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Accecati dalla luce, regole contro l'inquinamento luminoso
di Redazione

Il problema riguarda tutti, e a lungo andare provoca gravi danni all’ambiente e agli animali. Esistono cinque criteri fondamentali per una corretta illuminazione

Tags: Illuminazione, Inquinamento Luminoso



Illuminare la notte a giorno fino a farla quasi scomparire è una bella conquista in termini di progresso e tecnologia, ma quali sono i reali effetti della scomparsa del buio? Quando l’uomo altera i livelli  di luce naturalmente presenti nell’ambiente notturno si parla di inquinamento luminoso. In altre parole si tratta di un inquinamento della luce naturale prodotto dalla luce artificiale.

Come si può osservare da questa famosa immagine della Nasa, che immortala la nostra Terra vista di notte dallo spazio, l’inquinamento luminoso è un problema che riguarda le zone più densamente abitate e quelle più sviluppate dal punto di vista industriale e che provoca danni di diversa natura: ambientali, culturali ed economici. I primi a segnalare questo problema sono stati proprio gli astronomi e gli astrofili, infatti, l’inquinamento luminoso costituisce un grosso ostacolo allo studio del cielo. Nel 1958 in America è stata emanata la prima legge per la protezione del cielo stellato al fine di proteggere un importante osservatorio in Arizona. Il problema è in continua crescita, a causa dell’aumento della popolazione e delle aree urbane, tanto che gli astronomi si sono dovuti ritirare in zone deserte per poter continuare a studiare il cielo.

Un altro aspetto importantissimo legato all’inquinamento luminoso è lo spreco energetico. La causa principale dell’inquinamento luminoso, infatti, sono i lampioni che disperdono luce e possono arrivare a sprecare oltre il 50% dell’energia che consumano. Molti lampioni utilizzati per illuminare strade e città sono inefficienti perché non impiegano correttamente la luce per illuminare a terra e consentire la visione notturna. La restante luce non funzionale alla visibilità notturna viene sprecata perché va direttamente verso il cielo oppure diventa luce “intrusiva”, che disturba uomini, piante e animali notturni. Lungi dall’essere solo un problema di astronomi e amanti del cielo, infatti, l’inquinamento luminoso provoca numerosi danni ambientali come difficoltà o perdita di orientamento negli animali (uccelli migratori, tartarughe marine, falene notturne); alterazione del fotoperiodo in alcune piante; alterazione dei ritmi circadiani nelle piante, animali e uomo (ad esempio la produzione della melatonina viene bloccata già con bassissimi livelli di luce); distruzione dell’habitat (notturno) di molte specie di animali (pipistrelli, insetti, rettili).

I cinque criteri per una corretta illuminazione
L’inquinamento luminoso ha tanti effetti negativi e nessun lato positivo, se non la possibilità per gli astronauti di vedere la Terra brillare dallo spazio! Esistono però 5 criteri fondamentali per una corretta illuminazione, che possono essere applicati per ridurre l’inquinamento luminoso e i problemi da esso causati.

1° CRITERIO: Come Illuminare: Controllo del flusso luminoso diretto. Il metodo più semplice per ridurre l’inquinamento luminoso è quello di usare lampioni schermati. La lampada è completamente contenuta nel corpo illuminante, la luce non viene dispersa ma convogliata solo dove serve. Lampioni del genere si dicono “full cut-off”.

2° CRITERIO: Quanto Illuminare: Controllo del flusso luminoso indiretto. Il secondo passo per eliminare gli sprechi è dosare la quantità di luce per l’illuminazione. E’ necessario dosare la potenza delle lampade in  maniera ottimale, limitando l’inquinamento luminoso. Certamente, non sarà mai possibile azzerare la quantità di luce che viene dispersa, perché, per poter vedere di notte, una certa quantità di radiazione luminosa dovrà per forza “rimbalzare” verso l’alto.

3° CRITERIO: Cosa utilizzare: Sorgenti luminose ad elevata efficienza. Per ridurre gli sprechi energetici è necessario utilizzare sorgenti luminose moderne ed efficienti. Esiste un parametro che, a  parità di energia   elettrica consumata,  indica quanta luce viene emessa dalla sorgente. A parità di energia elettrica consumata, si preferiscono le sorgenti che emettono più  luce.

4° CRITERIO: Ottimizzazione degli impianti d’illuminazione. Bisognerà poi valutare il numero di lampioni da installare, ottimizzando la distanza tra i pali e la loro altezza. Il rapporto minimo da mantenere per quasi tutte le leggi regionali italiane è 3,7: quindi ad esempio lampioni alti 10 m devono essere installati almeno ad una distanza di 37 m l’uno dall’altro.

5° CRITERIO: Gestione della luce. L’ultimo aspetto che si inserisce per risparmiare energia e ridurre l’inquinamento luminoso è quello di una corretta gestione dell’illuminazione. Molto spesso capita di vedere strade deserte di notte o vie ciclabili illuminate a giorno, a qualsiasi ora della notte. E’ oggi possibile ridurre l’illuminazione dopo una certa ora della notte, riuscendo comunque a garantire la sicurezza delle strade. La regolazione dell’illuminazione può essere eseguita in automatico con dispositivi programmabili (riduttori di flusso). In questo modo l’illuminazione di strade intensamente trafficate nelle prime ore della sera, che quindi necessitano di forte illuminazione, può essere ridotta con l’avanzare della notte.

Articolo pubblicato il 18 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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