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Messina - Piano regolatore generale bocciato dal Genio civile
di Lina Bruno

Il problema maggiore è una variante di salvaguardia ambientale, proposta dall’ex assessore Corvaja. Le criticità riscontrate nei 14 punti del “salva colline” sarebbero da rimuovere

Tags: Messina, Piano Regolatore



MESSINA - Una variante di salvaguardia ambientale che continua a navigare in acque agitate. Dopo le controverse sedute di commissione con l’intervento di tecnici e professionisti, le riunioni di Consiglio che hanno aperto nuovi interrogativi e la richiesta di chiarimento che sarebbe pervenuta dagli uffici dell’Arta, è arrivato il parere negativo del Genio Civile che porta tutto o quasi al punto di partenza.

Il documento urbanistico di tutela ambientale al Prg vigente, senza il richiesto parere relativo alla verifica della compatibilità con le condizioni geomorfologiche del territorio, subisce uno stop inatteso per l’Amministrazione comunale. La nota dell’ingegnere Capo Leonardo Santoro indirizzata al sindaco Accorinti e al dipartimento Politiche del territorio, evidenzia che la riduzione degli indici di edificabilità, “non appare avere adeguato riscontro negli elaborati grafici relativi alla zonazione urbanistica ove si rileva una ingiustificata, dal punto di vista della sicurezza sismica ed idrogeologica, estensione delle aree suscettibili di nuove edificazioni, ancorché a basso indice di edificabilità fondiario, che graverebbero così su un territorio caratterizzato da particolari condizioni di vulnerabilità ed incapace quindi di sostenere l’impatto previsto di ulteriore nuovo consumo di suolo su aree altamente esposte a diversi rischi ambientali. Tale territorio - scrive Santoro - richiederebbe una drastica riduzione delle aree di espansione edificatoria rispetto quanto, ad oggi, è stato costruito e rispetto quanto previsto nella variante in esame”. 

La variante di salvaguardia è stata redatta tenendo conto della delibera 74/C del 2012, proposta dall’allora assessore all’Urbanistica Giuseppe Corvaja, che ne delineava contenuti e modalità, azzerando la possibilità di edificazione nelle zone più a rischio  come quelle collinari e spostandola in altre zone.

Le criticità riscontrate dal Genio Civile nel “salva colline” da rimuovere sono sintetizzate in 14 punti. Viene sollecitato l’inserimento “in corrispondenza di tutti i corsi d’acqua appartenenti al demanio fluviale regionale, aree di rispetto dei torrenti, da tradurre in fasce di inedificabilità assoluta così come per le aree a rischio Pai, le zone suscettibili di instabilità per particolari zonazioni sismiche, aree caratterizzate da autofrequenze incompatibili con l’edificazione e aree interessate da deformazioni dovute a faglie attive”.

Si prescrive inoltre la “delocalizzazione di edifici pubblici e le nuove previsioni di allocazione di strutture pubbliche o private a destinazione strategica, ricadenti in areali litogeomorfologici non compatibili con le tipologie di terreni e morfologie di sito prima citati”.

Devono essere eliminate tutte le aree con qualunque destinazione urbanistica attuale e futura, il cui unico accesso avviene dall’alveo torrentizio e individuate viabilità alternative ai centri abitati minori ed agli agglomerati urbani e suburbani il cui attuale unico accesso è l’alveo dei torrenti. Le richieste di modifica e integrazione fatte da Leonardo Santoro partono dalla messa in discussione tra l’altro “dell’analisi della pericolosità geomorfologia e idraulica del territorio fatta attraverso gli studi del Pai e dell’Enea, che possono costituire, - si legge nella nota - un utile supporto ma non sostituirsi agli strumenti normativamente individuati allo scopo e a cui fare esclusivo riferimento”.

Attenzione particolare quindi viene data dal Genio Civile alle interferenze tra rete idrografica e utilizzo del territorio, rifacendosi anche all’ultimo rapporto del Dipartimento regionale della Protezione civile.

I risultati del censimento sulle situazioni di potenziale rischio idraulico nel territorio siciliano indicano Messina come il comune con il maggior numero di intersezioni tra corsi d’acqua e fabbricati o viabilità, con 637 interferenze. Un fatto che prima o poi dovrà essere seriamente affrontato.

Articolo pubblicato il 22 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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