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Nove bollini rosa per gli ospedali siciliani
di Liliana Rosano

Il riconoscimento è dell’Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna. Esso premia le strutture che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili. A Catania due strutture, l’Arnas Garibaldi e il Centro Humanitas, hanno ottenuto il massimo riconoscimento

Tags: Salute, Sanità, Donne



CATANIA - Nove ospedali siciliani premiati: sette a Catania e due a Messina. Sono gli ospedali con i bollini rosa, il riconoscimento che Onda, osservatorio nazionale sulla salute della donna, attribuisce dal 2007 agli ospedali italiani ‘vicini alle donne’, ossia quelle strutture che offrono servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali patologie femminili, riservando particolare attenzione alle specifiche.

A Catania sono due, l’Arnas Garibaldi e il Centro Humanitas ad avere il massimo riconoscimento, tre bollini, mentre a Messina, la casa di cura Cappellani-Gioni e l’Azienda ospedaliera Papardo-Piemonte, conquistano un bollino rosa.
In Italia solo 82 strutture hanno ottenuto il massimo riconoscimento di 3 bollini, 127 hanno conquistato 2 bollini e 40 hanno guadagnato 1 bollino, mentre 7 strutture hanno ricevuto una menzione speciale per l’impegno dimostrato, partecipando a numerose iniziative promosse da Onda durante il biennio 2014-2015. Rispetto al precedente censimento di due anni fa ce  ne sono nove in più: nel 2014-2015 erano 230, segno di una maggiore attenzione alle problematiche femminili. Nel censimento sono state coinvolte 1.000 fra le 1.500 strutture fra ospedali e case di cura convenzionate italiane, ma le adesioni alla valutazione sono state solo 253. Fra quelle che hanno rinunciato a partecipare al bando, molte non possedevano servizi adeguati per le patotologie femminili.

Sono tre i criteri di valutazione con cui sono stati giudicati gli ospedali candidati: la presenza, all’interno delle aree specialistiche di un maggior rilievo clinico ed epidemiologico, di servizi rivolti alla popolazione femminile; l’appropriatezza dei percorsi diagnostico-terapeutici, a garanzia di un approccio alla patologia in relazione alle esigenze della donna e l’offerta di prestazioni aggiuntive legate all’accoglienza in ospedale e alla presa in carico della paziente, come la telemedicina, la mediazione culturale e il servizio di assistenza sociale.

Lo scopo dell’iniziativa è dare informazioni dettagliate sui servizi offerti dalle strutture pubbliche.
Diverse le novità di questa edizione del bando: è stata introdotta una sezione dedicata alla prevenzione oncologica, al fine di valutare i servizi offerti dagli ospedali per la diagnosi precoce delle principali patologie oncologiche di interesse femminile, mentre nell’ambito della ginecologia e ostetricia è stato inserito un focus sui temi dell’interruzione volontaria di gravidanza, della contraccezione e delle malattie sessualmente trasmissibili, problematiche di importante attualità riguardanti la salute della donna in età fertile.

La salute della donna non solo in ospedale, ma anche in farmacia. Come per le precedenti edizioni, anche per il prossimo biennio, grazie a un accordo con Federfarma, le 17 mila farmacie distribuite su tutto il territorio nazionale forniranno alla clientela femminile indicazioni per trovare l’ospedale ‘a misura di donna’ più vicino.

Articolo pubblicato il 24 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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