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Catania - Vantano crediti per 10 milioni di euro a causa degli espropri per il parcheggio ai 2 Obelischi
di Desirée Miranda

L’enorme cifra spetta agli assistiti dell’avvocato Nicolò D’Alessandro, a fronte di indennità espropriative. Girlando rassicura: nessun problema, c’è un fondo a parte per tale tipo di uscite

Tags: Catania, Parcheggio



CATANIA - “Tutte le iniziative poste in essere dai miei assistiti e su mia sollecitazione le quali dimostrano un encomiabile senso civico rischiano di essere vanificate dalla mancata adozione del bilancio di previsione 2015 e di travolgere in uno all’intera cittadinanza anche le legittime aspettative di quanti sono stati privati della proprietà dei propri beni”. È quanto si legge nella missiva inviata al comune di Catania dall’avvocato Nicolò D’Alessandro in rappresentanza dei suoi assistiti, tra cui risulta anche l’ex moglie del sindaco Enzo Bianco; nel dettaglio Graziana Morelli, Maria Antonietta Zeno, Renata Maria Zeno, Dario Maria, Francesco Sagone Messana e la famiglia Lanzafame.

I signori vantano un credito di circa 10 milioni di euro, che risulta tra i debiti fuori bilancio, per integrazione delle indennità espropriative ovvero per espropriazioni fallite. A questa cifra va aggiunta una spesa di circa seicento mila euro di imposte “connesse alle sentenze in cui risultato soccombente con ciò supplendo all’inerzia degli uffici”, si legge ancora nella missiva. Una cifra fuori bilancio importante che potrebbe fare pensare a un blocco totale delle procedure per l’approvazione del bilancio preventivo 2015, dato che questa cifra non è stata conteggiata nel rendiconto.

“Non ci sono problemi” afferma però l’assessore al Bilancio Giuseppe Girlando. “Catania come tutti i Comuni ha un fondo a parte per i debiti fuori bilancio da recuperare per quota parte per l’anno di competenza. Con la controparte abbiamo già un accordo per cui il debito verrà spalmato nei bilanci 2016, 2017 e 2018 quindi il fondo, nei bilanci futuri, verrà rimpinguato per fare fronte a questo problema”.

Vanno trovati subito però circa 300 mila euro che dunque vanno inseriti nel previsionale 2015 che stando a quanto ha più volte affermato l’assessore Girlando, l’ultima in consiglio comunale pochi giorni fa, “arriverà a gennaio al voto”. Si tratta di soldi necessari “al fine di evitare da parte di uno dei miei clienti la cessione pro soluto di una quota rilevante del proprio credito nei confronti del Comune di Catania per far fronte a debiti tributari connessi alla procedura espropriariva di che trattasi con l’evidente ed esplicitato fine di evitare di ribaltare il connessi danni nei riguardi del Comune che li ha cagionati con il ritardato pagamento”, si legge ancora nel documento dell’avvocato D'Alessandro.

Un problema non da poco quello dei debiti fuori bilancio, considerati da Girlando “delle mine vaganti che mettono a dura prova i bilanci comunali”. Le sentenze infatti passano in giudicato adesso, ma si riferiscono a periodo passati, di gestione di altre amministrazioni. Diversi gli espropri fatti durante la sindacatura dello scomparso Umberto Scapagnini quando, a quanto pare, non c’erano i soldi per farlo.

La conseguenza è tanto semplice quanto nefasta: quello che doveva essere pagato per una certa cifra finisce per essere pagato molto di più dai cittadini.

Articolo pubblicato il 19 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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