembre scorso. Le attività detenute illecitamente all’estero per le quali è stata chiesta la regolarizzazione ammontano in regione a oltre 477 milioni di euro, equivalenti allo 0,80% dell’importo nazionale, di cui circa 141 milioni derivano da attività rientrate in Italia. A differenza di quanto previsto da misure di emersione adottate nel passato, aderendo alla procedura di collaborazione volontaria il contribuente è tenuto a versare integralmente le imposte e gli interessi, con la riduzione delle sole sanzioni.

“L’operazione voluntary disclosure in Sicilia – si legge nella nota dell’Agenzia delle Entrate - ha quindi fruttato alle casse dello Stato un gettito stimato di 26,6 mln di euro, pari allo 0,69% del dato nazionale di 3,8 miliardi, ottenuto sommando imposte sui redditi, imposte sostitutive, Iva, Irap, ritenute e contributi, calcolati, al netto degli interessi, applicando aliquote medie prudenziali. A questi importi si aggiungono le sanzioni, tra cui quelle relative a violazioni della normativa sul monitoraggio fiscale. Il gettito effettivo sarà determinato successivamente dall’attività di accertamento, svolta dall’Agenzia delle Entrate, sulle istanze presentate, che saranno esaminate in contraddittorio con il contribuente stesso”.

La procedura di collaborazione volontaria per l’emersione dei capitali detenuti all’estero, avviata un anno fa con la legge 186 del 2014, si colloca sulla scia di una serie di misure, varate a livello internazionale, per potenziare il contrasto all’evasione internazionale e rappresenta “uno strumento in più di dialogo tra Fisco e contribuenti che intendono intraprendere la strada della legalità fiscale, autodenunciando la propria posizione fiscale, nell’ottica di una maggiore collaborazione e trasparenza”.

Articolo pubblicato il 18 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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