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Quotidiano di Sicilia

Porto Empedocle, crolla il numero dei crocieristi
di Calogero Conigliaro

Nello scalo portuale agrigentino una vera e propria rivoluzione negli ultimi 12 mesi con numerosi effetti negativi. In un anno sono passati da circa 8 mila a poco più di 2 mila

Tags: Porto Empedocle, Porto, Costa Crociere



Porto Empedocle - Dai dati diffusi dalla Capitaneria emerge un netto cambio di tendenze nel traffico merci e tra i flussi di passeggeri, in transito nello scalo portuale empedoclino. Una vera e propria rivoluzione è di fatto avvenuta negli ultimi 12 mesi con effetti percepiti benissimo sia dagli operatoti portuali che dalla stessa città.

Il primo accadimento eclatante, ma anche se precedentemente annunciato, è stato il crollo del numero del numero dei crocieristi giunti, si è infatti passati dagli 8.380 del 2014 ai poco più di 2 mila del 2015. La motivazione è stata quella che le navi della Costa Crociera non sono più giunte nel porto a pochi chilometri della Valle dei Templi, sono invece rimaste le piccole navi che erano già arrivate negli anni passati. Tra le motivazioni che avrebbero portato la Costa a cambiare rotta di attracco, ci sarebbero principalmente gli alti costi sostenuti per effettuare lo scalo. Porto Empedocle sarebbe infatti ben più costosa a causa delle tariffe ministeriali che vengono applicate ai porti.

Una nave della Costa veniva a pagare circa 18 mila euro di cui 12 mila di rimorchiatori, 4 mila di pilota e 2 mila per gli ormeggiatori. “Le novità quest’anno non sono affatto mancate – ha spiegato al Qds il Comandante della Capitaneria Massimo Di Marco – abbiamo registrato un continuo ridimensionamento dei traffici di pet coke rispetto gli anni passati, anche il numero dei crocieristi è venuto a scemare a causa della mancata presenze delle grandi navi della Costa, mentre sono rimaste le altre piccole navi da crociera. Verso l’estinzione va anche l’arrivo di combustibile per la centrale Enel che come sappiamo è stata riconvertita a gas - a parte un gruppo in riserva fredda Ndr. Per quanto riguarda i migranti giungono adesso in porto, soprattutto tramite il traghetto con le Pelagie”. Un’altra notizia che giunge di notevole importanza è quella che il Ministero dei Trasporti ha sciolto la corporazione dei piloti e che adesso si dovrebbe a breve avere in porto la figura del pilota pratico locale.

Una buona notizia giunge però dal settore minerario, l’Italkali dopo il pessimo anno passato, quando aveva estratto appena 402 mila tonnellate circa di salgemma dalla miniera di Realmonte, è adesso tornata a risultati tutto sommato positivi imbarcando oltre 600 mila tonnellate di prodotto, utilizzato soprattutto per lo scongelamento di strade nei paesi del Nord Europa. “In porto sono entrate delle navi di grande capienza – ha continuato il Comandante di Marco – grazie ad un contratto firmato dalla società Italkali che è riuscita a dare respiro a questo comparto, il primo per commercio nella lista dei traffici portuali empedoclini”.

Di fatto il futuro commerciale del porto per il prossimo futuro dipenderà proprio dalla vicina miniera Italkali di Realmonte, su cui pesa la vicenda della possibile produzione della Kainite, una possibilità da anni sbandierata, ma che non ha trovato nella politica locale e regionale accordo sul luogo dove dovrebbe essere ubicata, dopo il no del comune di Realmonte all’impianto proposto dalla stessa società. Un investimento di centinaia di milioni di euro con la possibilità di creare numerosi posti di lavoro, attualmente in stand by, mentre l’economia siciliana è sempre più disastrata.

Infine un’ultima notizia che riguarda il porto empedoclino è quella che dal prossimo mese di gennaio, dovrebbe giungere la nave “Lampedusa” di Traghetti delle Isole che fornirà un secondo collegamento con le Pelagie, oltre a quello già fornito da Compagnia delle Isole con la nave Sansovino.

Articolo pubblicato il 19 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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