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Quotidiano di Sicilia

Caltanissetta - Discariche abusive sequestrate alle porte di Gela
di Redazione

Accumulati materiali estremamente dannosi per la salute dei cittadini

Tags: Gela, Discarica, Rifiuti



GELA (CL) - Due discariche abusive sono state scoperte dalla Guardia di Finanza in contrada Rinazzi e Cocuzza, alle porte della Città del Golfo. Cinque persone sono state denunciate.

Si tratta di due siti diversi ma con un’unica finalità: stoccare e in seguito smaltire abusivamente rifiuti sia speciali che pericolosi. Le Fiamme gialle hanno scoperto che l’immondizia veniva accumulata e divisa per categorie, quasi come una sorta di discarica differenziata, all'avanguardia se non fosse per il risultato finale. Gli scarti, infatti, poi venivano concentrati in un secondo sito in contrada Rinazzi dove, per combustione, avveniva il vero e proprio smaltimento. I siti contenevano materiale di ogni genere come vetro, alluminio, plastica, legno, imbarcazioni dismesse, eternit e altri rifiuti pericolosi per la salute dell'uomo e dell'ambiente, devastanti se incendiati.

Diversi giorni di analisi e studio delle abitudini dei trasportatori hanno portato i finanzieri al ritrovamento della discarica, nei pressi della Strada statale 117, a pochi metri dalle sponde del fiume Gela, e fra le colture di carciofi e pomodori. Sotto sequestro è finita un'area di circa 2.500 metri quadrati, in cui i diversi mezzi di trasporto utilizzati dalla società indagata scaricavano a più riprese materiale di risulta di lavori edili e raccolto in diversi punti della città, insieme a immondizia stoccata in un'altra discarica abusiva di circa 10 mila metri quadrati, in contrada Cocuzza.

Cassoni coperti, viaggi compiuti a tutta velocità e un bobcat pronto a spianare i residui di quanto bruciato, per fare spazio a nuovi illeciti scarichi, sono alcune delle condotte messe in atto dagli indagati.

Per permettere ai pesanti mezzi di raggiungere il luogo, è stata realizzata una strada di fortuna, per il tramite di pericolose lastre contenenti amianto, sbriciolate fino a ridurle quasi in fibre dal passaggio dei mezzi, che le hanno rese pertanto “pericolosissime per l'uomo”, così come sottolineato dagli investigatori.

Indagini sono in corso per accertare eventuali responsabilità di altre persone, complici nella realizzazione del trasporto e nello smaltimento illecito di rifiuti.

Articolo pubblicato il 19 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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