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Quotidiano di Sicilia

Messina - Non si placa l'allarme crisi idrica
di Lina Bruno

Guasto all’altezza di Fiumefreddo. Termini, presidente Amam: “Altre frane andrebbero a discapito della condotta”. La deputata Zafarana: “Nessun impegno dalla Regione che aveva promesso 1 mln €”

Tags: Messina, Acqua, Amam, Valentina Zafarana



MESSINA - L’approvvigionamento idrico della città continua ad essere legato ad un sistema estremamente critico, pronto ad andare in tilt in qualsiasi momento. Se non lo avesse ampiamente dimostrato l’emergenza, durata quasi un mese, dello scorso ottobre a ricordarlo ci ha pensato un ulteriore guasto, prima di Natale, sulla condotta di Fiumefreddo, all’altezza di Forza d’Agrò che per alcuni giorni ha lasciato di nuovo a secco la città.

I vertici dell’Amam corrono ai ripari con un progetto di consolidamento ed ancoraggio dei tubi a Fondaco Parrino ma è evidente che è quanto mai urgente un intervento strutturale sull’intera condotta e sul territorio che continua a franare.
Dai controlli effettuati finora sono stati evidenziati diverse criticità e i tecnici dell’Azienda pare facciano dei test continui per potere garantire un pronto intervento nel caso di un aggravamento della situazione poiché, come dice il presidente dell’Amam Leonardo Termini “c’è l’alta probabilità, che sconfina nella certezza, che si possano verificare ulteriori frane a discapito della condotta”.

È anomalo che una condotta che si estende per circa 60 chilometri in un’area a rischio dissesto non sia mai stata seriamente monitorata così com’è anomalo un sistema di distribuzione idrica che dipende da un’unica fonte di rifornimento.
Che la preoccupazione sia tanta all’interno dell’Amam lo dimostrano i toni decisi della nota che il presidente dell’azienda ha inviato alle Autorità nazionali, regionali e locali e con la quale si chiedono immediati interventi sul territorio e per il ripristino dell’acquedotto dell’Alcantara.

“È inconcepibile - afferma Termini - che l’evidente disagio subito per settimane dalla popolazione messinese, non abbia scatenato la vera attenzione verso il problema principale di questa situazione insostenibile: l’esistenza dì un Piano B che consenta di garantire l’approvvigionamento idrico della Città di Messina. Un piano che deve prevedere, nell’immediato, l’utilizzo della fonte dell’Alcantara, ad oggi, unica alternativa di pronto intervento. Per questo - dice Termini - non è pensabile che l’Amam possa essere additata quale capro espiatorio delle crisi né che debba essere costretta a fronteggiare da sola le criticità con interventi tampone. Occorre intervenire in modo condiviso istituzionalmente e con la medesima urgenza con cui si deve provvedere al governo delle emergenze, verso la ricerca e la realizzazione di soluzioni stabili.” 

Tra i destinatari della nota di Termini c’è anche il presidente della Regione Rosario Crocetta che anche nella sua visita a Messina di qualche settimana fa, ha tenuto a ribadire quanto sia prioritario trovare una soluzione definitiva ai problemi di approvvigionamento idrico della città. In attesa che i proclami si materializzino si stanno cercando fonti alternative su tutto il territorio provinciale. Lo sta facendo il Genio Civile che ha effettuato una revisione di tutte le sorgenti e pozzi esistenti per verificarne l’effettiva portata. 
I sopralluoghi in corso nell’ambito della città metropolitana e della dorsale dei peloritani potrebbero portare alla scoperta di nuove fonti da utilizzare.

L’ingegnare capo Leonardo Santoro sta inoltre predisponendo la revisione della dotazione idrica già assegnata alla città capoluogo dal Prg degli acquedotti da proporre al competente assessorato regionale. 

Valentina Zafarana deputata M5S all’Ars in una nota evidenzia che “dal 5 novembre, data dell’ordinanza di Protezione civile, il commissario e direttore dell’ufficio regionale, Calogero Foti, temporeggia senza ragioni valide e senza avere ancora presentato alcun progetto. Non c’è stato nessun impegno concreto da parte dell’assessore Croce - dice ancora la deputata - che aveva promesso nei giorni dell’ emergenza, un milione e 34mila euro. I 20 giorni stabiliti dall’ordinanza per stanziare fondi regionali sono scaduti da tempo - conclude Zafarana - adesso si dica se i soldi ci sono o no”.

Articolo pubblicato il 29 dicembre 2015 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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